Speciale 103
Il trattamento dell'acqua: riscaldamento, climatizzazione e riciclo
20.04.2016
Intervista

Il trattamento delle acque reflue: difendere l’acqua, rispettare l’ambiente e proteggere l’ecosistema a costi sostenibili

Il trattamento dell'acqua è un’operazione fondamentale non solo dal punto di vista della depurazione e dell’attenzione all’ambiente, ma anche dal punto di vista legislativo.

Sono rigide e precise, infatti, le norme nazionali e regionali che regolamentano tali operazioni e che impongono il dimensionamento dell’impiantistica delle aziende.

Per approfondire questi argomenti abbiamo intervistato gli Ingegneri Antonio Forastiere e Daniele Giovannelli di Elbi, il primo Responsabile Commerciale della Divisione Depurazione e Area Manager per la zona Sud Italia e isole; il secondo addetto alla progettazione di depuratori di piccola e media taglia per i reflui civili, all’assistenza tecnica al commerciale e alla certificazione degli impianti.


In quali casi si devono installare i vostri impianti di depurazione?

«I nostri impianti vanno istallati in tutte quelle circostanze in cui la rete fognaria urbana non può arrivare a servire la singola utenza per motivi di costo/beneficio (eccessive distanze o dislivelli). Ecco che la normativa nazionale (D. Lgs. 152/2006) e le singole normative regionali (Piani di tutela delle acque) impongono al singolo utente (villetta isolata, agriturismo, albergo, ecc.) di provvedere “autonomamente” alla messa in opera di un impianto di depurazione che rispetti i limiti di concentrazione dei singoli inquinanti imposti dalle stesse norme. Quanto detto sinora vale per i reflui civili.
Altra frequente applicazione degli impianti di depurazione Elbi riguarda i reflui industriali relativi alle acque meteoriche, di piazzali di deposito delle industrie, distribuzione di carburante e di tutte quelle attività che, servite o non, da fognatura cittadina, sono sottoposte a limitazioni per quanto riguarda l’abbattimento degli oli e degli idrocarburi o di tutte quelle sostanze che vanno ad interessare le diverse tipologie di attività».


Quale vantaggio possono trarre gli utenti nell’installazione di questi prodotti?

«Il vantaggio che si ricava dall’istallazione dei nostri prodotti è un vantaggio che va a beneficio dell’intera comunità. La difesa dell’acqua, preziosa risorsa, il rispetto dell’ambiente e la protezione dell’ecosistema a costi sostenibili è la sfida principale che si è posta Elbi in questi ultimi anni. Poterlo fare con un materiale che sia riciclabile al 100% come il polietilene rappresenta sicuramente un ulteriore privilegio legato ai nostri prodotti».


A quale tipologia di pubblico vi rivolgete e quale il prodotto di punta?

«I nostri prodotti hanno diversi target che vanno dal singolo professionista (ingegnere, architetto, geologo o geometra), all’ente pubblico che si ritrova di fronte alla complessità del dimensionamento dell’impianto di depurazione. Elbi segue il proprio cliente sin dalle prime fasi del processo: dalla progettazione e messa in opera, alla gestione dell’impianto: è un servizio a 360°, per l’intera vita dell’impianto.
Non possiamo parlare di un singolo prodotto di punta, ma di gamma in quanto tutti i nostri prodotti di depurazione hanno un unico obiettivo: l’attenzione all’ambiente nel rispetto delle leggi».


Qual è l’ultimo prodotto che avete ideato per il trattamento dei reflui civili?

«I filtri percolatori ad aria insufflata (FPAI SUPERIOR) ci hanno permesso di fare una depurazione spinta che consente il riutilizzo delle acque reflue depurate a scopi agricoli (irrigazione). Col giusto dimensionamento del filtro, inserito in una opportuna “trafila depurativa” riusciamo a rispettare i parametri che vengono imposti dalle principali organizzazioni per l’igiene. Il poter riutilizzare l’acqua depurata fa sì che il refluo possa essere visto dall’utente come una risorsa e non più come una problematica, come era percepito fino a qualche anno fa».


Parliamo di costi e di ritorno dell’investimento: qual è il tempo medio per recuperare la somma investita?