Focus Efficienza Energetica

18.01.2018
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Gas CFC: buco dell’ozono diminuito del 20% grazie al calo delle emissioni

Buco dell'ozono ridotto del 20% rispetto al 2005. I dati rilevati dalla Nasa lasciano ben sperare, ma è ancora molta la strada da fare.
Gli impegni assunti a livello globale per la riduzione del buco dell’ozono, attraverso la diminuzione di utilizzo di gas clorofluorocarburi - CFC, sembrano iniziare a causa gli effetti sperati, lo confermano le prove raccolte dal satellite Aura e condivise dalla Nasa.
 
Anche grazie alle misure adottate dal protocollo di Montreal e la Direttiva MAC in Europa, che impongono limiti e regole stringenti nell’utilizzo degli F-Gas, causa diretta dei gas serra, oggi è possibile osservare una diminuzione del 20% del buco dell’ozono rispetto al 2005.
 
Tutti i dati e le osservazioni tecniche sono raccolte nello studio contenuto nel giornale Geophisical Research Letters, pubblicato il 4 gennaio dall’Unione Geofisica Americana.
 
Le misurazioni considerate per questo studio riguardano i mesi invernali dal 2005 al 2016 ed i risultati osservati sono in linea con le previsioni degli studiosi Nasa. Susan Strathan, autrice principale dello studio e scienziata dell’atmosfera del Goddard Space Flight Center Nasa, ha commentato “Ciò ci dà fiducia nel fatto che la diminuzione del buco dell’ozono … sia dovuta alla diminuzione dei livelli di clorina derivante da gas clorofluorocarburi immessi nell’atmosfera”.
 
La chiusura completa del buco dell’ozono tuttavia richiederà veri decenni in quanto “i gas clorofluorocarburi hanno una “vita” che può durare tra i 50 e i 100 anni perciò sostano nell’atmosfera per un periodo di tempo davvero lungo” ha aggiunto Anne Douglass, co-autrice dello studio che ha consluso: “per l’eliminazione completa del buco dell’ozono dovremo aspettare il 2060 o il 2080”.


Fonte immagine: Nasa

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