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14.07.2015
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Gli impiantisti e il problema delle trasferte. La CNA invia una lettera al Ministro Poletti

Contratto di trasfertismo o di trasferta? I contratti per gli impiantisti sono diversi e, soprattutto, diversamente onerosi per le imprese. La CNA scrive una lettera al Ministro del Lavoro Poletti per richiedere un intervento normativo immediato e definire il problema.
Gli impiantisti eseguono il proprio lavoro presso i cantieri indicati dall’impresa, dunque in luoghi sempre diversi. Ma questi lavoratori vengono trattati, dal punto di vista contributivo, come se fossero lavoratori in trasferta, a discapito delle imprese, per le quali questo sistema diventa estremamente oneroso.

Ecco perchéla CNA ha inviato una lettera, firmata dal Presidente Nazionale Daniele Vaccarino, al Ministro del Lavoro Giuliano Poletti, con l’obiettivo di chiedere un’iniziativa normativa urgente che vada a risolvere il problema delle “trasferte” e dei “trasfertisti”, soprattutto per quanto riguarda le imprese di installazione impianti.

“Trasferta”, secondo quanto indicato dal DPR 22 Dicembre 1986, art. 51, comma 5, significa cambiamento del luogo in cui il lavoratore presta la propria attività dedotta nel contratto di lavoro.

Il “Trasfertismo”, invece, come indicato al comma 6, implica l’obbligo contrattuale, da parte del lavoratore, di prestare il proprio lavoro in luoghi sempre diversi.

La norma relativa al trasfertismo fa riferimento a un decreto del Ministero delle Finanze di concerto con il Ministero del Lavoro, relativo alla definizione delle categorie dei lavoratori coinvolte nelle condizioni di applicabilità.
Nell’attesa che questo decreto venga emanato, le differenze tra le due definizioni si possono dedurre unicamente dalle circolari dell’agenzia delle entrate (326/E del 23/12/1997), del Ministero del Lavoro (nota n. 8287 20.06.2008) e dell’INPS (messaggio 27271 del 5/12/2008).

Dal momento che manca un provvedimento definitivo che identifichi in modo specifico le due categorie di lavoratori, negli ultimi anni l’INPS stesso ha aperto un contenzioso e, con il messaggio 27271 del 5/12/2008 ha disatteso le proprie indicazioni.

Occorre chiarezza per i lavoratori, ma soprattutto per le imprese, che rischiano di subire ulteriori penalizzazioni dal punto di vista contributivo e fiscale.

Dal Ministro Poletti, dunque, la CNA si aspetta un intervento normativo che non solo definisca le categorie dei lavoratori interessati e delimiti le condizioni di applicabilità della disciplina, ma anche che venga pensato un regime transitorio che tuteli le imprese da richieste contributive non dovute.