La cogenerazione ad alto rendimento in Italia: i dati ufficiali del Ministero dello Sviluppo Economico
Forte incremento della potenza totale prodotta, grazie anche agli incentivi, migliora l’efficienza e cresce l’importanza del settore civile.
17/11/2011 – Il 4 Novembre scorso il ministero dello Sviluppo Economico ha inoltrato alla Commissione Europea la “Relazione sulla cogenerazione in Italia, In risposta alla richiesta ENER/PL/jma/pc/S-309427 della Commissione Europea - Direzione Generale dell’Energia”. Nel documento (scaricabile in allegato), si fa sostanzialmente il punto sulla diffusione degli impianti di cogenerazione ad alto rendimento e sul nuovo sistema di incentivi avviato nel mese di Settembre.
Secondo la relazione il “cospicuo incremento (circa 3000 MW, ovvero circa il 40%) della potenza complessiva di cogenerazione” nel periodo 2004-2010, dimostrerebbe che “la politica di incentivazione della cogenerazione, sebbene ancora incompleta nel periodo in questione, è stata efficace”. Grazie a questa politica, dunque, più della metà del potenziale nazionale di cogenerazione ad alto rendimento stimato in 17000 Mw (redatto ai sensi dell’art. 6 e dell’all. IV della Direttiva 2004/8/EC) è stato raggiunto.
L’incremento della produzione elettrica risulta ancora maggiore (oltre il 47%). Questo andamento – in lieve flessione solo negli anni 2008/2009 - confermerebbe le previsioni del Piano di Azione Italiano per l’Efficienza Energetica 2011, nel quale si stima in 72 TWh la produzione elettrica 2020 da impianti cogenerativi a fonti fossili.
A fronte di questi dati, il consumo di combustibile è aumentato molto meno, in proporzione, segno dunque di una maggiore efficienza degli impianti. Il combustibile di più largo impiego rimane il gas naturale, che rappresenta quasi sempre il 70% e oltre del consumo complessivo.
L’importanza del settore civile, che coincidente praticamente con il settore del teleriscaldamento è andata crescendo negli anni, dall’8% del 2004 fino al 16% del 2010.
