Focus Mercati

30.09.2019

I moduli solari bifacciali cambieranno il settore del fotovoltaico?

Prezzi bassi e libertà dai dazi USA faranno sì che i moduli solari bifacciali rappresentino, nel giro di 5 anni, il 17% delle nuove installazioni
Si sente parlare pochissimo dei moduli solari bifacciali, un prodotto ancora di nicchia, sconosciuto ai più, anche perché non è ancora chiaro quale sia il vero vantaggio produttivo che comportano; tuttavia la situazione sta cambiando: un report economico prevede che tra solo 5 anni il 17% delle installazioni di impianti fotovoltaici coinvolgerà proprio questa tipologia di moduli FV.
 
Ad analizzare questa porzione di mercato delle rinnovabili è stata la società di ricerca e consulenza britannica Wood Mackenzie, che nel in questo primo report sul mercato dei pannelli solari bifacciali, ha evidenziato come la capacità energetica con questa tecnologia è passata da 97 MW nel 2019 agli oltre 2,6 GW dell’anno scorso. Le installazioni però continueranno anche nell’anno in corso, con l’addizione di impianti per 5,420 MW, che cumulativamente porteranno a raggiungere una potenza installata di 8,2 GW.
Ma gli incrementi previsti sono ben più consistenti, gli analisti Wood Mackenzie ritengono che nel 2024 la porzione di mercato relativa ai moduli bifacciali decuplicherà.
 
I driver di crescita per questi prodotti, naturalmente, variano a seconda delle singole aree e nazioni, ma il fattore fondamentale è comune: i moduli solari bifacciali diventano via via sempre più economici.
Le ricerche effettuate da Wood Mackenzie hanno evidenziato un differenziale di costo di soli $0,005  tra i moduli PERC tradizionali e quelli bifacciali.
 
Un altro fattore che favorisce ampiamente la diffusione di questa tecnologia è la possibilità di convertire, con sufficiente facilità, le linee produttive attuali con quelle per la realizzazione dei moduli a due facce.
 
WoodMac prevede che entro il 2024 i moduli bifacciali installati avranno una capacità superiore ai 21 GW, rappresentando così il 17,2% della capacità solare totale, quadruplicando in 5 anni la porzione di mercato che ricoprono attualmente.
 
La produzione avviene per la maggior parte in Cina, nazione leader nell’innovazione tecnologica per il fotovoltaico, dove ci si aspetta che il mercato del solare bifacciale continuerà a crescere del 20% ogni anno, mentre il settore si adatterà alla nuova politica per l’energia solare e alla mancanza degli storici sussidi.
Dall’altro lato del Pacifico, negli Stati Uniti, si prevede ci sarà un importante aumento nell’installazione dei moduli solari bifacciali, in quanto non compresi tra i prodotti soggetti ai dazi sulle importazioni dei prodotti fotovoltaici introdotti con la Sezione 201.
 
Si ritiene che, nel mondo, i moduli solari bifacciali si diffonderanno da nord a sud, con grandi progetti già attivati in medio oriente. In Europa invece è possibile fare una distinzione tra il Nord, dove questa tipologia di pannelli è già diffusa e apprezzata per via dell’alta latitudine, con il Regno Unito e la Danimarca che hanno già in progetto l’installazione di oltre 150 MW, ed il Sud, dove questi prodotti non hanno ancora trovato grande spazio sul mercato.
 
Si tratta comunque di una tecnologia ancora in fase iniziale, per cui non esistono ancora standard internazionali, procedure di prova e strumenti informatici di modellazione, né dati comprovati e linee guida che aiutino a ridurre i dubbi sulla bancabilità degli investimenti connessi con questo segmento di mercato.
 
Le aziende possono però sbloccare la situazione sviluppando standard autoregolamentati che migliorino la bancabilità dei sistemi a moduli solari bifacciali, raccogliendo i dati relativi all’utilizzo di questi prodotti, migliorando i software di simulazione di efficienza e stimolando la nascita di standard e certificazioni settoriali.