Focus Innovazioni

11.10.2013
Questo articolo ha più di 3 anni

Nasce in Italia la prima bioraffineria al mondo per la produzione di bioetanolo di seconda generazione

L'impianto produce biocarburante partendo dagli scarti del riso coltivato nelle risaie di Vercelli.
Sorge a Crescentino, in provincia di Vercelli, la prima bioraffineria al mondo per la produzione di bioetanolo di seconda generazione partendo da biomasse non alimentari; raggiungerà i 75 milioni di litri all’anno di biocarburanti da destinare al mercato europeo.

Su una superficie di 15 ettari, lo stabilimento è il risultato di un investimento di 150 milioni di euro sia da parte dei protagonisti nella joint venture di Beta Renewables, tra cui la società di ingegneria Biochemtex, parte del gruppo italiano Mossi-Ghisolfi, il fondo americano TPG (Texas Pacific Group) e l’azienda danese Novozymes, sia da parte della Commissione Europea.

Autosufficiente dal punto di vista dei consumi energetici, con 13 MW di energia elettrica prodotta da lignina, e con un totale riciclo d’acqua possibile dalla non produzione di reflui, la raffineria utilizza una particolare e innovativa tecnologia sviluppata da Biochemtex, PROESA® (PROduzione di Etanolo da biomasSA), nel Centro Ricerche di Rivalta Scrivia (Alessandria).

Questa, combinata all’utilizzo di enzimi Cellic® prodotti da Novozymes, è in grado di produrre non solo bioetanolo, ma anche altri carburanti dagli zuccheri contenuti nelle biomasse lignocellulosiche. Questo specifico processo, confrontato ad altri che impiegano combustibili fossili, riduce del 90% le emissioni di gas serra e, di conseguenza, anche i costi.

In questa bioraffineria, la biomassa maggiormente impiegata è la paglia di riso, facilmente disponibile vista l’area agricola in cui sorge. In più, per non togliere terreno alle colture, si sta sviluppando l’utilizzo nel processo della canna gentile, coltivabile in terreni marginali.

Nell’intento di aprire nuovi impianti in Italia, l’amministratore delegato di Beta Renewables Guido Ghisolfi dichiara: “Stiamo facendo una serie di valutazioni preliminari su alcune aree in Italia che potrebbero rivelarsi strategiche per costruire nuovi impianti. Apriremo a Modugno, vicino a Bari, un nuovo Centro Ricerche e un impianto dimostrativo per produrre intermedi chimici a partire da lignina, un co-prodotto della produzione di etanolo. Parallelamente continueremo ad esportare la nostra tecnologia nel mondo attraverso accordi commerciali, perché la richiesta di biocarburanti di nuova generazione è in continua espansione".

Nella realtà, Beta Renewables si sta attivando per esportare la tecnologia PROESA® in tutto il mondo. Nello specifico, ha già sottoscritto accordi con società internazionali quali l’americana Genomatica, la brasiliana GranBio e la californiana Canergy che realizzeranno rispettivamente la prima bioraffineria del Brasile e un impianto negli Stati Uniti.