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In Cina il progetto di una centrale fotovoltaica in orbita
Una centrale fotovoltaica a 36.000 km da terra grande il doppio di Central Park potrebbe fornire energia pulita alla Cina, la prima sperimentazione potrebbe partire già nel 2030.
La Cina sta pensando concretamente all’idea di costruire un impianto solare nello spazio, al fine di preservare la Terra dallo smog e dall’aumento drammatico dei livelli di CO2.
L’Accademia cinese delle Scienze comunica al mondo l’incredibile notizia, precisando che le ricerche per costruire una stazione spaziale che fornisca energia solare alla Terra sono iniziate negli anni Settanta.
La “centrale fotovoltaica del futuro” avrà dimensioni grandiose: 12 volte più grande di Piazza Tienanmen a Pechino e quasi 2 volte il Central Park di News York, l’impianto dovrà essere posizionato a 36.000 km sopra la Terra, e sarebbe collegato ad essa tramite un collettore che permetterà all’elettricità di giungere al nostro Pianeta tramite microonde o laser.
"Una stazione spaziale solare redditizia dovrebbe avere una superficie di pannelli di 5 o 6 km quadrati" e "senza il ciclo terrestre 'giorno-notte', l'energia sarebbe raccolta il 99% del tempo" afferma il novantatreenne Wang Xiji dell’Accademia cinese delle Scienze e membro dell’Accademia Internazionale di Astronautica. E Duan Baoyang, membro dell’Accademia cinese di Ingegneria, sostiene che i pannelli solari spaziali saranno in grado di produrre una quantità di energia dieci volte superiore rispetto a quelli terrestri.
La Cina prevede la costruzione di una centrale solare spaziale sperimentale entro il 2030, e una centrale commerciale attiva entro il 2050. Secondo quanto dichiarato da Wang, infatti, nel momento in cui i combustibili fossili non saranno più in grado di supportare lo sviluppo, il mondo rimarrà paralizzato. È necessario intraprendere quindi una strada altamente tecnologica ancor prima che il problema si presenti.
La centrale dovrà essere leggera, dinamica, valida. Wang conclude sostenendo la necessità di utilizzare pannelli solari sottili, che pesino meno di 200 grammi per metro quadrato: il peso di una centrale “terrestre” può superare infatti le 10.000 tonnellate, e sono pochi i razzi che supportino un carico superiore a 100 tonnellate.
Infine, a detta degli scienziati, "una centrale solare spaziale redditizia potrà esserci quando l'efficienza della potenza di trasmissione senza fili raggiungerà circa il 50 per cento”.
L’Accademia cinese delle Scienze comunica al mondo l’incredibile notizia, precisando che le ricerche per costruire una stazione spaziale che fornisca energia solare alla Terra sono iniziate negli anni Settanta.
La “centrale fotovoltaica del futuro” avrà dimensioni grandiose: 12 volte più grande di Piazza Tienanmen a Pechino e quasi 2 volte il Central Park di News York, l’impianto dovrà essere posizionato a 36.000 km sopra la Terra, e sarebbe collegato ad essa tramite un collettore che permetterà all’elettricità di giungere al nostro Pianeta tramite microonde o laser.
"Una stazione spaziale solare redditizia dovrebbe avere una superficie di pannelli di 5 o 6 km quadrati" e "senza il ciclo terrestre 'giorno-notte', l'energia sarebbe raccolta il 99% del tempo" afferma il novantatreenne Wang Xiji dell’Accademia cinese delle Scienze e membro dell’Accademia Internazionale di Astronautica. E Duan Baoyang, membro dell’Accademia cinese di Ingegneria, sostiene che i pannelli solari spaziali saranno in grado di produrre una quantità di energia dieci volte superiore rispetto a quelli terrestri.
La Cina prevede la costruzione di una centrale solare spaziale sperimentale entro il 2030, e una centrale commerciale attiva entro il 2050. Secondo quanto dichiarato da Wang, infatti, nel momento in cui i combustibili fossili non saranno più in grado di supportare lo sviluppo, il mondo rimarrà paralizzato. È necessario intraprendere quindi una strada altamente tecnologica ancor prima che il problema si presenti.
La centrale dovrà essere leggera, dinamica, valida. Wang conclude sostenendo la necessità di utilizzare pannelli solari sottili, che pesino meno di 200 grammi per metro quadrato: il peso di una centrale “terrestre” può superare infatti le 10.000 tonnellate, e sono pochi i razzi che supportino un carico superiore a 100 tonnellate.
Infine, a detta degli scienziati, "una centrale solare spaziale redditizia potrà esserci quando l'efficienza della potenza di trasmissione senza fili raggiungerà circa il 50 per cento”.
