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Fgas, AREA: installazione di impianti refrigeranti solo per installatori certificati
La certificazione e preparazione degli installatori di gas fluorurati deve essere fondamentale: AREA lo ricorda ai decision makers che stanno decidendo le sorti del Regolamento 842/2006
La professionalità degli installatori di fgas non va tralasciata ma, anzi, deve essere una discriminante fondamentale: è quanto tiene a precisare AREA, l’organizzazione europea del settore condizionamento, refrigerazione e pompe di calore che da oltre vent’anni dà voce agli interessi di più di 9mila piccole/medie aziende del settore e circa 125mila persone in tutta Europa.
Le discussioni in merito alle modifiche sul Regolamento 842/2006 stanno infatti entrando nell’ultimo stadio di discussione e AREA ha emanato un comunicato stampa per ricordare ai decision makers l’importanza della professionalità e certificazione degli installatori. L’organizzazione europea sta infatti seguendo sin dall’inizio gli sviluppi della revisione del Regolamento, iniziati nel 2010.
Inizialmente la Commissione Europea aveva proposto di vietare la pre-carica di refrigerante per assicurare l’installazione professionale dell’equipaggiamento delle macchine e preservare l’integrità del progetto “phase-down” di sostituzione degli f-gas tradizionali con quelli di ultima generazione.
In prima lettura il Comitato Ambientale del Parlamento Europeo aveva approvato totalmente la procedura, osteggiata successivamente dall’analisi del Consiglio dell'Unione Europea: attualmente il rischio è che il compromesso che verrà raggiunto dalle discussioni del Consiglio (negoziate poi dal Parlamento) non risolva appieno la questione dell’installazione non professionale.
La decisione avrebbe non solo conseguenze ambientali, in contraddizione con gli stessi obiettivi del Regolamento, ma si ripercuoterebbe negativamente anche sulle aziende del settore refrigerazione, condizionamento e pompe di calore, composto principalmente da piccole imprese che però occupano circa 230mila persone in Europa.
L’idea avanzata da AREA è quella di estendere il programma attuale di consegna dei gas fluorurati in bombole anche agli impianti non sigillati ermeticamente con gas pre-caricati. Considerando che attualmente i gas fluorurati possono essere consegnati e ricevuti solo da aziende e personale certificati, l’estensione di questa misura potrebbe assicurare che solo i professionisti certificati possono ricevere tale equipaggiamento e pertanto la carica in situ verrebbe evitata nella maggior parte dei casi e se, comunque necessaria, eseguita solo da personale preparato e secondo le massime condizioni di sicurezza ambientale..
“Sembra che si stia mettendo in secondo piano l’installazione professionale degli impianti - ha puntualizzato Marco Buoni, vicepresidente di AREA - perciò noi vogliamo sensibilizzare tutti i Governi comunitari dicendo che un’installazione fatta da personale non certificato porta a grossi rischi ambientali ed economici”. Un’installazione scorretta potrebbe infatti causare maggiori perdite di refrigerante, maggior inquinamento ambientale e maggior rischio di compilazioni mancanti o scorrette dei registri d’impianto.
“La puntualizzazione fatta da AREA ha lo scopo di ricordare che gli impianti che utilizzano fgas possono essere considerati come delle bombole di refrigerante - ha continuato Buoni - Oggi le bombole possono essere consegnate solo a personale e imprese abilitati, pertanto gli impianti non ermeticamente sigillati, che verrebbero comunque caricati dai costruttori, potrebbero essere consegnati solo alle aziende e al personale certificato, evitando tutti i problemi legati alla sicurezza e alla precisione di carica”.
La prima lettura del Parlamento Europeo avverrà il 13 gennaio 2014 e, in base agli sviluppi di questo primo incontro, si pianificheranno gli step successivi per l’approvazione del Regolamento. Gli addetti del settore sperano comunque che tutto venga approvato entro la fine della legislatura europea (maggio 2014) per evitare che l’approvazione del Regolamento venga ulteriormente posticipata.
Le discussioni in merito alle modifiche sul Regolamento 842/2006 stanno infatti entrando nell’ultimo stadio di discussione e AREA ha emanato un comunicato stampa per ricordare ai decision makers l’importanza della professionalità e certificazione degli installatori. L’organizzazione europea sta infatti seguendo sin dall’inizio gli sviluppi della revisione del Regolamento, iniziati nel 2010.
Inizialmente la Commissione Europea aveva proposto di vietare la pre-carica di refrigerante per assicurare l’installazione professionale dell’equipaggiamento delle macchine e preservare l’integrità del progetto “phase-down” di sostituzione degli f-gas tradizionali con quelli di ultima generazione.
In prima lettura il Comitato Ambientale del Parlamento Europeo aveva approvato totalmente la procedura, osteggiata successivamente dall’analisi del Consiglio dell'Unione Europea: attualmente il rischio è che il compromesso che verrà raggiunto dalle discussioni del Consiglio (negoziate poi dal Parlamento) non risolva appieno la questione dell’installazione non professionale.
La decisione avrebbe non solo conseguenze ambientali, in contraddizione con gli stessi obiettivi del Regolamento, ma si ripercuoterebbe negativamente anche sulle aziende del settore refrigerazione, condizionamento e pompe di calore, composto principalmente da piccole imprese che però occupano circa 230mila persone in Europa.
L’idea avanzata da AREA è quella di estendere il programma attuale di consegna dei gas fluorurati in bombole anche agli impianti non sigillati ermeticamente con gas pre-caricati. Considerando che attualmente i gas fluorurati possono essere consegnati e ricevuti solo da aziende e personale certificati, l’estensione di questa misura potrebbe assicurare che solo i professionisti certificati possono ricevere tale equipaggiamento e pertanto la carica in situ verrebbe evitata nella maggior parte dei casi e se, comunque necessaria, eseguita solo da personale preparato e secondo le massime condizioni di sicurezza ambientale..
“Sembra che si stia mettendo in secondo piano l’installazione professionale degli impianti - ha puntualizzato Marco Buoni, vicepresidente di AREA - perciò noi vogliamo sensibilizzare tutti i Governi comunitari dicendo che un’installazione fatta da personale non certificato porta a grossi rischi ambientali ed economici”. Un’installazione scorretta potrebbe infatti causare maggiori perdite di refrigerante, maggior inquinamento ambientale e maggior rischio di compilazioni mancanti o scorrette dei registri d’impianto.
“La puntualizzazione fatta da AREA ha lo scopo di ricordare che gli impianti che utilizzano fgas possono essere considerati come delle bombole di refrigerante - ha continuato Buoni - Oggi le bombole possono essere consegnate solo a personale e imprese abilitati, pertanto gli impianti non ermeticamente sigillati, che verrebbero comunque caricati dai costruttori, potrebbero essere consegnati solo alle aziende e al personale certificato, evitando tutti i problemi legati alla sicurezza e alla precisione di carica”.
La prima lettura del Parlamento Europeo avverrà il 13 gennaio 2014 e, in base agli sviluppi di questo primo incontro, si pianificheranno gli step successivi per l’approvazione del Regolamento. Gli addetti del settore sperano comunque che tutto venga approvato entro la fine della legislatura europea (maggio 2014) per evitare che l’approvazione del Regolamento venga ulteriormente posticipata.
