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11.06.2012
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Quinto Conto Energia: quasi certe le modifiche

11/06/2012 - Fonti di agenzia confermano che il governo starebbe lavorando alle modifiche sui due decreti del Quinto Conto Energia richieste dalla Conferenza delle Regioni e dall’UE. A seguito del “si con riserva”, quindi, sembrerebbe che le proposte vincolate siano in fase di implementazione, per giungere - entro breve - ad un testo definitivo.

Vediamo in breve le modifiche che probabilmente verranno applicate ai decreti: 

  • Innalzamento del tetto di spesa: dai 500 milioni all’anno previsti nelle prime bozze si passerebbe a 749 milioni di euro l’anno.
  • Posticipo della data di partenza: al 1° ottobre 2012
  • Iscrizione al registro: innalzamento della soglia per l’iscrizione obbligatoria a 100 kW, esclusione totale per impianti a concentrazione e impianti fotovoltaici integrati con caratteristiche innovative. Esclusi anche gli impianti su edifici pubblici e quelli delle zone colpite dal sisma in Emilia, purché gli edifici rispettino i criteri antisismici.
  • Premio per il Made in Europe: 3 cent. di premio per impianti la cui produzione sia fatta almeno per l’80% in Europa.
  • Premio Eternit: 3 cent. di bonus se l’impianto va a sostituire una vecchia copertura in eternit.
  • Deroga per impianti pubblici: proroga del regime 4° conto energia per impianti installati su edifici pubblici fino al 31 Dicembre 2012.
  • Criteri di priorità per l’accesso al registro: per edifici che migliorano la classe energetica a seguito dell’intervento; sostituzione di amianto; utilizzo di moduli made in EU; impianti al servizio di attività produttive, locazioni su cave dismesse o miniere.

I primi commenti arrivano da ANIE/GIFI, che esprime soddisfazione per il parere della Conferenza Unificata, anche se “il documento scaturito dalla riunione del 6 giugno – dichiara Valerio Natalizia, Presidente GIFI-ANIE – presenta contemporaneamente aspetti positivi e criticità ancora da risolvere. Pur apprezzando la richiesta delle Regioni di escludere dal registro una più vasta tipologia di impianti continuiamo a non condividere lo strumento in quanto tale che, come affermato anche dalla UE, aumenta la burocrazia ed i costi creando maggiore incertezza a scapito della bancabilità dei progetti. Inoltre, l´aumento a 6,759 mld € complessivi è sicuramente un passo nella giusta direzione ma non è soddisfacente soprattutto in virtù dei numerosi limiti che sono stati posti sulle varie tipologie di impianti. Ribadiamo la necessità di arrivare a 7 mld”.