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Report di Legambiente sulle Comunità energetiche in Italia: situazione attuale e scenari futuri

Comunità energetiche rinnovabili e autoconsumo collettivo sono il tema del nuovo rapporto di Legambiente che racconta i progetti realizzati finora e propone una strategia per lo sviluppo delle energie rinnovabili

Legambiente ha pubblicato il nuovo report “Comunità Rinnovabili- Sole, vento, acqua, terra, biomasse” che presenta lo scenario attuale e analizza lo sviluppo dei modelli energetici, raccontando la storia di più di 30 realtà tra comunità energetiche, esistenti e in progetto, e esperienze di autoconsumo collettivo, elettrico e termico, legate ad aziende agricole, edifici e interi territori.

Attualmente in Italia esistono 3 comunità energetiche rinnovabili:

San Giovanni a Teduccio (Napoli)

Per il progetto della CER a San Giovanni a Teduccio, un quartiere periferico di Napoli, la Fondazione con il Sud ha investito quasi 100000 euro per la realizzazione di un impianto fotovoltaico da 53 kW posto sulla copertura della Fondazione Famiglia di Maria, che per il progetto è riuscita a coinvolgere 40 famiglie con disagi sociali. L’impianto è in grado di produrre circa 56 kw/a di energia elettrica, che verrà consumata in parte dalla sede della Fondazione e in parte verrà condivisa con le famiglie coinvolte.

Magliano Alpi (Cuneo)

La comunità energetica rinnovabile di Magliano Alpi si sviluppa intorno ad un impianto solare fotovoltaico da 20 kW installato sulla copertura del Palazzo del Comune che garantisce l’autosufficienza dell’edificio, della biblioteca, della palestra e delle scuole comunali; inoltre riesce a scambiare l’energia in surplus con 5 famiglie che partecipano al progetto, soddisfacendo il 40% dei loro consumi elettrici e alimentando una colonnina di ricarica per auto elettriche (gratuita per i soci della comunità energetica).

Il Comune ha inoltre acquistato i contatori intelligenti che, collegati a tutti i POD aderenti alla CER, monitorano e registrano i consumi di ciascuna utenza; per l’analisi dei flussi energetici di produzione e consumo e il management di tutti i servizi energetici viene adoperata la piattaforma di gestione Energy4Com.

Pinerolo (Torino)

In questo Comune parte della Città Metropolitana di Torino è stato realizzato il progetto per il primo condominio d’Italia operativo in regime di autoconsumo collettivo. L’edifico è praticamente indipendente per l’energia elettrica e per la climatizzazione: per il 90% utilizza l’energia prodotta dall’impianto solare fotovoltaico da 20 kW e dal solare termico che produce acqua calda sanitaria. L’impianto fotovoltaico alimenta le utenze delle 10 unità abitative che compongono il condominio e una pompa di calore da 83 kw in riscaldamento e da 71 kW in raffrescamento; è presente anche un pacco batterie da 13 kWh per accumulare l’energia e poi reimpiegarla quando necessario, minimizzando i prelievi dalla rete. Il monitoraggio e la gestione dell’energia viene effettuata tramite un sistema BMS (Building Management System), che fornisce informazioni a ogni appartamento sui propri consumi elettrici; la distribuzione e la contabilizzazione termica per acqua calda sanitaria, riscaldamento e raffrescamento sono monitorati tramite Enerboxx.

“Le Comunità energetiche rappresentano non solo uno strumento ideale per contribuire in modo concreto alla lotta contro la crisi climatica, ma anche uno strumento fondamentale contro la povertà energetica che oggi riguarda oltre 2 milioni di famiglie della Penisola” dichiara Stefano Ciafani, presidente di Legambiente. “Il raggiungimento degli obiettivi climatici ed energetici, però, non passa solo dalle comunità energetiche. Queste dovranno essere accompagnate da politiche di spinta di impianti da fonti rinnovabili più grandi, di dimensioni variabili in grado non solo di contribuire al bilancio energetico del nostro Paese fino al raggiungimento dell’obiettivo emissioni zero nette, ma anche, associate a sistemi di accumulo, di garantire flessibilità e sicurezza alla rete, e insieme all’idrogeno verde di decarbonizzare i settori più energivori  e difficili come il settore chimico, petrolchimico, cartiere e una parte dei trasporti a lunga gittata”.
 
Per sviluppare le comunità energetiche rinnovabili nel nostro paese Legambiente considera estremamente importante che l’Italia recepisca le Direttive europee su autoproduzione e scambio di energia e nel contempo riesca a superare le criticità emerse finora sul tema delle CER.

Ma per comprendere questo problema occorre fare un passo indietro. Secondo l’associazione infatti, l’Italia finora non si è concentrata in maniera sufficiente nello sviluppo dell’energia rinnovabile: ad oggi sono presenti 1,1 milioni di impianti che utilizzano fonti rinnovabili, di cui 828.487 fotovoltaici, oltre 3.369 mini idroelettrici, 4.950 eolici, oltre 187000 a bioenergie (di cui 185000 sono da biomasse solide termiche), oltre 30000 geotermici tra alta e bassa entalpia e 4,4 milioni di metri quadri di impianti solari termici.

L’insieme di questi impianti è in grado di soddisfare il 37,6% dei consumi elettrici totali del paese, ma se si considerano i consumi energetici complessivi la percentuale scende al 19%, un valore ancora troppo basso per raggiungere gli obiettivi stabiliti dal PNIEC.

Per questo motivo Legambiente ha elaborato 10 proposte per arrivare agli obiettivi di produzione energetica da fonti rinnovabili fissati al 2030:
 
  • Semplificazione degli iter burocratici e regole certe

  • Partecipazione dei territori

  • Eliminare e rimodulare tutti i sussidi, diretti e indiretti, alle fonti fossili

  • Spingere in sistemi di accumulo e sui pompaggi

  • Promuovere progetti di agrivoltaico

  • Spingere per la realizzazione di progetti di eolico a terra e in mare

  • Accelerare negli investimenti nella rete di trasmissione e distribuzione

  • Spingere l’elettrificazione delle città

  • Regia di controllo sulle risorse del Recovery Plan

  • Sviluppare esclusivamente l’idrogeno verde

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