Focus Incentivi
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Mercato immobiliare italiano: il Governo promuova l’acquisto di case ad alta efficienza energetica
Il mercato immobiliare italiano è in crescita, ma occorrono incentivi per case ad alta efficienza; incentivi per il recupero e la riqualificazione energetica e fiscalità stabile. Questa è la proposta presentata da Ance nel "Focus Casa".
Segnali dal mercato immobiliare italiano: le compravendite e i mutui crescono, i tassi d’interesse scendono, ma la tassazione sulla casa è estremamente pesante e la pressione fiscale rischia di ostacolare la ripresa del mercato immobiliare.
La proposta di Ance? Ridurre la pressione fiscale e promuovere le case ad alta efficienza energetica.
Questo è quanto emerge dal “Focus Casa”, osservatorio sull’andamento del settore delle costruzioni realizzato da Ance e presentato ieri a Roma dal Presidente Paolo Buzzetti e dai Vicepresidenti Rudy Girardi e Alessandro Cherio.
Secondo quanto riportato dall’Agenzia delle Entrate, nel 2014, dopo sette anni di calo, le compravendite immobiliari sono cresciute del +3,6%; i mutui del +13,4% e i tassi d’interesse sono scesi mediamente sotto il 3%, toccando il livello più basso della storia italiana.
Bene anche il primo trimestre del 2015, sia per i mutui, che per le compravendite: domande di mutuo in aumento di oltre il 70%; e compravendite in aumento dello 0,8% (nonostante il boom dello stesso periodo del 2014, dovuto all’entrata in vigore delle agevolazioni fiscali sull’acquisto).
Qualcosa si sta muovendo, dunque, nel mercato immobiliare italiano: segnali favorevoli, apertura da parte delle banche, aumento delle compravendite, prezzi più accessibili.
Il problema rimane legato alla tassazione: il mercato immobiliare italiano rischia di non decollare dopo anni di crisi a causa dell’eccessiva pressione fiscale.
Le tasse sugli immobili, nel nostro Paese, sono davvero numerose: da IMU a TASI, da IRPEF a IRES, dall’IVA ad altre tasse su trasferimenti e locazioni. In totale 42,1 miliardi nelle casse dello stato per il 2014.
L’associazione consiglia la riduzione della pressione fiscale, che si dovrebbe concretizzare in diversi modi:
A tal proposito Paolo Buzzetti, Presidente di Ance, dichiara: “Se non riparte l'edilizia, l'economia non riparte, e sul bene casa serve un segnale forte e non più rinviabile da parte del Governo, bisogna cogliere l'occasione positiva che ci presenta lo scenario macroeconomico".
In allegato il documento completo.
La proposta di Ance? Ridurre la pressione fiscale e promuovere le case ad alta efficienza energetica.
Questo è quanto emerge dal “Focus Casa”, osservatorio sull’andamento del settore delle costruzioni realizzato da Ance e presentato ieri a Roma dal Presidente Paolo Buzzetti e dai Vicepresidenti Rudy Girardi e Alessandro Cherio.
Secondo quanto riportato dall’Agenzia delle Entrate, nel 2014, dopo sette anni di calo, le compravendite immobiliari sono cresciute del +3,6%; i mutui del +13,4% e i tassi d’interesse sono scesi mediamente sotto il 3%, toccando il livello più basso della storia italiana.
Bene anche il primo trimestre del 2015, sia per i mutui, che per le compravendite: domande di mutuo in aumento di oltre il 70%; e compravendite in aumento dello 0,8% (nonostante il boom dello stesso periodo del 2014, dovuto all’entrata in vigore delle agevolazioni fiscali sull’acquisto).
Qualcosa si sta muovendo, dunque, nel mercato immobiliare italiano: segnali favorevoli, apertura da parte delle banche, aumento delle compravendite, prezzi più accessibili.
Il problema rimane legato alla tassazione: il mercato immobiliare italiano rischia di non decollare dopo anni di crisi a causa dell’eccessiva pressione fiscale.
Le tasse sugli immobili, nel nostro Paese, sono davvero numerose: da IMU a TASI, da IRPEF a IRES, dall’IVA ad altre tasse su trasferimenti e locazioni. In totale 42,1 miliardi nelle casse dello stato per il 2014.
Qual è, dunque, la strada suggerita da Ance per la ripresa del mercato immobiliare italiano?
L’associazione consiglia la riduzione della pressione fiscale, che si dovrebbe concretizzare in diversi modi:
- Incentivi per l’acquisto di case nuove ad alta efficienza energetica;
- Incentivi che favoriscano la permuta tra case usate e case a più alta efficienza energetica;
- Stabilizzazione degli incentivi per il recupero (50%) e la riqualificazione energetica degli edifici (65%);
- Stabilità, per almeno tre anni, della fiscalità immobiliare.
A tal proposito Paolo Buzzetti, Presidente di Ance, dichiara: “Se non riparte l'edilizia, l'economia non riparte, e sul bene casa serve un segnale forte e non più rinviabile da parte del Governo, bisogna cogliere l'occasione positiva che ci presenta lo scenario macroeconomico".
In allegato il documento completo.
