Focus Efficienza Energetica
Questo articolo ha più di 3 anni
I refrigeranti naturali nella refrigerazione e nel condizionamento, nuova frontiera del risparmio energetico
I refrigeranti naturali, step by step, si diffonderanno sempre di più nel mercato: efficienza energetica e risparmio nel condizionamento e nella refrigerazione industriale.
I refrigeranti naturali, con il tempo, prenderanno a tutti gli effetti il posto degli F-Gas, dannosi e pericolosi per l’ambiente, che vengono utilizzati, tra gli altri, come refrigeranti nei sistemi di condizionamento negli edifici e per la refrigerazione industriale.
Come sottolineato da Eurammon, iniziativa congiunta di aziende, istituzioni e individui che sostengono la diffusione dell’utilizzo dei refrigeranti naturali, già dal 1° Gennaio 2016 l’UE ha dato il via al piano di riduzione della quantità di F-Gas immessi in atmosfera, potandola, per questa prima fase iniziale, al 7%.
Come ben sappiamo l’Unione Europea vuole arrivare alla riduzione del 20% le emissioni di gas serra al 2020. La normativa revisionata sugli F-Gas prevede la riduzione del 79% delle emissioni di questi gas nocivi, riduzione che si verificherà in sei tappe fino al 2030.
Secondo questa strategia, gli F-Gas saranno sempre meno disponibili sul mercato e, di conseguenza, sempre più costosi: questo fattore dovrebbe portare, indirettamente, alla diffusione dei gas refrigeranti naturali, che consentono un risparmio sia da un punto di vista ecologico, che da un punto di vista economico, e la domanda di sistemi che ne fanno uso sta aumentando sempre più.
Mentre il diffusissimo refrigerante R404a presenta un GWP (Global Warming Potential) di 3,922, il refrigerante R22 presenta un GWP di 1,700; e i clorofluorocarburi possono arrivare ad avere un GWP fino a 10,000. Il legislatore sta lavorando proprio su questo aspetto: dal 2020 in poi, non potranno più essere utilizzati i refrigeranti con un GWP maggiore di 2,500.
Altro parametro che indica la sostenibilità di una sostanza è l’ODP (Ozone Depletion Potential), che indica in quale misura una sostanza sia dannosa per lo strato di ozono. Nei nuovi sistemi, l’utilizzo dei refrigeranti che presentano un ODP maggiore a 0 non verrà consentito ancora per molto tempo.
Per quanto riguarda l’impatto che i sistemi refrigeranti hanno sul riscaldamento globale, è possibile notare come solo il 20% dei danni all’ambiente provengano dalle emissioni di refrigeranti sintetici. Il restante 80% proviene, infatti, dalla quantità di energia necessaria durante i processi legati alla refrigerazione. I refrigeranti naturali offrono benefici sia in termini economici, che in termini ambientali, grazie soprattutto alle loro eccezionali proprietà termodinamiche. In particolare, i sistemi NH3/CO2, che sfruttano il sistema a cascata, generano un risparmio energetico per il 35%, rapportato a simili sistemi che sfruttano gli idrofluorocarburi.
Stando ad alcune indagini, sembra che i sistemi che sfruttano i refrigeranti naturali siano spesso la scelta migliore anche dal punto di vista economico. Grazie all’elevata efficienza energetica che generano, i refrigeranti naturali consentono infatti di tagliare in modo importante i costi operativi, oltre a godere di una vita produttiva lunga all’incirca 25 anni.
Alla luce anche della legislazione vigente, gli operatori stanno studiando in quali casi valga la pena utilizzare sistemi di refrigerazione che sfruttano i refrigeranti naturali, considerando anche l’incremento eccezionale del loro utilizzo naturali nei sistemi di condizionamento negli edifici. I vantaggi nella diffusione dei refrigeranti naturali saranno senza ombra di dubbio, come già specificato, sia ambientali che economici, e il loro utilizzo sarà sempre più diffuso in tutto il territorio globale.
Fonte: eurammon.com
Come sottolineato da Eurammon, iniziativa congiunta di aziende, istituzioni e individui che sostengono la diffusione dell’utilizzo dei refrigeranti naturali, già dal 1° Gennaio 2016 l’UE ha dato il via al piano di riduzione della quantità di F-Gas immessi in atmosfera, potandola, per questa prima fase iniziale, al 7%.
Come ben sappiamo l’Unione Europea vuole arrivare alla riduzione del 20% le emissioni di gas serra al 2020. La normativa revisionata sugli F-Gas prevede la riduzione del 79% delle emissioni di questi gas nocivi, riduzione che si verificherà in sei tappe fino al 2030.
Secondo questa strategia, gli F-Gas saranno sempre meno disponibili sul mercato e, di conseguenza, sempre più costosi: questo fattore dovrebbe portare, indirettamente, alla diffusione dei gas refrigeranti naturali, che consentono un risparmio sia da un punto di vista ecologico, che da un punto di vista economico, e la domanda di sistemi che ne fanno uso sta aumentando sempre più.
I refrigeranti naturali sono sostenibili
Mentre il diffusissimo refrigerante R404a presenta un GWP (Global Warming Potential) di 3,922, il refrigerante R22 presenta un GWP di 1,700; e i clorofluorocarburi possono arrivare ad avere un GWP fino a 10,000. Il legislatore sta lavorando proprio su questo aspetto: dal 2020 in poi, non potranno più essere utilizzati i refrigeranti con un GWP maggiore di 2,500.
Altro parametro che indica la sostenibilità di una sostanza è l’ODP (Ozone Depletion Potential), che indica in quale misura una sostanza sia dannosa per lo strato di ozono. Nei nuovi sistemi, l’utilizzo dei refrigeranti che presentano un ODP maggiore a 0 non verrà consentito ancora per molto tempo.
Per quanto riguarda l’impatto che i sistemi refrigeranti hanno sul riscaldamento globale, è possibile notare come solo il 20% dei danni all’ambiente provengano dalle emissioni di refrigeranti sintetici. Il restante 80% proviene, infatti, dalla quantità di energia necessaria durante i processi legati alla refrigerazione. I refrigeranti naturali offrono benefici sia in termini economici, che in termini ambientali, grazie soprattutto alle loro eccezionali proprietà termodinamiche. In particolare, i sistemi NH3/CO2, che sfruttano il sistema a cascata, generano un risparmio energetico per il 35%, rapportato a simili sistemi che sfruttano gli idrofluorocarburi.
Stando ad alcune indagini, sembra che i sistemi che sfruttano i refrigeranti naturali siano spesso la scelta migliore anche dal punto di vista economico. Grazie all’elevata efficienza energetica che generano, i refrigeranti naturali consentono infatti di tagliare in modo importante i costi operativi, oltre a godere di una vita produttiva lunga all’incirca 25 anni.
Alla luce anche della legislazione vigente, gli operatori stanno studiando in quali casi valga la pena utilizzare sistemi di refrigerazione che sfruttano i refrigeranti naturali, considerando anche l’incremento eccezionale del loro utilizzo naturali nei sistemi di condizionamento negli edifici. I vantaggi nella diffusione dei refrigeranti naturali saranno senza ombra di dubbio, come già specificato, sia ambientali che economici, e il loro utilizzo sarà sempre più diffuso in tutto il territorio globale.
Fonte: eurammon.com
