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Legionella: a New York nuova epidemia dovuta alla scarsa manutenzione degli impianti
Epidemia di legionellosi a New York: 127 contagi e 12 decessi. Le autorità hanno ispezionato, finora, 17 impianti. Il batterio era presente in ben cinque edifici.
Questa ennesima epidemia di legionellosi, scoppiata negli scorsi giorni a New York City (precisamente nell’area del Bronx), mette in luce - nel caso ce ne fosse ancora bisogno - la reale pericolosità, nonché la portata, che questa malattia può assumere se gli impianti di climatizzazione/ACS non vengono opportunamente trattati.
Come riportato dal sito americano The News, infatti, i numeri di questa epidemia sono davvero spaventosi: fino ad ora 127 persone ricoverate e 12 decessi, anche se le autorità di NY temono che entrambi i numeri potrebbero aumentare, poiché il batterio ha un tempo di incubazione che può arrivare fino a 10 giorni.
Al moltiplicarsi dei casi di infezione le autorità cittadine hanno avviato un’indagine epidemiologica, ispezionando 17 impianti posti nel quartiere e trovando presenze del batterio in ben cinque edifici, tra i quali anche un ospedale, un centro commerciale, un hotel e una torre adibita a uffici. Tutti gli impianti risultati positivi sono stati trattati con le dovute procedure e, attraverso un comunicato ufficiale, le autorità sanitarie hanno fatto sapere che “uno o più di questi impianti sono sicuramente all’origine dell’epidemia”.
La legionellosi è una grave infezione batterica che interessa i polmoni, causata da un batterio chiamato Legionella, che si riproduce facilmente in presenza di acqua a temperature comprese tra i 25° e i 45° C, quindi tipicamente all’interno degli impianti di riscaldamento/climatizzazione e produzione di acqua calda, in particolare negli impianti che prevedono l’accumulo dell’acqua calda sanitaria.
Questa infezione, mortale nel 3-5% dei casi, interessa direttamente i produttori - ma soprattutto i manutentori - di impianti HVAC, dal momento che il batterio non può essere trasmesso da persona a persona, ma solo attraverso l’inalazione di vapori acquei contaminati. Negli ultimi anni, nonostante una legislazione sempre più stringente, anche in Europa e in Italia sono stati registrati diversi casi, anche se, fortunatamente, nessuno con una portata così grave.
In Italia esiste una normativa piuttosto articolata, riunita però in un documento pubblicato dal Ministero della Sanità lo scorso Maggio (a seguito dell’approvazione da parte della Conferenza Stato-Regioni), che riassume tutte le normative come le “Linee guida per la prevenzione ed il controllo della legionellosi”, del 2000; le “Linee guida recanti indicazioni sulla legionellosi per i gestori di strutture turistico-recettive e termali” e le “Linee guida recanti indicazioni ai laboratori con attività di diagnosi microbiologica e controllo ambientale della legionellosi” (del 2005).
Il documento con tutte le linee guida è scaricabile gratuitamente qui sotto.
Come riportato dal sito americano The News, infatti, i numeri di questa epidemia sono davvero spaventosi: fino ad ora 127 persone ricoverate e 12 decessi, anche se le autorità di NY temono che entrambi i numeri potrebbero aumentare, poiché il batterio ha un tempo di incubazione che può arrivare fino a 10 giorni.
Al moltiplicarsi dei casi di infezione le autorità cittadine hanno avviato un’indagine epidemiologica, ispezionando 17 impianti posti nel quartiere e trovando presenze del batterio in ben cinque edifici, tra i quali anche un ospedale, un centro commerciale, un hotel e una torre adibita a uffici. Tutti gli impianti risultati positivi sono stati trattati con le dovute procedure e, attraverso un comunicato ufficiale, le autorità sanitarie hanno fatto sapere che “uno o più di questi impianti sono sicuramente all’origine dell’epidemia”.
La legionellosi è una grave infezione batterica che interessa i polmoni, causata da un batterio chiamato Legionella, che si riproduce facilmente in presenza di acqua a temperature comprese tra i 25° e i 45° C, quindi tipicamente all’interno degli impianti di riscaldamento/climatizzazione e produzione di acqua calda, in particolare negli impianti che prevedono l’accumulo dell’acqua calda sanitaria.
Questa infezione, mortale nel 3-5% dei casi, interessa direttamente i produttori - ma soprattutto i manutentori - di impianti HVAC, dal momento che il batterio non può essere trasmesso da persona a persona, ma solo attraverso l’inalazione di vapori acquei contaminati. Negli ultimi anni, nonostante una legislazione sempre più stringente, anche in Europa e in Italia sono stati registrati diversi casi, anche se, fortunatamente, nessuno con una portata così grave.
In Italia esiste una normativa piuttosto articolata, riunita però in un documento pubblicato dal Ministero della Sanità lo scorso Maggio (a seguito dell’approvazione da parte della Conferenza Stato-Regioni), che riassume tutte le normative come le “Linee guida per la prevenzione ed il controllo della legionellosi”, del 2000; le “Linee guida recanti indicazioni sulla legionellosi per i gestori di strutture turistico-recettive e termali” e le “Linee guida recanti indicazioni ai laboratori con attività di diagnosi microbiologica e controllo ambientale della legionellosi” (del 2005).
Il documento con tutte le linee guida è scaricabile gratuitamente qui sotto.
