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Parte il progetto europeo POSEIDON: si propone di creare dei sensori per il rilevamento rapido in situ della legionella
Alla guida del progetto l’azienda veneta Clivet Spa e il Distretto Veneto dell’high-tech Nanotech, l’obiettivo è risolvere definitivamente il problema della legionella negli impianti di climatizzazione.
Nei mesi scorsi abbiamo parlato spesso dei rischi derivanti dalla legionellosi, un'infezione dell'apparato respiratorio causata da un batterio (Legionella Pneumiphila) potenzialmente mortale, che prolifera facilmente nell’acqua e nei vapori a temperature comprese tra i 25 e i 50°, quindi tipicamente all’interno di impianti di condizionamento e acqua calda sanitaria.
Ad oggi esistono diversi metodi di prevenzione, ma per quanto riguarda la rilevazione e il monitoraggio, si tratta ancora di metodi di selezione in-vitro, che richiedono alcuni giorni, oltre naturalmente a del personale altamente specializzato.
Il progetto europeo POSEIDON, partito nei giorni scorsi, si pone quindi l’obiettivo di risolvere questo problema, rivoluzionando l’approccio sia nel monitoraggio dell’ambiente e nell’individuazione della presenza di batteri, sia nella gestione del rischio infezione, attraverso lo sviluppo di un sistema completamente automatico, che individui e segnali eventuali criticità in tempo reale.
Manipolando un campione di aria e/o acqua e un sensore plasmonico, questo dispositivo sarà in grado quindi di prevenire il rischio di contaminazione e segnalare in tempo reale eventuali proliferazioni di batteri Legionella Pneumiphilia, riducendo significativamente quindi i rischi derivati da questa malattia che miete ogni anno diverse vittime, anche nei paesi occidentali.
Il prototipo verrà messo a punto per essere integrato in tutti i sistemi di distribuzione dell’acqua calda e fredda, di riscaldamento e condizionamento, e mira a diventare una soluzione innovativa e in qualche modo risolutiva a questo annoso problema.
Il progetto POSEIDON è coordinato da Clivet Spa, azienda veneta specializzata in soluzioni HVAC a basso consumo energetico e vi partecipano il Distretto Veneto dell’high-tech Nanotech; l’Università di Uppsala, la più antica dei paesi nordici; Metrohm Applikon, azienda olandese specializzata nella fornitura di soluzioni per l’analisi chimica in laboratorio e Catlab, laboratorio catalano di analisi cliniche.
Ad oggi esistono diversi metodi di prevenzione, ma per quanto riguarda la rilevazione e il monitoraggio, si tratta ancora di metodi di selezione in-vitro, che richiedono alcuni giorni, oltre naturalmente a del personale altamente specializzato.
Il progetto europeo POSEIDON, partito nei giorni scorsi, si pone quindi l’obiettivo di risolvere questo problema, rivoluzionando l’approccio sia nel monitoraggio dell’ambiente e nell’individuazione della presenza di batteri, sia nella gestione del rischio infezione, attraverso lo sviluppo di un sistema completamente automatico, che individui e segnali eventuali criticità in tempo reale.
Manipolando un campione di aria e/o acqua e un sensore plasmonico, questo dispositivo sarà in grado quindi di prevenire il rischio di contaminazione e segnalare in tempo reale eventuali proliferazioni di batteri Legionella Pneumiphilia, riducendo significativamente quindi i rischi derivati da questa malattia che miete ogni anno diverse vittime, anche nei paesi occidentali.
Il prototipo verrà messo a punto per essere integrato in tutti i sistemi di distribuzione dell’acqua calda e fredda, di riscaldamento e condizionamento, e mira a diventare una soluzione innovativa e in qualche modo risolutiva a questo annoso problema.
Il progetto POSEIDON è coordinato da Clivet Spa, azienda veneta specializzata in soluzioni HVAC a basso consumo energetico e vi partecipano il Distretto Veneto dell’high-tech Nanotech; l’Università di Uppsala, la più antica dei paesi nordici; Metrohm Applikon, azienda olandese specializzata nella fornitura di soluzioni per l’analisi chimica in laboratorio e Catlab, laboratorio catalano di analisi cliniche.
