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10.10.2011
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L’ottimizzazione energetica degli edifici e gli edifici a energia quasi zero: convegno AICARR

Si è svolto a Bologna il 6 ottobre, nell’ambito di SAIE 2011, il convegno “Verso gli edifici a energia quasi zero: le tecnologie disponibili”. Davanti ad una folta platea si sono alternati gli interventi dei relatori, che hanno fatto il punto non solo sulle istanze progettuali e impiantistiche, ma anche sulle tecnologie disponibili e sulle opzioni più redditizie nel campo del risparmio energetico applicato agli edifici.


Il filo conduttore dell’ampio e variegato programma è stato il concetto di progettazione integrata o olistica come approccio all’edificio moderno, ovvero tenendo conto della sinergia che si crea dai singoli fattori che riguardano l´edificio. Non solo la somma dei componenti dell´edificio, ma anche la combinazione delle relazioni che intercorrono tra di essi.

Un tipo di progettazione che reinserisce l’uomo al centro dell’edificio, secondo il prof. Livio Mazzella, del politecnico di Milano, “quando si costruisce, si costruisce per le persone che devono abitare gli ambienti, al centro della progettazione non possono che esserci quindi il comfort e la salute”.  Progettazione come processo cross-correlato al centro del quale l’abitante è parte attiva, dunque, piuttosto che come somma delle parti strutturali e impiantistiche: “a volte per realizzare una situazione di comfort bisogna andare contro la progettazione energetica, per questo una progettazione olistica è fondamentale, perché mette l´uomo al centro di tutto”.

L´obbiettivo principale è dunque la riduzione del fabbisogno di energia termica primaria, mantenendo le condizioni di comfort, mentre l’obbiettivo secondario è soddisfare questo bisogno utilizzando due metodi diversi ma complementari: le fonti rinnovabili e il risparmio ottenuto mediante il miglioramento delle prestazioni. La progettazione quindi, non deve più essere pensata in serie, ma deve tenere conto di tutte le relazioni, non solo tra involucro e impianto, ma anche tra edificio e clima esterno, destinazione d´uso e condizioni dell´ambiente.

Secondo il prof. Piercarlo Romagnoni, dell’università IUAV di Venezia, il concetto di edificio a energia zero ha anche due ricadute sul piano urbanistico: la densità, che deve diminuire e il diritto al sole di ogni edificio, che altrimenti non potrebbe accedere alle rinnovabili solari: “stiamo assistendo ad una rivoluzione sul piano dell’urbanistica, che prevede una forte riduzione della densità degli edifici. Il linguaggio dell´architettura deve adattarsi all´ambiente, la progettazione deve essere flessibile, gli impianti devono essere dimensionati alle reali esigenze, tenendo conto della destinazione dell´edificio e del suo utilizzo”. Gli edifici a energia quasi zero sono simili a organismi specializzati, “non si può cambiarne la destinazione d’uso”, pena la perdita del senso stesso della progettazione.