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16.07.2019
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Le donne italiane e il settore dell’energia: i risultati di un’indagine ENEA

Ancora lontana l’uguaglianza di genere, ma nel settore dell’energia l’Italia è un esempio per il numero di donne nel management e nei board direttivi
Il settore dell’energia italiano deve parte del suo successo anche a numerose donne molto qualificate, che troppo spesso lavorano dietro le quinte, senza avere possibilità di accesso alle posizioni decisionali.
 
Questo è, in sostanza, ciò che è emerso dal secondo rapporto ENEA sulla parità di genere nell’ambito del Technology Collaboration Programme dell’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA).
I dati raccolti dall’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile raccontano un Italia in cui le donne meritevoli hanno un ruolo importante nel settore energetico, anche se non raggiungono con facilità le posizioni apicali.
 
“La nostra indagine, realizzata anche grazie alla collaborazione di ISPRA e RSE per il settore ricerca in Italia, mostra come il numero medio di donne nel management e nei board sia più elevato in tutte quelle imprese italiane e internazionali che hanno aderito a ‘Equal by 30’, la campagna rivolta al mondo imprenditoriale e istituzionale per l’adozione entro il 2030 di misure paritarie in termini di opportunità, livello salariale e leadership”, ha spiegato Tania Giuffrida, l’altra ricercatrice ENEA che ha lavorato al rapporto.
 
Sul totale dei laureati, le delle donne che ottengono la laurea in una materia scientifica sono il 37%, un risultato abbastanza positivo, anche paragonato con il 40% raggiunto dalla Svezia, una delle 5 nazioni che, assieme all’Italia, ha partecipato all’indagine della IEA assieme a Austria, Canada, Cile e Finlandia.
Le donne italiane sono però le più specializzate, sono il 52% infatti quelle che raggiungono il dottorato di ricerca.

Questo elevato standard nei livelli formativi non viene confermato nella distribuzione dei ruoli di potere nel settore pubblico. In Italia infatti i ministri donne competenti in materie connesse all’Energia sono state il 13% (di media) nel periodo 1980-2017, un risultato piuttosto insoddisfacente se paragonato al 31% della Svezia, collocatasi al primo posto.
L’analisi delle commissioni parlamentari non ha dato risultati molto migliori, tra le nazioni analizzate è l’ultima per la posizione apicale, la posizione di vice è leggermente migliore (25%), così come quella relativa alla composizione dei membri delle commissioni (25%).
 
Nel settore privato le cose cambiano leggermente. In Italia non ci sono amministratori delegati donna nel settore dell’energia, però nel nostro paese il gentil sesso ha il maggior numero di presidenti donna (il 40%) e anche il maggior numero di membri di CdA, con un 35% complessivo, sicuramente raggiunto anche grazie all’introduzione della legge 120 del 2011 sulle pari opportunità nelle società quotate. Nelle associazioni industriali invece il livello di donne italiane è il più basso di quelle analizzate.
 
Un buon livello è stato riscontrato per le donne ai vertici del settore della ricerca, sono infatti il 22% dei direttori generali o posizioni equivalenti (seconde solo al Canada), mentre non c’è nemmeno una donna a ricoprire il ruolo di presidente e gli incarichi di management sono i più bassi tra quelli considerati (solo il 23% per struttura).
 
“Le barriere che le donne affrontano nel settore energetico sono simili a quelle che affrontano nei Paesi industrializzati in altri campi. Tuttavia, molti studi hanno dimostrato che una maggiore presenza delle donne nei diversi settori dell'economia porterebbe benefici economici e sociali a tutti. Pertanto, è necessario coinvolgere i decisori sia nel settore pubblico che in quello privato affinché si impegnino a rimuovere gli ostacoli per favorire la parità di accesso ai diversi percorsi professionali”, ha concluso la ricercatrice ENEA Elena De Luca.
 
Qui di seguito è possibile scaricare il rapporto ENEA sulla parità di genere nel settore dell’energia.
 

Documentazione disponibile

Status Report on Gender Equality in the Energy Sector
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