Focus Progetti

24.09.2021

Il lavoro dell’ENEA contro l’elusione dei test di conformità energetica dei prodotti

ANTICSS: il progetto europeo per frenare l’inosservanza della normativa europea sull’etichetta energetica e l’ecodesign
Per contrastare una pratica che purtroppo si sta diffondendo sempre di più, l’Unione Europea ha avviato il progetto ANTICSS (Anti-Circumvention of Standards for better market Surveillance), per individuare la dichiarazione di false informazioni circa l’impatto ambientale dei prodotti. Al progetto, parte del programma europeo di ricerca e innovazione Horizon 2020, partecipano 19 istituzioni di 8 diversi paesi europei (Austria, Belgio, Germania, Italia, Paesi Bassi, Portogallo, Repubblica Ceca, Spagna); a rappresentare l’Italia ci sono l’ENEA, la Camera di Commercio di Milano Monza Brianza Lodi e l’Istituto Italiano del Marchio di Qualità.

La base di partenza del progetto, coordinato da Kathrin Graulich dell’Oeko-Institut e di cui il report finale è stato pubblicato qualche giorno fa, è stato il cosiddetto “Dieselgate”, lo scandalo nato dal fatto che in alcune auto tedesche erano stati installati dei particolari dispositivi di manipolazione che erano in grado di mascherare le reali emissioni durante la fase di test, mentre nella realtà inquinavano molto più di quanto emergeva nelle prove.

Lo scopo di ANTICSS è quello di bloccare l’inosservanza della normativa sull’etichetta energetica e l’ecodesign, che è stata introdotta per migliorare l’efficienza dei prodotti presenti nel mercato europeo. La progettazione ecocompatibile stabilisce infatti delle norme minime comuni a tutta l’Unione Europea per eliminare dal mercato i prodotti meno performanti, mentre le etichette energetiche forniscono un'indicazione dell'efficienza energetica (e di altre caratteristiche dei prodotti) al momento dell'acquisto. Si tratta di due aspetti fondamentali, che permettono ai consumatori di capire immediatamente quali sono i consumi e le prestazioni dei prodotti che stanno per acquistare, e questo gli consente di fare un acquisto più consapevole, risparmiando sulle bollette e optando per prodotti meno inquinanti.

Che le leggi non siano sempre perfettamente scritte è noto a tutti:  le aziende infatti sono in grado di sfruttare le debolezze di regolamenti e norme per poi manipolare i risultati dei prodotti nelle fasi di test energetici, e per questo è importante che l'Unione Europea ponga fine alla possibilità di eludere la legislazione e le norme il più rapidamente possibile.

Nell’ambito del progetto ANTICSS sono state proposte  delle nuove definizioni di elusione e di effetti pregiudizievoli, per marcare più nettamente il confine e la validità di questi concetti fondamentali, per contrastare l’aggiramento dei testi normativi.

L'elusione è l'atto di progettare un prodotto o di prescrivere istruzioni di prova che comportano un'alterazione del comportamento o delle proprietà del prodotto, in particolare nella situazione di prova, al fine di raggiungere risultati più favorevoli per uno qualsiasi dei parametri specificati nella pertinente delega o attuazione o inclusi in una delle documentazioni fornite per il prodotto.
L'atto di elusione è pertinente solo nelle condizioni di prova e può essere eseguito, ad esempio:
a) mediante rilevazione automatica della situazione di prova e alterazione delle prestazioni del prodotto e/o consumo di risorse durante la prova, oppure
b) mediante modifiche preimpostate o manuali del prodotto, che incidono sulle prestazioni e/o sul ì consumo di risorse durante la prova, oppure
c) mediante alterazione preimpostata della performance entro un breve periodo dopo la messa.


Gli effetti pregiudizievoli comprendono tutti gli aspetti dei prodotti o le istruzioni di prova o l'interpretazione della prova, risultati che non rispettano l'obiettivo della legislazione dell'UE in materia di progettazione ecocompatibile e/o etichettatura energetica specifiche per la progettazione ecocompatibile e fornire informazioni affidabili sul consumo di risorse e/oprestazioni di un prodotto.
Tali effetti possono non essere classificati come elusione ma diventare possibili a causa di scappatoie o altri
carenze nelle norme o nei regolamenti.


Attualmente, per l’Unione europea  “eludere la norma” significa solamente utilizzare dei software per nascosti per arrivare a ottenere valutazioni energetiche più convenienti. Secondo i partner coinvolti nel progetto, è quindi necessario portare dei cambiamenti nei metodi di valutazione dei risultati dei test dei prodotti. Nuovi metodi sono stati impiegati dai ricercatori per analizzare 18 casi di 8 gruppi di prodotti per cui c’era il sospetto che fossero state falsificate le dichiarazioni energetiche: in diversi laboratori in Germania, Italia, Olanda e Spagna sono stati sottoposti alla prova 24 modelli scelti, e in 6 di questi si sono osservati comportamenti elusivi (o quasi).

Secondo i ricercatori, oltre a intervenire a livello legislativo, bisognerebbe anche dare la possibilità alle autorità competenti di utilizzare questi nuovi metodi e strumenti più adatti ed efficaci alla rilevazione di  eventuali elusioni delle norme e manipolazioni dei test di conformità energetica dei prodotti.