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Governo: PIL e mattone peggio del previsto
Una nota di aggiornamento del DEF (Documento di Economia e Finanza), diffusa in questi giorni dal Governo, ha corretto al ribasso le stime riferite allo scenario macroeconomico italiano. Il documento conferma lo stato di forte difficoltà del PIL italiano nel 2012 e, in particolare, del settore edile.
“L’acuirsi delle tensioni sui mercati del debito sovrano, il clima di incertezza dei mercati finanziari e più in particolare del credito – si legge nella nota diffusa lo scorso 20 settembre – il deterioramento della fiducia delle famiglie e degli operatori sono alcuni dei fattori che hanno contribuito a peggiorare un quadro già negativo”.
Il PIL nel 2012 diminuirà del 2,4 %, su base annua, contrariamente a quanto previsto ad aprile (-1,2%): le stime negative si protraggono anche per il 2013, -0,2% rispetto al 2012, mentre per la crescita si dovrà pazientare fino al 2014, sempre secondo le stime di settembre.

Ma i dati più allarmanti arrivano dal settore edilizio dove il Governo ha applicato correzioni al ribasso che non lasciano spazio a dubbi.
Gli investimenti in costruzioni sono al -6,1% rispetto al 2011 (ad aprile la stima si fermava a -1,6%). Un dato che conferma quanto già denunciato da ANCE (Associazione Nazionale Costruttori Edili) ad inizio anno, poi quantificato dall’Osservatorio Congiunturale di giugno: dal 2008 al 2012 l’edilizia conterà perdite pari al 25% degli investimenti toccando livelli degli anni Settanta. Proprio per risollevare il mercato l’ANCE nei giorni scorsi ha presentato al Senato alcune proposte in merito alla Strategia energetica nazionale.

Le perdite riguardano anche altri settori correlati alle costruzioni
Il mercato della produzione nelle costruzioni a luglio 2012 ha registrato -14,2% rispetto a luglio 2011: un dato che, sommato al trend degli altri mesi del 2012, attesta un -14% totale, un vero e proprio tonfo del mercato rispetto all’anno precedente.
Stessa tendenza anche per i consumi di cemento che nel solo 2012 hanno segnato una riduzione complessiva del 22,5% su base annua.
“L’acuirsi delle tensioni sui mercati del debito sovrano, il clima di incertezza dei mercati finanziari e più in particolare del credito – si legge nella nota diffusa lo scorso 20 settembre – il deterioramento della fiducia delle famiglie e degli operatori sono alcuni dei fattori che hanno contribuito a peggiorare un quadro già negativo”.
Il PIL nel 2012 diminuirà del 2,4 %, su base annua, contrariamente a quanto previsto ad aprile (-1,2%): le stime negative si protraggono anche per il 2013, -0,2% rispetto al 2012, mentre per la crescita si dovrà pazientare fino al 2014, sempre secondo le stime di settembre.

Ma i dati più allarmanti arrivano dal settore edilizio dove il Governo ha applicato correzioni al ribasso che non lasciano spazio a dubbi.
Gli investimenti in costruzioni sono al -6,1% rispetto al 2011 (ad aprile la stima si fermava a -1,6%). Un dato che conferma quanto già denunciato da ANCE (Associazione Nazionale Costruttori Edili) ad inizio anno, poi quantificato dall’Osservatorio Congiunturale di giugno: dal 2008 al 2012 l’edilizia conterà perdite pari al 25% degli investimenti toccando livelli degli anni Settanta. Proprio per risollevare il mercato l’ANCE nei giorni scorsi ha presentato al Senato alcune proposte in merito alla Strategia energetica nazionale.

Le perdite riguardano anche altri settori correlati alle costruzioni
Il mercato della produzione nelle costruzioni a luglio 2012 ha registrato -14,2% rispetto a luglio 2011: un dato che, sommato al trend degli altri mesi del 2012, attesta un -14% totale, un vero e proprio tonfo del mercato rispetto all’anno precedente.
Stessa tendenza anche per i consumi di cemento che nel solo 2012 hanno segnato una riduzione complessiva del 22,5% su base annua.
