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20.07.2012
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Pubblicata la classifica ACEEE sul Risparmio Energetico: Italia al terzo posto

20/07/2012 - “Una nazione che utilizza meno energia per raggiungere gli stessi o migliori risultati, riducendo i costi economici e ambientali, crea un’economia più solida e competitiva”. Inizia così il rapporto “International Energy Efficiency Scorecard”, pubblicato dall’ACEEE (America Council for an Energy Efficient Economy), che vede sul podio il Regno Unito, seguito dalla Germania e l’Italia.

Il rapporto analizza 12 economie tra le più sviluppate al mondo, che rappresentano quasi l’80% del prodotto interno lordo mondiale, il 63% del consumo energetico globale e il 62% delle emissioni di gas serra. Sono state analizzate 27 metriche differenti, per valutare il grado di efficienza con cui queste economie utilizzano l’energia, sotto varie forme, come ad esempio la presenza di un obbiettivo di riduzione del fabbisogno energetico, la presenza di standard per il consumo dei veicoli, e di standard per il consumo delle apparecchiature elettroniche.

Le diverse metriche prese in considerazione sono state poi divise per i tre settori maggiormente energivori: l’edilizia, i trasporti e l’industria. Il punteggio massimo per ognuno dei 27 parametri è stato fissato a 100. Nessuna delle nazioni prese in considerazione ha raggiunto il punteggio massimo, segno che c’è ancora molto da fare, anche se in generale si può dire che l’Unione Europea, grazie anche ad una legislazione molto attenta a questi aspetti.

La classifica vede quindi al primo posto il Regno Unito, seguito da Germania, Italia e Giappone, troviamo poi la Francia, L’unione Europea (come insieme di tutti gli stati), Australia e Cina alla pari, Stati Uniti (che arrivano solo al 9° posto), Brasile, Canada e Russia.



Al di là della classifica, il grafico mostra chiaramente come ci siano ancora ampi spazi di sviluppo, anche per i paesi più avanzati. Secondo il rapporto, le condizioni necessarie per raggiungere il punteggio massimo sono perfettamente raggiungibili e praticabili. Per ciascuna delle 27 metriche, infatti, almeno uno dei paesi presi in considerazione ha raggiunto il punteggio massimo, dato che dimostra come gli obbiettivi siano ampiamente raggiungibili. 

Il rapporto completo è in allegato (PDF) - In inglese