Focus Innovazioni
Questo articolo ha più di 3 anni
Il solare termodinamico da record irrompe in Sicilia con due progetti ENEA
Due impianti a solare termodinamico offriranno anche di notte energia elettrica da fonte solare a migliaia di famiglie trapanesi
Trapani, in Sicilia, diventa un polo nazionale per il solare termodinamico grazie all’annuncio dell’inaugurazione di due grandi impianti che integrano solare a concentrazione e fotovoltaico, nati dalla collaborazione tra ENEA e due aziende italiane, SOL.IN.PAR srl e Stromboli Solar Srl. Il primo dei due impianti, installato a Partanna, sarà inaugurato a breve, mentre il secondo, che sarà realizzato da FATA SpA nella Piana di Misiliscemi, è già in cantiere.
Giorgio Graditi, direttore del Dipartimento Tecnologie Energetiche e Fonti Rinnovabili di ENEA ha spiegato che “questi due progetti dimostrano che in Italia esiste una realtà industriale che sta investendo sulla tecnologia del solare termodinamico con iniziative concrete nonostante i vincoli burocratici e normativi”.
“In questi due impianti – ha spiegato - ENEA è stata coinvolta per svolgere diverse attività, dalla supervisione della progettazione, della realizzazione e dell’avviamento, alla verifica delle performance, fino all’integrazione dell’impianto solare a concentrazione con la tecnologia fotovoltaica”.
La centrale termica pronta per l’inaugurazione, situata a Partanna, ha una potenza installata di 4,26 MWe e potrà produrre energia elettrica per più di 1.400 famiglie con contratti domestici da 3 kW, coprendo il fabbisogno di circa il 30% della popolazione del Comune.
“Prevediamo di raggiungere una capacità di accumulo di energia termica pari a 180MWht, che equivalgono a circa 15 ore di funzionamento dell’impianto a pieno carico, anche in assenza della radiazione solare”, ha proseguito Graditi.
Anche in questo caso la predisposizione di adeguati sistemi di accumulo energetico è fondamentale, in quanto permette la conservazione di energia termica da fonte solare, convertibile in energia elettrica al momento del bisogno e a prescindere dal momento di produzione, disaccoppiando in sostanza il momento di raccolta da quello dell’offerta, sganciando quanto più possibile le rinnovabili dall’evoluzione meteorologica e dai ciclo giorno-notte.
Il campo solare di Partanna ricopre un’area di 83 metri quadrati (circa 10 campi da calcio), nella quale sono collocati 126 collettori solari lineari tipo Fresnel disposti in 9 loop. Essi focalizzano la radiazione solare verso un tubo ricevitore nel quale scorre una miscela di sali fusi: un prodotto a basso costo, non infiammabile e innocuo per l’ambiente, che funge da fluido termovettore e allo stesso tempo da accumulo di energia termica, dal momento che rimane a una temperatura stabile vicina a 550° C.
Il fluido scaldato dai collettori scorre verso l’accumulo, si riversa in un serbatoio ed arriva a un generatore di vapore al quale cede la propria energia e, una volta raffreddatosi, ritorna ai ricevitori solari.
Il vapore prodotto viene invece inviato a un gruppo di generazione da 4,26 MWe, composto da turbina a vapore e alternatore. Per assicurare che la miscela di sali fusi mantenga una temperatura continua al di sopra di quella di congelamento, il sistema è stato dotato anche di una caldaia di primo avviamento a GNL, connesso a un serbatoio criogenico da 47 t.
La realizzazione di questi due impianti è un interessante traguardo per il nostro Paese, che fa un importante passo avanti nella produzione di energia rinnovabile da solare termodinamico. Una tipologia di fonte sostenibile che è già molto apprezzata in altre aree del mondo, ma che è meno diffusa in Italia per via di limiti geografici o vincoli autorizzativi troppo pesanti, mentre a trainare il settore sono di certo Emirati Arabi Uniti e India, che hanno realizzato impianti simili ma con potenze record di 700 MW e 290 MW.
Giorgio Graditi, direttore del Dipartimento Tecnologie Energetiche e Fonti Rinnovabili di ENEA ha spiegato che “questi due progetti dimostrano che in Italia esiste una realtà industriale che sta investendo sulla tecnologia del solare termodinamico con iniziative concrete nonostante i vincoli burocratici e normativi”.
“In questi due impianti – ha spiegato - ENEA è stata coinvolta per svolgere diverse attività, dalla supervisione della progettazione, della realizzazione e dell’avviamento, alla verifica delle performance, fino all’integrazione dell’impianto solare a concentrazione con la tecnologia fotovoltaica”.
La centrale termica pronta per l’inaugurazione, situata a Partanna, ha una potenza installata di 4,26 MWe e potrà produrre energia elettrica per più di 1.400 famiglie con contratti domestici da 3 kW, coprendo il fabbisogno di circa il 30% della popolazione del Comune.
“Prevediamo di raggiungere una capacità di accumulo di energia termica pari a 180MWht, che equivalgono a circa 15 ore di funzionamento dell’impianto a pieno carico, anche in assenza della radiazione solare”, ha proseguito Graditi.
Anche in questo caso la predisposizione di adeguati sistemi di accumulo energetico è fondamentale, in quanto permette la conservazione di energia termica da fonte solare, convertibile in energia elettrica al momento del bisogno e a prescindere dal momento di produzione, disaccoppiando in sostanza il momento di raccolta da quello dell’offerta, sganciando quanto più possibile le rinnovabili dall’evoluzione meteorologica e dai ciclo giorno-notte.
Il campo solare di Partanna ricopre un’area di 83 metri quadrati (circa 10 campi da calcio), nella quale sono collocati 126 collettori solari lineari tipo Fresnel disposti in 9 loop. Essi focalizzano la radiazione solare verso un tubo ricevitore nel quale scorre una miscela di sali fusi: un prodotto a basso costo, non infiammabile e innocuo per l’ambiente, che funge da fluido termovettore e allo stesso tempo da accumulo di energia termica, dal momento che rimane a una temperatura stabile vicina a 550° C.
Il fluido scaldato dai collettori scorre verso l’accumulo, si riversa in un serbatoio ed arriva a un generatore di vapore al quale cede la propria energia e, una volta raffreddatosi, ritorna ai ricevitori solari.
Il vapore prodotto viene invece inviato a un gruppo di generazione da 4,26 MWe, composto da turbina a vapore e alternatore. Per assicurare che la miscela di sali fusi mantenga una temperatura continua al di sopra di quella di congelamento, il sistema è stato dotato anche di una caldaia di primo avviamento a GNL, connesso a un serbatoio criogenico da 47 t.
La realizzazione di questi due impianti è un interessante traguardo per il nostro Paese, che fa un importante passo avanti nella produzione di energia rinnovabile da solare termodinamico. Una tipologia di fonte sostenibile che è già molto apprezzata in altre aree del mondo, ma che è meno diffusa in Italia per via di limiti geografici o vincoli autorizzativi troppo pesanti, mentre a trainare il settore sono di certo Emirati Arabi Uniti e India, che hanno realizzato impianti simili ma con potenze record di 700 MW e 290 MW.
