Focus Incentivi

22.06.2012
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Quinto conto energia, ancora niente di fatto

22/06/2012 - Dopo il si con riserva delle Regioni pare siano i ministeri a non trovare un accordo definitivo sul Quinto Conto Energia: i ministri Passera e Clini sarebbero infatti in disaccordo sulla data di entrata in vigore del nuovo regime e sulla soglia per l’obbligatorietà dell’iscrizione al registro degli impianti.

Fonti del Ministero dell’Ambiente rivelano infatti che i due dicasteri sarebbero al lavoro per stilare una versione definitiva dei due decreti sull’incentivazione delle rinnovabili elettriche, pur non trovando un punto di accordo su questi due punti fondamentali: i testi potrebbero quindi tardare ancora di diverse settimane. 

Ricordiamo che la Conferenza Unificata delle Regioni, riunitasi a inizio mese, aveva licenziato un parere favorevole, condizionato però al recepimento di alcune modifiche quali la reintroduzione del bonus per la sostituzione dei tetti in amianto, la riduzione degli oneri burocratici e l’aumento del tetto di spesa. 

Per quanto riguarda l’aumento della soglia per l’ingresso nel registro, auspicato anche da tutte le associazioni, sempre secondo fonti del Min. dell’Ambiente, la soglia potrebbe essere alzata da 100 kW, anche se questo porterebbe ad un aumento dei budget per gli incentivi, che si scontrerebbe con il parere di Passera, deciso a diminuire la spesa, piuttosto che aumentarla. Stesso discorso per la data di entrata in vigore dei decreti che, se posticipata ad ottobre, come auspicato da Clini, porterebbe allo sforamento della soglia dei 6 miliardi di euro l’anno, stabilita dal Min. dello Sviluppo Economico. 

I due ministeri sarebbero al lavoro anche per semplificare le procedure burocratiche, giudicate da tutti gli addetti ai lavori eccessive e dannose, a causa della mole di incartamenti che comporterebbero e della perdita di tempo per completare tutte le procedure.

Restano diversi interrogativi aperti anche sul decreto FER elettriche. Gli ultimi rumors vorrebbero infatti l’introduzione di una differenziazione delle soglie che dovrebbe tenere conto delle differenze sostanziali per la produzione: 250 kW per l’idroelettrico, 200 kW per le biomasse, 60 kW per l’eolico.