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Gas fluorurati: primo ok dall'UE per la messa al bando entro il 2020
Tra le novità proposte anche l'introduzione di una tassa per i produttori, il divieto di carica gas in dispositivi importati e il divieto di export in Paesi non conformi
La Commissione Ambiente del Parlamento Europeo ha deciso nei giorni scorsi, con 48 voti a favore, 19 contrari e un'astensione, la messa al bando entro il 2020 dei gas fluorurati impiegati nei frigoriferi e nei condizionatori. Per il relatore, l'eurodeputato dei verdi Bas Eickhout, l'Ue punta così ''sull'economia verde'' e si pone come modello a livello internazionale per Paesi come Cina e Usa, in vista della prossima conferenza Onu sul clima a Varsavia.
Dal 1990 ad oggi le emissioni di gas fluorurati, che hanno un impatto sul riscaldamento globale fino a 23.000 volte maggiore rispetto alla CO2, sono aumentate del 60%. La Commissione dell'Europarlamento propone la loro completa eliminazione fra 2015 e 2020 nei settori dove alternative sono già disponibili, dando più tempo ad altri, come agli autotrasportatori, fino al 2025. L'uso di questi potenti gas serra dovrebbe così ridursi al 16% rispetto a quello attuale, entro il 2030.
Fra le novità proposte dagli eurodeputati l'introduzione di una sorta di 'tassa' per i produttori, fino a dieci euro per tonnellata di CO2 equivalente, incentivando l'applicazione della direttiva nei Paesi Ue con più difficoltà, ''specie quelli del Sud Europa, dove viene venduto l'80% dei condizionatori'' spiega Eickhout.
Altre misure previste sono il divieto di caricare i gas nelle apparecchiature importate nell'Ue e un divieto di export in Paesi terzi dei prodotti non conformi. Ora spetta al Consiglio Ue definire la sua posizione: se lo farà entro luglio i negoziati con l'Europarlamento partiranno dopo l'estate.
Fonte: Ansa
Dal 1990 ad oggi le emissioni di gas fluorurati, che hanno un impatto sul riscaldamento globale fino a 23.000 volte maggiore rispetto alla CO2, sono aumentate del 60%. La Commissione dell'Europarlamento propone la loro completa eliminazione fra 2015 e 2020 nei settori dove alternative sono già disponibili, dando più tempo ad altri, come agli autotrasportatori, fino al 2025. L'uso di questi potenti gas serra dovrebbe così ridursi al 16% rispetto a quello attuale, entro il 2030.
Fra le novità proposte dagli eurodeputati l'introduzione di una sorta di 'tassa' per i produttori, fino a dieci euro per tonnellata di CO2 equivalente, incentivando l'applicazione della direttiva nei Paesi Ue con più difficoltà, ''specie quelli del Sud Europa, dove viene venduto l'80% dei condizionatori'' spiega Eickhout.
Altre misure previste sono il divieto di caricare i gas nelle apparecchiature importate nell'Ue e un divieto di export in Paesi terzi dei prodotti non conformi. Ora spetta al Consiglio Ue definire la sua posizione: se lo farà entro luglio i negoziati con l'Europarlamento partiranno dopo l'estate.
Fonte: Ansa
