Focus Innovazioni

05.11.2021

Produrre combustibili puliti grazie utilizzando i rifiuti: l’ultima innovazione dell’ENEA

I ricercatori dell’ENEA hanno sviluppato un nuovo processo per produrre combustibili gassosi in maniera sostenibile 

I ricercatori dell’ENEA hanno sviluppato un innovativo processo per la produzione senza emissioni inquinanti e con l’utilizzo di energia rinnovabile di combustibili gassosi come idrogeno e metano da rifiuti solidi urbani, plastiche non riciclabili e biomasse.

“Il nostro obiettivo è quello di produrre combustibili puliti come l’idrogeno o miscele idrogeno/metano partendo da materiali a base carboniosa di basso valore, attraverso un processo che utilizza energia rinnovabile e che non emette sostanze inquinanti nell’ambiente. Si tratta quindi di una via puramente termochimica per la produzione di idrogeno e al tempo stesso per la valorizzazione energetica dei rifiuti”, spiega il ricercatore ENEA Alberto Giaconia, che insieme ai colleghi Silvano Tosti, Giampaolo Caputo e Alfonso Pozio ha inventato questo brevetto.

Questa nuova procedura, a differenza dei tradizionali processi di gassificazione e combustione, si basa su un’operazione di “idrogassificazione” in cui il rifiuto grezzo (anche umido) viene trattato con l’idrogeno: questo ne permette la conversione in metano, che viene poi trattato in un processo sostenuto con calore derivante da fonti energetiche rinnovabili.

Da questo sistema si ottengono CO2 concentrata, che può essere facilmente trasportata e riutilizzata, e idrogeno, che in parte verrà usato per alimentare il processo di idrogassificazione mentre quello rimanente è il combustibile “pulito” creato senza emissioni inquinanti e usando le rinnovabili, che verrà impiegato nel settore della mobilità sostenibile  e dell’industria.

”Possiamo prevedere che il processo sia vantaggioso anche a livello economico perché utilizziamo un rifiuto per ottenere un combustibile commerciale. Basti pensare a quanto un Comune come quello di Roma debba oggi pagare per esportare rifiuti che invece potrebbero essere valorizzati. La trasformazione inoltre prevede l’immagazzinamento di energia rinnovabile con un sistema relativamente semplice e con elevata efficienza”, conclude Giaconia.

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