Focus Efficienza Energetica

19.11.2014
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Immobiliare.it, quasi il 40% delle abitazioni in Italia ha più di 40 anni: ristrutturazione&riqualificazione la parola d’ordine

Da Immobiliare.it, l'ennesimo appello: ristrutturare&riqualificare gli immobili in Italia, dove quasi il 40% delle abitazioni ha più di 40 anni, per rilanciare l'economia e preservare il bene più prezioso degli italiani, la casa.
L’edilizia italiana versa in uno stato di profonda crisi e stagnazione, complici le recenti tassazioni introdotte dal governo, la crisi economica, la difficoltà di accesso al credito, la burocrazia, eppure la soluzione per il suo rilancio c’è, ed è alla portata di tutti: riqualificazione energetica&ristrutturazione degli edifici.

Non bastava Rick Fedrizzi, l’italo-americano simbolo della sostenibilità in edilizia e della certificazione LEED diffusa in tutto il mondo, che da RE+build 2014 aveva lanciato l’appello a preservare il patrimonio immobiliare storico dell’Italia attraverso una sua gestione eco-sostenibile, capace di valorizzarlo e renderlo più attrattivo agli occhi degli investitori nazionali e internazionali.

All’invito del guru della sostenibilità, si è aggiunto negli ultimi mesi un coro di proposte piuttosto omogeneo, provenienti da associazioni di categoria, come Ance e CGIA, istituti di ricerca, italiani e stranieri, e numerose figure professionali che a vario titolo gravitano intorno alla filiera delle costruzioni nazionale: puntare sull’edilizia italiana per il rilancio del sistema-Italia è il loro motto.

L’ultima proposta, in ordine di tempo, è venuta da Immobiliare.it, noto portale per la ricerca di casa ampiamente utilizzato in Italia, che ha pubblicato sul proprio sito web il riassunto di uno studio condotto sul patrimonio immobiliare italiano. Parola d’ordine, ancora una volta, ristrutturare.

L’indagine rivela infatti che l’Italia vanta uno tra i patrimoni immobiliari più antichi d’Europa, con quasi 12 milioni di abitazioni oltre i 40 anni di vita, vale a dire, 4 case su 10, quasi il 40% del totale.

Andando oltre i 40 anni di vita, e precisamente al periodo anteriore il 1977, anno in cui per la prima volta sono state introdotte norme sull’efficienza energetica in edilizia, le abitazioni datate rappresentano quasi il 60% del totale, che significa, in numeri, 18, 5 milioni di immobili.

Un patrimonio immobiliare antico o datato pone una serie di problematiche di difficile soluzione, ambientali, economiche e sociali, ma soprattutto energetiche: un edificio di età superiore ai 30 anni, evidenzia lo studio, consuma in media all’anno fino a 200Kwh/mq contro i 30-40Kwh/mq di un’abitazione in classe B oggi.

Il Sud Italia, Basilicata in testa, vanta il patrimonio immobiliare più datato, seguita da Sicilia, Campania e Abruzzo. Al Nord invece primeggiano Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige, non tanto per vetustà delle abitazioni, quanto invece per modernità, con “solo” il 31% delle abitazioni oltre i 40 anni.

Le due facce dell’Italia in edilizia: per un verso, data la scarsa volontà di intervenire con operazioni se non proprio di rifacimento, almeno di manutenzione, sugli edifici più datati, il patrimonio immobiliare italiano è destinato a scendere vertiginosamente di prezzo (-25% ogni anno sul prezzo dell’abitazione rispetto agli edifici costruiti dal 2000 in poi), a produrre enormi consumi energetici ed emissioni inquinanti, a generare malessere abitativo e anche a porre inquilini e occupanti in condizioni di pericolosità e scarsa sicurezza.

Dall’altro lato, ristrutturare&riqualificare gli edifici, anche grazie ai recenti incentivi statali come i bonus al 65% e 50%, ora anche per prevenire il rischio sismico, potrebbe voler dire, oltre che preservare l’incredibile e ricco patrimonio storico, artistico, architettonico e culturale del paese, anche garantire il bene più prezioso per le famiglie italiane, ovvero, la casa, e risparmiare su consumi energetici, inquinamento, occupazione di suolo, creazione di nuove infrastrutture e sistemi di mobilità, infine, sul fabbisogno energetico globale.