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La legionella torna a uccidere: a Parma due morti e oltre 30 persone ricoverate in una settimana
Ancora morti per legionella: a Parma registrati due decessi e oltre 30 persone ricoverate. Incriminata, al momento, l'acqua proveniente dalla rete domestica a domicilio.
Il batterio legionella, tanto temuto quanto poco conosciuto, sta continuando a colpire anche nel nostro Paese, tanto da far registrare due decessi e 31 casi a Parma nel giro di una settimana.
Come riportato da La Stampa, sono decedute, in pochi giorni, due donne di 77 e 86 anni, che accusavano difficoltà respiratorie e febbre alta, con gravi patologie pregresse, e che sono risultate positive al batterio legionella.
È ormai alto il rischio psicosi nel quartiere Montebello di Parma dove, oltre questi due decessi, sono oltre 30 le persone risultate positive al batterio nel corso di una sola settimana.
In particolare, secondo i dati riportati dalla testata, sono 16 al momento le persone ricoverate per polmonite causata dalla legionella; 10 sono in via di miglioramento; 4 sono stabili con un normale decorso clinico e 2 sono state giudicate, invece, più gravi.
La Procura emiliana ha deciso di aprire un fascicolo contro ignoti, con i sostituti procuratori Giuseppe Amara e Andrea Bianchi a capo dell’inchiesta sul contagio. Anche i NAS dei carabinieri svolgeranno, probabilmente, tutti i dovuti accertamenti, e nel frattempo il Dipartimento di Sanità Pubblica dell’USL sta svolgendo indagini epidemiologiche e ambientali per ciascuno dei casi rilevati, prelevando anche campioni d’acqua per ricercare il batterio.
L’acqua “incriminata”, infatti, proviene dalla rete domestica a domicilio delle persone positive, dalla rete di distribuzione idro-potabile, dagli impianti di irrigazione e dalle torri di raffreddamento, sia dentro che fuori dalla zona urbana interessata.
Federico Pizzarotti, sindaco di Parma, ha spiegato che il gestore Iren ha già provveduto ad aumentare la dose di cloro nei pozzi a cui è collegata l’area colpita, quindi non vale la pena creare allarmismi.
Negli asili e nelle scuole del quartiere Montebello però, per precauzione, è stata sospesa la distribuzione dell’acqua in caraffa, anche se le autorità ricordano che l’acqua potabile può essere bevuta tranquillamente.
Dovrebbero arrivare in questi giorni i primi esiti delle analisi svolte da Arpae sui campioni d’acqua prelevati, in modo da poter formulare le prime ipotesi sulla fonte del contagio da batterio legionella.
Come riportato da La Stampa, sono decedute, in pochi giorni, due donne di 77 e 86 anni, che accusavano difficoltà respiratorie e febbre alta, con gravi patologie pregresse, e che sono risultate positive al batterio legionella.
È ormai alto il rischio psicosi nel quartiere Montebello di Parma dove, oltre questi due decessi, sono oltre 30 le persone risultate positive al batterio nel corso di una sola settimana.
In particolare, secondo i dati riportati dalla testata, sono 16 al momento le persone ricoverate per polmonite causata dalla legionella; 10 sono in via di miglioramento; 4 sono stabili con un normale decorso clinico e 2 sono state giudicate, invece, più gravi.
La Procura emiliana ha deciso di aprire un fascicolo contro ignoti, con i sostituti procuratori Giuseppe Amara e Andrea Bianchi a capo dell’inchiesta sul contagio. Anche i NAS dei carabinieri svolgeranno, probabilmente, tutti i dovuti accertamenti, e nel frattempo il Dipartimento di Sanità Pubblica dell’USL sta svolgendo indagini epidemiologiche e ambientali per ciascuno dei casi rilevati, prelevando anche campioni d’acqua per ricercare il batterio.
L’acqua “incriminata”, infatti, proviene dalla rete domestica a domicilio delle persone positive, dalla rete di distribuzione idro-potabile, dagli impianti di irrigazione e dalle torri di raffreddamento, sia dentro che fuori dalla zona urbana interessata.
Federico Pizzarotti, sindaco di Parma, ha spiegato che il gestore Iren ha già provveduto ad aumentare la dose di cloro nei pozzi a cui è collegata l’area colpita, quindi non vale la pena creare allarmismi.
Negli asili e nelle scuole del quartiere Montebello però, per precauzione, è stata sospesa la distribuzione dell’acqua in caraffa, anche se le autorità ricordano che l’acqua potabile può essere bevuta tranquillamente.
Dovrebbero arrivare in questi giorni i primi esiti delle analisi svolte da Arpae sui campioni d’acqua prelevati, in modo da poter formulare le prime ipotesi sulla fonte del contagio da batterio legionella.
