Focus Efficienza Energetica

14.06.2022

Fino a 200 kWh di consumi in meno per la climatizzazione grazie al cappotto green

Un’analisi ENEA conferma: elevato il risparmio energetico ottenibile grazie all’isolamento con cappotto verde, ridurrebbe anche le emissioni di CO2 

Piante grasse e mix di Graminacee potrebbero contribuire notevolmente alla riduzione della domanda di energia fino al 50%, basta piantarle anche sui tetti e sulle pareti degli edifici.

Sono questi i nuovi risultati emersi dal progetto ENEA “Infrastrutture ‘verdi’ per migliorare l’efficienza energetica degli edifici e la qualità del microclima nelle aree urbane”, sostenuto dal Ministero della Transizione Ecologica.

Il “cappotto verde” installato sui solai e sulle pareti degli edifici agisce come un isolante termico naturale, regolando la temperatura grazie alla funzione di ombreggiamento e traspirazione, propria delle piante.

A livello superficiale, come dimostrato dal Dipartimento Unità per l’Efficienza Energetica, le piante sarebbero in grado di mantenere una temperatura che si aggira attorno ai 30°, contrariamente agli edifici che sono sprovvisti di vegetazione esterna, i quali possono giungere a superare picchi di 50° durante la stagione estiva.

Inoltre, la funzione di isolante termico mostra i suoi maggiori effetti durante il periodo primaverile ed estivo, ovvero quando le piante incrementano la loro attività di evapotraspirazione e di fotosintesi clorofilliana. 

Poste queste evidenze, i ricercatori hanno stimato una riduzione di energia di circa 2KWh/m², che, per un’abitazione di 100 m², si tradurrebbe concretamente in un risparmio di 200 kWh per la climatizzazione estiva, mantenendo sempre una temperatura confortevole massima non superiore a 26 °C. 

Dalla sperimentazione di questo progetto, partita nel 2013, è stato poi implementato l’utilizzo di un numero più elevato di piante appartenenti alla macchia mediterranea, favorendo anche ulteriori benefici correlati alla questione climatica, quali: la salvaguardia della biodiversità degli impollinatori, una migliore qualità dell’aria, ma anche il rallentamento del deflusso delle acque piovane in eccesso. 

Ipotizzando una realtà in cui il 35% della superficie urbana dell’Unione Europea sia provvista di un cappotto verde, si stima che la riduzione della domanda annua di energia annua possa arrivare circa a 92 TWh, evitando così 55,8 milioni di tonnellate di CO2 emessa dai gas serra durante l’anno.

Se esteso a più città italiane ed europee, il progetto ENEA riuscirebbe a far ridurre i consumi energetici derivanti da combustibili fossili, assicurando una migliore qualità della vita alle piante e agli esseri umani.