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Impianti Fotovoltaici abusivi: in Sardegna scoperta una truffa da 16 milioni
Nell’area del Sulcis sono stati messi sotto sequestro due impianti fotovoltaici e i conti di due aziende agricole: i titolari sono indagati per associazione a delinquere e lottizzazione abusiva
In Sardegna è stata smascherata una truffa milionaria: sequestrati due impianti fotovoltaici, conti correnti, quote societarie e cassette di sicurezza del valore complessivo di 16 milioni di euro.
Le fonti rinnovabili sono una valida fonte di reddito e la soleggiata Sardegna si configura come il territorio ideale per l’installazione di impianti fotovoltaici. Nonostante i controlli effettuati dal GSE in collaborazione con la Guardia di Finanza ogni tanto si apprende di impianti illegali: quella che arriva dalla zona sarda del Sulcis è però una notizia che desta scalpore per vari motivi.
È stata la Guardia di finanza del nucleo di polizia economica e finanziaria in collaborazione con il Nucleo investigativo regionale del Corpo forestale a sequestrare gli impianti ed i capitali delle società Enervitabio di San Giovanni Suergiu ed Enervitabio San Nicola di Santadi nell'ambito di una maxi indagine su una truffa ai danni dello Stato nel campo delle energie rinnovabili.
Il Gip del tribunale di Cagliari ha disposto il sequestro preventivo di un terreno di 18 ettari comprendente i due impianti fotovoltaici ed i terreni ad essi adiacenti, localizzato tra i comuni di San Giovanni Suergiu e Santadi, mentre alle due società coinvolte è stata attribuita la responsabilità parapenale, fattispecie che è “prevista per gli enti attraverso i quali sono perpetrati determinati illeciti penali”.
È stata chiamata Eclissi l’operazione della Guardia di Finanza e del Corpo Forestale che ha smascherato i due grandi impianti fotovoltaici che erano stati falsamente dichiarati aziende agricole con l’agricoltura, appunto, come attività principale.
A quanto si apprende dalle fonti a disposizione le aziende avrebbero raggirato il Gse fornendo un progetto differente da quello invece approvato dagli uffici tecnici dei due Comuni sardi, costruendo così una lottizzazione abusiva. Inoltre, avendo dichiarato falsamente un’attività di tipo agricolo hanno beneficiato di regimi fiscali agevolati, evitando al contempo un carico tributario più elevato.
La Guardia di Finanza sembra aver accertato la mancata dichiarazione di 21 milioni di euro di ricavi e l’inserimento nel bilancio di 2,1 milioni di costi non deducibili.
Tra le sei persone coinvolte, indagate a vario titolo per i reati di associazione a delinquere finalizzata alla truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche ai danni del Gestore dei servizi energetici (GSE) di Roma e per lottizzazione abusiva c’è anche un cognome conosciuto, quello di Valerio Veltroni, fratello del più noto giornalista e politico Walter.
Assieme a lui, indagato in quanto socio della società Enervitabio di San Giovanni Suergiu, sono coinvolti anche Paolo Magnani, Efisio Muntoni, Giovanni Battista Massa, Paolo Franco Balia e Roberto Bachis.
Veltroni e Magnani per tutelarsi si sono già rivolti all’avvocato Guido Manca Bitti che all’ANSA ha dichiarato quanto segue: "Stiamo analizzando tutta la documentazione ma fin da ora contestiamo tutte le accuse che vengono mosse sono stati eseguiti ripetuti controlli due anni fa e non ci era stata segnalata alcuna irregolarità. Vorremmo capire come mai non sia stata fermata prima l'attività".
Quello degli impianti fotovoltaici nel Sulcis è l’ennesimo caso di truffa in tema di rinnovabili smascherato dalle forze dell’ordine, un evento che fa riflettere e che potrebbe spingere il GSE e il sistema intero a rivalutare l’efficacia del sistema di dichiarazioni e di controllo attualmente vigente.
Le fonti rinnovabili sono una valida fonte di reddito e la soleggiata Sardegna si configura come il territorio ideale per l’installazione di impianti fotovoltaici. Nonostante i controlli effettuati dal GSE in collaborazione con la Guardia di Finanza ogni tanto si apprende di impianti illegali: quella che arriva dalla zona sarda del Sulcis è però una notizia che desta scalpore per vari motivi.
Sono due gli impianti fotovoltaici sotto sigillo
È stata la Guardia di finanza del nucleo di polizia economica e finanziaria in collaborazione con il Nucleo investigativo regionale del Corpo forestale a sequestrare gli impianti ed i capitali delle società Enervitabio di San Giovanni Suergiu ed Enervitabio San Nicola di Santadi nell'ambito di una maxi indagine su una truffa ai danni dello Stato nel campo delle energie rinnovabili.
Il Gip del tribunale di Cagliari ha disposto il sequestro preventivo di un terreno di 18 ettari comprendente i due impianti fotovoltaici ed i terreni ad essi adiacenti, localizzato tra i comuni di San Giovanni Suergiu e Santadi, mentre alle due società coinvolte è stata attribuita la responsabilità parapenale, fattispecie che è “prevista per gli enti attraverso i quali sono perpetrati determinati illeciti penali”.
Operazione Eclissi
È stata chiamata Eclissi l’operazione della Guardia di Finanza e del Corpo Forestale che ha smascherato i due grandi impianti fotovoltaici che erano stati falsamente dichiarati aziende agricole con l’agricoltura, appunto, come attività principale.
A quanto si apprende dalle fonti a disposizione le aziende avrebbero raggirato il Gse fornendo un progetto differente da quello invece approvato dagli uffici tecnici dei due Comuni sardi, costruendo così una lottizzazione abusiva. Inoltre, avendo dichiarato falsamente un’attività di tipo agricolo hanno beneficiato di regimi fiscali agevolati, evitando al contempo un carico tributario più elevato.
La Guardia di Finanza sembra aver accertato la mancata dichiarazione di 21 milioni di euro di ricavi e l’inserimento nel bilancio di 2,1 milioni di costi non deducibili.
Un cognome conosciuto tra gli indagati
Tra le sei persone coinvolte, indagate a vario titolo per i reati di associazione a delinquere finalizzata alla truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche ai danni del Gestore dei servizi energetici (GSE) di Roma e per lottizzazione abusiva c’è anche un cognome conosciuto, quello di Valerio Veltroni, fratello del più noto giornalista e politico Walter.
Assieme a lui, indagato in quanto socio della società Enervitabio di San Giovanni Suergiu, sono coinvolti anche Paolo Magnani, Efisio Muntoni, Giovanni Battista Massa, Paolo Franco Balia e Roberto Bachis.
Nessuna irregolarità evidenziata al primo controllo
Veltroni e Magnani per tutelarsi si sono già rivolti all’avvocato Guido Manca Bitti che all’ANSA ha dichiarato quanto segue: "Stiamo analizzando tutta la documentazione ma fin da ora contestiamo tutte le accuse che vengono mosse sono stati eseguiti ripetuti controlli due anni fa e non ci era stata segnalata alcuna irregolarità. Vorremmo capire come mai non sia stata fermata prima l'attività".
Quello degli impianti fotovoltaici nel Sulcis è l’ennesimo caso di truffa in tema di rinnovabili smascherato dalle forze dell’ordine, un evento che fa riflettere e che potrebbe spingere il GSE e il sistema intero a rivalutare l’efficacia del sistema di dichiarazioni e di controllo attualmente vigente.
