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28.10.2019

Eolico offshore: e se le turbine galleggianti fossero il futuro dell’energia elettrica globale?

Il report della IEA sull’eolico offshore sottolinea l’enorme potenziale di questa rinnovabile e, in particolare, della tecnologia su piattaforme galleggianti
Nel corso dei prossimi vent’anni la potenza da fonte eolica crescerà in modo intenso, accentuando i risultati della decarbonizzazione del sistema energetico e della riduzione dell’inquinamento atmosferico, diventando una componente sempre più importante per l’offerta di energia elettrica, lo annuncia un report pubblicato recentemente dalla IEA (International Energy Agency).
 
Si intitola Offshore Wind Outlook 2019 ed è lo studio più completo su questo tema, in quanto combina informazioni sulle ultime tecnologie e sullo sviluppo del mercato, presentando tra l’altro una nuova analisi geospaziale che fornisce informazioni sulla velocità e qualità del vento riscontrabile lungo centinaia di migliaia di chilometri di coste presenti in tutto il mondo.
 
Secondo l’agenzia internazionale, entro il 2040, la capacità dell’eolico offshore potrebbe raggiungere un valore pari a quindici volte quello attuale e attrarre investimenti per 1 trilione di dollari. Quest’evoluzione potrà essere stimolata dalla diminuzione dei costi, l’introduzione di politiche di sostegno a queste tecnologie e la realizzazione di importanti progressi tecnologici, come l’introduzione di turbine sempre più grandi e di fondazioni galleggianti. Ma il progresso non deve arrestarsi qui, le stime della IEA infatti mettono in luce la possibilità di ottenere dei risultati ancora più importanti se la politica avrà il coraggio di agire in modo da aumentare il proprio sostegno all’eolico.
 
L’Europa è stata fondamentale nello sviluppo della tecnologia eolica offshore e, ancora oggi, è nella condizione di essere il motore per i futuri sviluppi di questo specifico settore. Ad oggi il Europa è stata installata una potenza di circa 20 Gigawatt, ma le politiche già vigenti faranno sì che si raggiunga una potenza di 130 gigawatt entro il 2040. Ad ogni modo, se l’Unione Europea dovesse riuscire a raggiungere il suo obiettivo di neutralità carbonica, la potenza da fonte eolica offshore potrebbe aumentare fino a 180 GW nel 2040 e diventare l’unica fonte di energia elettrica della regione.
 
Una visone ancora più ambiziosa – nella quale le politiche europee spingano verso un aumento della domanda di idrogeno sostenibile prodotto dall’eolico offshore – potrebbero incentivare un’installazione ancora più intensa di capacità.
 
La Cina sarà poi un altro attore fondamentale nell’evoluzione del mercato dell’eolico offshore, in questo caso con un incremento della potenza dovuto al bisogno di ridurre l’inquinamento atmosferico. Si tratta di una tecnologia particolarmente idonea all’ambiente cinese, dato che i parchi eoloci offshore possono essere installati lungo la costa, là dove si concentrano i maggiori centri abitati. Entro il 2025, probabilmente, la Cina sarà la nazione con il maggior numero di turbine al mondo, rubando il primato al Regno Unito.
Nel 2040 si prevede l’innalzamento della capacità da eolico della potenza asiatica fino a 110 GW, con uno slancio davvero consistente se si considera che attualmente la potenza è di 4 gigawatt.
 
Per gli Stati Uniti invece, così come per molte altre nazioni, l’eolico potrebbe trarre grandissimo vantaggio dall’eventuale sviluppo delle tecnologie per l’eolico a piattaforme galleggianti, esse infatti permetterebbero installazioni tali da poter generare energia elettrica sufficiente a coprire l’intera domanda nazionale.

“Oggi l’eolico fornisce circa lo 0,32% dell’energia elettrica globale, ma il suo potenziale è molto più vasto – ha spiegato il Dott. Birol, Direttore Esecutivo della IEASiamo sempre più vicini a poter raggiungere il grande potenziale dell’eolico offshore, ma i governi e l’industria devono fare ancora molto per far sì che questa tecnologia diventi il fulcro della transizione energetica sostenibile.”
 
Non va sottovalutato infine il possibile coinvolgimento delle multinazionali del petrolio e del gas che, forti della propria esperienza pregressa nei progetti offshore, potrebbero essere i principali investitori di questo settore. È stato infatti stimato che circa il 40% dei costi sostenuti durante la vita utile di un progetto di eolico offshore, considerando sia la sua costruzione che la manutenzione, siano strettamente in sinergia con quelli sostenuti per i progetti di estrazione di petrolio e gas offshore. Un parallelismo da considerare, e che apre un’opportunità di mercato da 400 miliardi di dollari per possibili investimenti in Europa e in Cina.