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FER elettriche non fotovoltaiche: la Commissione Europea approva il decreto italiano
La Commissione Europea approva il decreto italiano sulle FER elettriche non fotovoltaiche: rispetta gli obiettivi europei energetici e climatici.
Il regime italiano destinato a sostenere la produzione di energia elettrica da FER elettriche non fotovoltaiche è conforme alle norme UE sugli aiuti di Stato e favorisce l’integrazione dei produttori di energia rinnovabile.
A stabilirlo la Commissione Europea che, con un comunicato stampa pubblicato pochi giorni fa, sostiene che il regime che verrà adottato nel nostro Paese aumenterà la percentuale di energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili e ridurrà l’inquinamento, in linea con gli obiettivi climatici ed energetici dell’Unione dell’Energia.
Il regime, in particolare, sosterrà l’Italia nel conseguimento degli obiettivi energetici dell’Unione Europea, contribuendo a incrementare la capacità di generazione da fonti rinnovabili di circa 1300 MW.
Il decreto sulle FER elettriche non fotovoltaiche, che aveva avuto via libera dalla Conferenza Unificata già lo scorso 5 Novembre 2015, è stato valutato dalla Commissione Europea nel quadro della disciplina in materia di aiuti di Stato per la protezione ambientale e l’energia 2014-2020, che stabilisce che gli Stati membri possano erogare per le energie rinnovabili, ma a specifiche condizioni.
Il decreto, come ricorda il comunicato della Commissione Europea, sarà in vigore solo fino alla fine del 2016 e potranno beneficiare del sostegno tutte le tecnologie rinnovabili ad eccezione di quella fotovoltaica, già competitiva nel mercato italiano e non bisognosa di sostegno diretto.
Il sostegno che i progetti sulle FER elettriche non fotovoltaiche possono ricevere dipende dalla loro dimensione:
A stabilirlo la Commissione Europea che, con un comunicato stampa pubblicato pochi giorni fa, sostiene che il regime che verrà adottato nel nostro Paese aumenterà la percentuale di energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili e ridurrà l’inquinamento, in linea con gli obiettivi climatici ed energetici dell’Unione dell’Energia.
Il regime, in particolare, sosterrà l’Italia nel conseguimento degli obiettivi energetici dell’Unione Europea, contribuendo a incrementare la capacità di generazione da fonti rinnovabili di circa 1300 MW.
Il decreto sulle FER elettriche non fotovoltaiche, che aveva avuto via libera dalla Conferenza Unificata già lo scorso 5 Novembre 2015, è stato valutato dalla Commissione Europea nel quadro della disciplina in materia di aiuti di Stato per la protezione ambientale e l’energia 2014-2020, che stabilisce che gli Stati membri possano erogare per le energie rinnovabili, ma a specifiche condizioni.
Il decreto, come ricorda il comunicato della Commissione Europea, sarà in vigore solo fino alla fine del 2016 e potranno beneficiare del sostegno tutte le tecnologie rinnovabili ad eccezione di quella fotovoltaica, già competitiva nel mercato italiano e non bisognosa di sostegno diretto.
Il sostegno che i progetti sulle FER elettriche non fotovoltaiche possono ricevere dipende dalla loro dimensione:
- I progetti più grandi, con oltre 5 MW di potenza installata, parteciperanno a gare d’appalto specifiche per ogni tecnologia e riceveranno sostegno sotto forma di un premio, ovvero di una maggiorazione sul prezzo di mercato;
- I progetti un po’ più piccoli, con potenza installata compresa tra 0,5 MW e 5 MW, verranno inseriti in un elenco per ogni tecnologia e saranno sostenuti secondo criteri specifici;
- I progetti di dimensioni inferiori a 0,5 MW avranno accesso diretto, su richiesta, agli aiuti. Gli impianti più piccoli potranno beneficiare, inoltre, di tariffe di riacquisto.
