Focus Efficienza Energetica

10.10.2014
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GSE, mancano 397 milioni di euro al tetto massimo di spesa per gli incentivi alle rinnovabili elettriche diverse da fotovoltaico

Fondamentale che il budget massimo di spesa per gli incentivi alle rinnovabili elettriche diverse dal FV (5,8 miliardi di euro) non si esauriscano prima delle nuove risorse stanziate per il 2015, fa sapere il GSE
In occasione dell’ultimo aggiornamento sugli incentivi alle rinnovabili elettriche diverse dal fotovoltaico, il GSE (Gestore dei Servizi Energetici) ha annunciato che mancherebbero circa 397 milioni di euro al raggiungimento del tetto massimo di spesa destinato a tali risorse, stimato intorno ai 5,8 miliardi di euro (D. M. 6/7/2012).

Rispetto alla scorsa primavera, quando la discesa del prezzo dell’elettricità all’ingrosso (PUN) aveva suscitato grande preoccupazione, in quanto la diminuzione dello stesso viene compensata pescando proprio dalla quota incentivi, la situazione sembra ora essersi stabilizzata: il PUN, infatti, è aumentato dai mesi estivi a oggi, così che non sono stati prelevati altri fondi dal monte incentivi per le rinnovabili elettriche escluso il FV, e il tetto di 5,8 miliardi di euro non è stato ancora raggiunto.

Si respira dunque un’aria certo meno inquieta rispetto ai mesi scorsi, ma ciò non toglie che le associazioni di settore si siano comunque mobilitate a chiedere un intervento tempestivo di GSE e Governo: qualora il contatore segnasse quota 5,8 miliardi di budget di spesa, prima che si liberino le nuove risorse previste per il 2015, si dovrebbe intervenire con nuovi provvedimenti legislativi a sostegno dello sviluppo delle fonti rinnovabili, che rappresentano, com’è evidente, il futuro del pianeta e dell’economia globale.

In realtà, nonostante il diffuso allarme generale, il limite di 5,8 miliardi di euro non dovrebbe essere superato prima di febbraio 2015. Nonostante nel 2015 si libereranno risorse per alcune centinaia di milioni di euro, è comunque di fondamentale importanza che gli incentivi ad oggi disponibili, e in esaurimento, non terminino prima di quella data.

Per evitare le ripercussioni negative legate all’andamento incerto del conto incentivi, gli operatori di settore hanno proposto a GSE e MiSE di modificare il sistema di calcolo attualmente in vigore: invece del PUN mensile, se si considerasse il PUN per il medio-lungo periodo, ad esempio nell’arco di 12/24 mesi, il contatore funzionerebbe più stabilmente e lentamente, così da consentire alle risorse stanziate di liberarsi gradualmente durante tutto il 2015, ed evitare il ricorso a nuovi provvedimenti legislativi.