Focus Efficienza Energetica
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Fonti energetiche rinnovabili: nel 2017 superano il carbone del 30%, spicca l’eolico con l’11,2%
"The European Power Sector in 2017", ecco il report annuale che mette in luce l'andamento delle fonti energetiche rinnovabili.
Dalla collaborazione tra le tink tank Agora Energiewende e Sandbag è nato il report annuale The European Power Sector in 2017, documento contenente le analisi di utilizzo delle varie fonti energetiche rinnovabili e non in Europa nell’anno passato.
Nel contesto europeo, la cui spinta verso il futuro è strettamente legata al raggiungimento dei target europei per la riduzione dell’inquinamento atmosferico, il ruolo del settore energetico acquisisce un ruolo sempre più importante.
Uno degli obiettivi cruciali per l’UE è la riduzione entro il 2030 del 40% delle emissioni di gas serra, rispetto ai valori del 1990. Comprendere l’evoluzione del mercato energetico è perciò fondamentale per valutare i trend e le modifiche da attuare nelle politiche energetiche per raggiungere gli obiettivi prefissati.
Di analizzare i trend del mercato energetico si sono occupate congiuntamente, per il secondo anno di fila, le tink tank Agora Energiewende e Sandbag. A conclusione di questa importante collaborazione, per condividere i dati raccolti e tirare le conclusioni sull’andamento delle fonti energetiche nel 2017 è stato pubblicato il Report “The European Power Sector in 2017”.
Ciò che il report è andato ad analizzare sono: le energie rinnovabili e le fonti non rinnovabili, i consumi energetici e le emissioni di CO2.
Fonti energetiche rinnovabili +12%: hanno superato il carbone
Tra i risultati più importanti si evidenzia, nel 2017, un globale superamento nell’utilizzo delle fonti rinnovabili rispetto al carbone. In particolare questa crescita viene spinta dall’energia eolica, solare e da biomasse, che lo scorso anno sono aumentate complessivamente del 12%, superando il carbone con 679 Terawattora di energia.
Si tratta di una crescita eccezionale se si considera che solo cinque anni fa l’energia prodotta dal carbone era più del doppio rispetto a quella derivante dalle fonti rinnovabili.
Nonostante la crescita sostanziale nell’utilizzo di energia da fonti rinnovabili, questa crescita è suddivisa in modo molto disomogeneo tra nazioni europee.
Negli ultimi tre anni sono state la Germania e il Regno Unito a contribuire maggiormente alla crescita delle rinnovabili, con un complessivo 56%.
Un'altra rilevazione interessante riguarda la preferenza di una fonte rispetto alle altre. La fonte energetica rinnovabile che ha trainato il mercato nel 2017 è stata sicuramente quella eolica, favorita senza dubbio dalle favorevoli condizioni meteo e dai grandi investimenti realizzati in questo settore.
Vanno meno bene l’energia da biomasse, il cui boom sembra definitivamente essersi concluso, e l’energia solare. Quest’ultima in particolare ha prodotto negli ultimi 3 anni solo il 14% dell’energia, un risultato particolarmente insoddisfacente.
Da un’analisi dei consumi si è potuto evidenziare un innalzamento degli stessi dello 0.7% nel 2017. Una crescita originata probabilmente dall’uscita del continente dalla crisi economica e dalla ripresa economica che, necessariamente, comporta anche una crescita dei consumi energetici.
Questo cambio di direzione evidenzia come gli sforzi fatti in ambito Europeo non siano sufficienti e di come si renda necessario il rafforzamento delle politiche europee per l’efficienza energetica.
Nonostante l’importante crescita nell’utilizzo di fonti rinnovabili, i dati raccolti dal Report European Power Sector 2017 evidenziano come l’anno passato siano stati emesse nell’atmosfera 1019 milioni di tonnellate di CO2. Un dato che eguaglia quello degli anni precedenti e che pertanto delude le aspettative.
Una spiegazione a queste stime viene individuata nell’utilizzo di fonti fossili che è stato attuato per sopperire al calo di produzione di energia nucleare ed idroelettrica.
Per quanto riguarda il settore dei commerci dell’UE si è registrata una lieve crescita delle emissioni, da 1750 a 1755 milioni di tonnellate, che si spiega con l’aumento della produzione industriale, in particolare dell’acciaio.
In generale il report di Agora Energiewende e di Sandbag stima una crescita dell’1% delle emissioni di gas serra nel 2017 ed un aumento nella domanda di gas non-ETS e di petrolio.
Un’altra novità del 2017 è rappresentata dalla decisione di Italia, Olanda e Portogallo di attuare un phasing-out dal carbone, quindi di eliminare gradualmente il carbone dal proprio mercato energetico, adeguandosi agli standard virtuosi imposti precedentemente da UK e Francia.
Alla più motivata Europa occidentale si contrappone però l’Europa Orientale che invece intende mantenere i propri consumi di energia prodotta dal carbone.
Un discorso a parte andrebbe invece fatto per la Germania che è tutt’ora la più grande produttrice e consumatrice di carbone e lignite d’Europa, eventuali decisioni in merito sono state rimandate dal governo tedesco al 2019.
Il report “The European Power Sector 2017” contenente tutti le stime sull’utilizzo delle fonti energetiche in Europa nel 2017 è disponibile per il download gratuito qui sotto.
Nel contesto europeo, la cui spinta verso il futuro è strettamente legata al raggiungimento dei target europei per la riduzione dell’inquinamento atmosferico, il ruolo del settore energetico acquisisce un ruolo sempre più importante.
Uno degli obiettivi cruciali per l’UE è la riduzione entro il 2030 del 40% delle emissioni di gas serra, rispetto ai valori del 1990. Comprendere l’evoluzione del mercato energetico è perciò fondamentale per valutare i trend e le modifiche da attuare nelle politiche energetiche per raggiungere gli obiettivi prefissati.
Di analizzare i trend del mercato energetico si sono occupate congiuntamente, per il secondo anno di fila, le tink tank Agora Energiewende e Sandbag. A conclusione di questa importante collaborazione, per condividere i dati raccolti e tirare le conclusioni sull’andamento delle fonti energetiche nel 2017 è stato pubblicato il Report “The European Power Sector in 2017”.
Ciò che il report è andato ad analizzare sono: le energie rinnovabili e le fonti non rinnovabili, i consumi energetici e le emissioni di CO2.
Fonti energetiche rinnovabili +12%: hanno superato il carbone
Tra i risultati più importanti si evidenzia, nel 2017, un globale superamento nell’utilizzo delle fonti rinnovabili rispetto al carbone. In particolare questa crescita viene spinta dall’energia eolica, solare e da biomasse, che lo scorso anno sono aumentate complessivamente del 12%, superando il carbone con 679 Terawattora di energia.
Si tratta di una crescita eccezionale se si considera che solo cinque anni fa l’energia prodotta dal carbone era più del doppio rispetto a quella derivante dalle fonti rinnovabili.
UK e Germania traino europeo
Nonostante la crescita sostanziale nell’utilizzo di energia da fonti rinnovabili, questa crescita è suddivisa in modo molto disomogeneo tra nazioni europee.
Negli ultimi tre anni sono state la Germania e il Regno Unito a contribuire maggiormente alla crescita delle rinnovabili, con un complessivo 56%.
Boom dell’eolico
Un'altra rilevazione interessante riguarda la preferenza di una fonte rispetto alle altre. La fonte energetica rinnovabile che ha trainato il mercato nel 2017 è stata sicuramente quella eolica, favorita senza dubbio dalle favorevoli condizioni meteo e dai grandi investimenti realizzati in questo settore.
Vanno meno bene l’energia da biomasse, il cui boom sembra definitivamente essersi concluso, e l’energia solare. Quest’ultima in particolare ha prodotto negli ultimi 3 anni solo il 14% dell’energia, un risultato particolarmente insoddisfacente.
Riprende la crescita, aumentano i consumi
Da un’analisi dei consumi si è potuto evidenziare un innalzamento degli stessi dello 0.7% nel 2017. Una crescita originata probabilmente dall’uscita del continente dalla crisi economica e dalla ripresa economica che, necessariamente, comporta anche una crescita dei consumi energetici.
Questo cambio di direzione evidenzia come gli sforzi fatti in ambito Europeo non siano sufficienti e di come si renda necessario il rafforzamento delle politiche europee per l’efficienza energetica.
Emissioni in aumento
Nonostante l’importante crescita nell’utilizzo di fonti rinnovabili, i dati raccolti dal Report European Power Sector 2017 evidenziano come l’anno passato siano stati emesse nell’atmosfera 1019 milioni di tonnellate di CO2. Un dato che eguaglia quello degli anni precedenti e che pertanto delude le aspettative.
Una spiegazione a queste stime viene individuata nell’utilizzo di fonti fossili che è stato attuato per sopperire al calo di produzione di energia nucleare ed idroelettrica.
Per quanto riguarda il settore dei commerci dell’UE si è registrata una lieve crescita delle emissioni, da 1750 a 1755 milioni di tonnellate, che si spiega con l’aumento della produzione industriale, in particolare dell’acciaio.
In generale il report di Agora Energiewende e di Sandbag stima una crescita dell’1% delle emissioni di gas serra nel 2017 ed un aumento nella domanda di gas non-ETS e di petrolio.
Europa a due velocità
Un’altra novità del 2017 è rappresentata dalla decisione di Italia, Olanda e Portogallo di attuare un phasing-out dal carbone, quindi di eliminare gradualmente il carbone dal proprio mercato energetico, adeguandosi agli standard virtuosi imposti precedentemente da UK e Francia.
Alla più motivata Europa occidentale si contrappone però l’Europa Orientale che invece intende mantenere i propri consumi di energia prodotta dal carbone.
Un discorso a parte andrebbe invece fatto per la Germania che è tutt’ora la più grande produttrice e consumatrice di carbone e lignite d’Europa, eventuali decisioni in merito sono state rimandate dal governo tedesco al 2019.
Il report “The European Power Sector 2017” contenente tutti le stime sull’utilizzo delle fonti energetiche in Europa nel 2017 è disponibile per il download gratuito qui sotto.
