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Eolico offshore in fondali profondi: tra qualche anno via alle installazioni
Secondo l'indagine Ewea entro il 2017 questi parchi eolici potrebbe arrivare anche nelle coste italiane: 27 i progetti pilota avviati sino ad oggi in Europa.
Tra cinque o sei anni anche le coste italiane potrebbero ospitare parchi eolici in mare aperto. Ad affermarlo uno studio condotto da Ewea, l’associazione europea sull’energia eolica, secondo cui il settore dell’eolico è ormai pronto per affrontare l’installazione di parchi eolici in fondali profondi, tanto che il primo parco potrebbe essere installato e collegato alla rete di distribuzione già entro il 2017.
Al momento sono 27 i progetti pilota avviati o già realizzati in Europa: Portogallo, Francia, Gran Bretagna, Norvegia, Olanda, Danimarca e Svezia. L’Italia al momento non compare nella lista dei progetti ma a Rimini è già stato fatto un progetto analogo mentre qualche anno fa in Puglia era stato realizzato uno dei primi studi proprio sull’eolico offshore con fondale profondo: si trattava del progetto Tricase, un’installazione a 213 km dalla costa e a 113 metri di profondità.
I parchi eolici in fondali profondi impiegheranno turbine da 5 KW, sfrutteranno le nuove tecniche di ancoraggio simili a quelle utilizzate per le piattaforme petrolifere e consentiranno di realizzare parchi eolici flottanti a 100 km di distanza dalla riva e ad una profondità di 100 metri. Secondo l’indagine Ewea, le installazioni non avranno ripercussioni economiche né sui costi di realizzazione né sull’energia prodotta, risultando in linea con i costi attualmente in vigore per i parchi esistenti.
Secondo le previsioni Ewea l'offshore nel 2020 potrà fornire 40 GW, pari al 4% dell'elettricità consumata in Europa e nel 2030 150 GW sufficienti a fornire l'elettricità consumata da 145 milioni di famiglie.
Nei primi sei mesi del 2013 intanto è cresciuta l’installazione di parchi eolici in mare in Europa: sono 277, nello specifico, le turbine installate dall’inizio dell’anno per una potenza totale di 1.045 MW, pari al doppio dei dati relativi al 2012 quando furono 523,2 i MW di potenza installati.
Ma a fronte di un aumento di installazioni il direttore di Ewea, Justin Wilkes, frena gli entusiasmi evidenziando il calo di incentivi in alcuni mercati chiave: “Il finanziamento di nuovi progetti ha subito un rallentamento, con un solo progetto che sta per raggiungere la stretta finanziaria quest’anno. Questa situazione, sommata ad una mancanza di ordini per le turbine eoliche marine, sottostrutture e componenti, riflette l’incertezza normativa nei mercati chiave, tra cui la Germania e il Regno Unito”.
L’eolico è un settore dagli ampi margini di crescita, che continua a creare nuova occupazione, riducendo al tempo stesso le importazioni di combustibili fossili e che attualmente vede l’Europa come leader mondiale per l’esportazione. “Per attirare gli investimenti nel settore - ha concluso il direttore di Ewea - i governi devono fornire un quadro normativo stabile e l’UE dovrebbe fissare un obiettivo vincolante rinnovabile per il 2030”.
Al momento sono 27 i progetti pilota avviati o già realizzati in Europa: Portogallo, Francia, Gran Bretagna, Norvegia, Olanda, Danimarca e Svezia. L’Italia al momento non compare nella lista dei progetti ma a Rimini è già stato fatto un progetto analogo mentre qualche anno fa in Puglia era stato realizzato uno dei primi studi proprio sull’eolico offshore con fondale profondo: si trattava del progetto Tricase, un’installazione a 213 km dalla costa e a 113 metri di profondità.
I parchi eolici in fondali profondi impiegheranno turbine da 5 KW, sfrutteranno le nuove tecniche di ancoraggio simili a quelle utilizzate per le piattaforme petrolifere e consentiranno di realizzare parchi eolici flottanti a 100 km di distanza dalla riva e ad una profondità di 100 metri. Secondo l’indagine Ewea, le installazioni non avranno ripercussioni economiche né sui costi di realizzazione né sull’energia prodotta, risultando in linea con i costi attualmente in vigore per i parchi esistenti.
Secondo le previsioni Ewea l'offshore nel 2020 potrà fornire 40 GW, pari al 4% dell'elettricità consumata in Europa e nel 2030 150 GW sufficienti a fornire l'elettricità consumata da 145 milioni di famiglie.
Parchi eolici in crescita nel 2013, ma preoccupa il rallentamento dell’Inghilterra
Nei primi sei mesi del 2013 intanto è cresciuta l’installazione di parchi eolici in mare in Europa: sono 277, nello specifico, le turbine installate dall’inizio dell’anno per una potenza totale di 1.045 MW, pari al doppio dei dati relativi al 2012 quando furono 523,2 i MW di potenza installati.
Ma a fronte di un aumento di installazioni il direttore di Ewea, Justin Wilkes, frena gli entusiasmi evidenziando il calo di incentivi in alcuni mercati chiave: “Il finanziamento di nuovi progetti ha subito un rallentamento, con un solo progetto che sta per raggiungere la stretta finanziaria quest’anno. Questa situazione, sommata ad una mancanza di ordini per le turbine eoliche marine, sottostrutture e componenti, riflette l’incertezza normativa nei mercati chiave, tra cui la Germania e il Regno Unito”.
L’eolico è un settore dagli ampi margini di crescita, che continua a creare nuova occupazione, riducendo al tempo stesso le importazioni di combustibili fossili e che attualmente vede l’Europa come leader mondiale per l’esportazione. “Per attirare gli investimenti nel settore - ha concluso il direttore di Ewea - i governi devono fornire un quadro normativo stabile e l’UE dovrebbe fissare un obiettivo vincolante rinnovabile per il 2030”.
