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Mercedes e Volkswagen si oppongono all'introduzione del nuovo refrigerante R1234yf prodotto da DuPont
Il nuovo refrigerante R1234yf, prodotto da DuPont per i climatizzatori delle automobili, ha innescato una polemica con le due note case automobilistiche.
L’ultima dichiarazione di DuPont, nota azienda chimica statunitense che fornisce prodotti e servizi destinati all’agricoltura, all’elettronica e ai trasporti, fa già discutere. Secondo l’azienda americana infatti quasi 3 milioni di automobili utilizzeranno il nuovo refrigerante R1234yf nei loro impianti di climatizzazione entro la fine del 2014.
L’affermazione ha suscitato non poche polemiche, relative soprattutto all’affidabilità su strada del nuovo gas. Sono stati soprattutto i marchi tedeschi di Mercedes Daimler e Volkswagen a scagliarsi contro i vertici della DuPont, sostenendo che il nuovo refrigerante a basso GWP sarebbe infiammabile, dunque pericoloso.
Solo poco tempo fa infatti la Francia avrebbe sospeso la vendita di alcuni modelli della casa automobilistica Mercedes, proprio a causa del rischio di incendio cui potevano incorrere, utilizzando il refrigerante HFO R1234yf.
La DuPont, per contro, non ha potuto far altro che esibire i risultati dei test di prova sul refrigerante, eseguiti in precedenza da SAE International, Germany’s Federal Motor Transport Authority e EU’s Joint Research Centre.
Il via libera della autorità per i trasporti competente e dei due centri di ricerca non ha comunque convinto i Gruppi Volkswagen e Daimler Mercedes, ai quali potrebbe presto unirsi anche BMW, che si rifiutano di utilizzare l’R1234yf, proponendo, quale valida alternativa, il biossido di carbonio CO2 detto anche R744 per gli impianti di aria condizionata, più rispettoso rispetto al primo delle nuove direttive in materia di ambiente.
Marco Buoni, Segretario dell’Associazione italiana dei Tecnici del Freddo – ATF, partner di Expoclima e direttore tecnico del Centro Studi Galileo, ente di formazione che ha erogato oltre 50 corsi di attestazione dei tecnici meccanici che operano sugli impianti di condizionamento auto dichiara: “il dilemma del giusto refrigerante del futuro ci assillerà ancora per diversi anni a venire, quindi dichiarazioni di questo tipo saranno frequenti. In Europa si stanno formando lobby anche potenti, come quelle dell’automotive, che preferiscono mostrarsi totalmente green, anche li dove il problema non è tecnico ma più politico".
"I refrigeranti HFO - continua Marco Buoni - sono sicuramente una possibile soluzione di modifica veloce ed economicamente indolore per i consumatori. La bassissima infiammabilità rende praticamente nullo il rischio di incidente su un autoveicolo che ricordiamo dispone di un serbatoio di combustibile di ben maggior infiammabilità. Ovviamente, se vogliamo vedere il problema dal punto di vista ambientale l’ideale sarebbe passare ai refrigeranti naturali come CO2 ma i cambiamenti degli impianti sarebbero radicali, con un impatto devastante sui costi che si ripercuoterebbe di più sulle auto di piccole dimensioni”.
L’affermazione ha suscitato non poche polemiche, relative soprattutto all’affidabilità su strada del nuovo gas. Sono stati soprattutto i marchi tedeschi di Mercedes Daimler e Volkswagen a scagliarsi contro i vertici della DuPont, sostenendo che il nuovo refrigerante a basso GWP sarebbe infiammabile, dunque pericoloso.
Solo poco tempo fa infatti la Francia avrebbe sospeso la vendita di alcuni modelli della casa automobilistica Mercedes, proprio a causa del rischio di incendio cui potevano incorrere, utilizzando il refrigerante HFO R1234yf.
La DuPont, per contro, non ha potuto far altro che esibire i risultati dei test di prova sul refrigerante, eseguiti in precedenza da SAE International, Germany’s Federal Motor Transport Authority e EU’s Joint Research Centre.
Il via libera della autorità per i trasporti competente e dei due centri di ricerca non ha comunque convinto i Gruppi Volkswagen e Daimler Mercedes, ai quali potrebbe presto unirsi anche BMW, che si rifiutano di utilizzare l’R1234yf, proponendo, quale valida alternativa, il biossido di carbonio CO2 detto anche R744 per gli impianti di aria condizionata, più rispettoso rispetto al primo delle nuove direttive in materia di ambiente.
Marco Buoni, Segretario dell’Associazione italiana dei Tecnici del Freddo – ATF, partner di Expoclima e direttore tecnico del Centro Studi Galileo, ente di formazione che ha erogato oltre 50 corsi di attestazione dei tecnici meccanici che operano sugli impianti di condizionamento auto dichiara: “il dilemma del giusto refrigerante del futuro ci assillerà ancora per diversi anni a venire, quindi dichiarazioni di questo tipo saranno frequenti. In Europa si stanno formando lobby anche potenti, come quelle dell’automotive, che preferiscono mostrarsi totalmente green, anche li dove il problema non è tecnico ma più politico".
"I refrigeranti HFO - continua Marco Buoni - sono sicuramente una possibile soluzione di modifica veloce ed economicamente indolore per i consumatori. La bassissima infiammabilità rende praticamente nullo il rischio di incidente su un autoveicolo che ricordiamo dispone di un serbatoio di combustibile di ben maggior infiammabilità. Ovviamente, se vogliamo vedere il problema dal punto di vista ambientale l’ideale sarebbe passare ai refrigeranti naturali come CO2 ma i cambiamenti degli impianti sarebbero radicali, con un impatto devastante sui costi che si ripercuoterebbe di più sulle auto di piccole dimensioni”.
