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Cambia l’etichetta energetica, ma è davvero uno strumento utile?

A cura di: Simone Michelotto

La normativa sull’Etichetta Energetica e i prodotti coinvolti dall’Ecodesign

Un excursus sulla Direttiva Etichetta Energetica e la fondamentale distinzione con la Direttiva Ecodesign

La Direttiva Etichetta Energetica, Regolamento (UE) 2017/1369 del Parlamento europeo e del Consiglio del 4 luglio 2017, che istituisce un quadro per l'etichettatura energetica abrogando la precedente Direttiva 2010/30/UE, è lo strumento che la UE mette a disposizione dei consumatori per poter comparare i prodotti autorizzati nel mercato a seconda del loro specifico consumo energetico (abbinato ad altre informazioni), posizionando ciascun prodotto all’interno di categorie graduate riconoscibili da lettere.

La scala di categorie, così come il numero delle categorie presenti sull’etichetta, variano da prodotto a prodotto, per ragioni di mercato e di sviluppo tecnologico. Le attuali etichette non contengono riferimenti verbali in nessuna lingua, ma solo pittogrammi che consentono di interpretarle in maniera univoca. Alcune etichette, oltre al consumo d'energia, riportano informazioni relative al livello di rumorosità, al consumo d’acqua, al volume utile del prodotto, a seconda della specifica categoria di appartenenza.

Secondo il Regolamento
 
“l'etichettatura energetica consente ai clienti di procedere a scelte informate basate sul consumo energetico dei prodotti connessi all'energia Le informazioni sull'efficienza e la sostenibilità dei prodotti connessi all'energia apportano un contributo di rilievo al risparmio energetico e alla riduzione degli importi delle fatture energetiche, promuovendo nel contempo l'innovazione e gli investimenti nella produzione di prodotti più efficienti sotto il profilo energetico. Il miglioramento dell'efficienza dei prodotti connessi all'energia attraverso la scelta informata del cliente e l'armonizzazione dei corrispondenti requisiti a livello dell'Unione avvantaggia anche i fabbricanti, l'industria e l'economia dell'Unione nel suo complesso”.

Le etichette energetiche classificano i prodotti venduti o prodotti in base al loro consumo energetico su una scala da A a G. Si va dalla classe A (verde), la più efficiente, alla classe G (rosso), quella a maggiore consumo. Attualmente, se la maggior parte dei prodotti di un certo tipo raggiunge la classe A, è possibile suddividerla in 3 classi aggiuntive: A+, A++ e A+++; tuttavia, data la crescente efficienza energetica di numerosi prodotti, sono sempre di più gli elettrodomestici che ottengono la classificazione A+, A++ e A+++ e ciò ha dimostrato di essere fonte di confusione per i consumatori, pertanto a partire dal 2021 queste classificazioni saranno gradualmente eliminate per i seguenti gruppi di prodotti:
  • frigoriferi;
  • lavastoviglie;
  • lavatrici;
  • televisori;
  • lampade;

per lasciare posto ad un nuovo sistema di classificazione utilizzerà solo le lettere da A a G (eliminando le aggiuntive A+, A++ e A+++).

Pur essendo strettamente connessa alla Direttiva Ecodesign, la Direttiva Etichetta Energetica non fa parte della stessa norma: alcuni prodotti regolamentati dalla direttiva Ecodesign non hanno infatti un’etichetta energetica.


 

In Italia le normative di recepimento delle Direttive quadro Etichettatura energetica ed Ecodesign sono:

Decreto Legislativo n.15 del 16/02/2011Attuazione della direttiva 2009/125/CE relativa all’istituzione di un quadro per l’elaborazione di specifiche per progettazione ecocompatibile dei prodotti connessi all’energia

Decreto Legislativo n. 104 del 28/06/2012 Attuazione della direttiva 2010/30/UE, relativa all'indicazione del consumo di energia e di altre risorse dei prodotti connessi all'energia, mediante l'etichettatura e informazioni uniformi relativa ai prodotti.