Pompe di calore e Direttiva Case Green: perché l’elettrificazione è diventata centrale
Il culmine legislativo di questo processo è senza dubbio la Direttiva (UE) 2024/1275 sulla prestazione energetica nell'edilizia, comunemente nota come EPBD IV o Direttiva Case Green, rifusione della precedente Direttiva 2010/31/UE, la quale definisce il quadro regolatorio europeo per conseguire l'obiettivo di un parco immobiliare ad alta efficienza energetica e a emissioni zero entro il 2050. L'urgenza dell'intervento è evidente: considerato che il comparto degli edifici è responsabile del 40% del consumo finale di energia nell'Unione Europea e del 36% delle emissioni di gas serra, l'intervento su questo fronte diviene primario al fine di raggiungere gli obiettivi dell'Accordo di Parigi e del Green Deal europeo. La Direttiva traccia una traiettoria temporale articolata in obiettivi intermedi che scandiscono il percorso verso la neutralità climatica, imponendo standard di prestazione energetica e l'assenza di emissioni in loco da combustibili fossili.
Per le nuove costruzioni, la normativa impone il raggiungimento dello standard di Edificio a Emissioni Zero (ZEB) già a partire dal 1° gennaio 2028 per gli immobili della Pubblica Amministrazione, estendendo l'obbligo a tutto il comparto privato dal 1° gennaio 2030. Il patrimonio edilizio esistente rappresenta la sfida più complessa e viene gestito attraverso una logica di riqualificazione progressiva differenziata per comparto: per il settore residenziale l'approccio si basa su una riduzione mediata del consumo di energia primaria dell'intero parco immobiliare nazionale, con l'obiettivo di conseguire almeno il 16% di riduzione delle emissioni entro il 2030 e tra il 20% e il 22% entro il 2035 agendo prioritariamente sui fabbricati con le peggiori prestazioni; gli edifici non residenziali seguono invece una logica di soglie prestazionali basata sui requisiti minimi di prestazione energetica, richiedendo che entro il 2030 sia riqualificato almeno il 16% degli edifici meno efficienti e che tale quota salga ad almeno il 26% entro il 2033. L'orizzonte finale prevede che entro il 2050 l'obbligo di emissioni zero sia esteso a tutti gli edifici del patrimonio edilizio europeo anche mediante piani nazionali di ristrutturazione che stabiliscono percorsi intermedi di miglioramento tenendo conto delle specificità del parco immobiliare, delle condizioni climatiche locali e delle possibilità tecniche ed economiche di intervento.
Elemento centrale della Direttiva è il ruolo attribuito all'elettrificazione dei servizi energetici, in particolare alla climatizzazione invernale ed estiva, quale leva tecnica per azzerare le emissioni dirette in loco. Il phase-out dei sistemi alimentati da combustibili fossili viene perseguito attraverso la promozione di tecnologie elettriche ad alta efficienza e in tale ambito le pompe di calore diventano l'asse portante dei nuovi impianti di riscaldamento e raffrescamento, grazie ai rendimenti molto elevati e alla possibilità di utilizzare elettricità proveniente da fonti rinnovabili.
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