Eni scopre un nuovo giacimento di gas a Cipro
Una scoperta che dà un po’ di speranza, ma che nulla può contro gli scenari drammatici del mercato energetico che si prospettano per il prossimo inverno, con il prezzo del gas russo aumenterà ancora
Scoperto un nuovo pozzo di gas nel mediterraneo orientale: a 160 chilometri da Cipro, nel Blocco 6 su cui opera Eni Cyprus con una quota del 50%, mentre il restante è della francese TotalEnergies (ex Total), a una profondità di 2.287 metri è stato scoperto il pozzo esplorativo Cronos-1.
Il pozzo ha incontrato un’importante colonna di gas in una sequenza di roccia serbatoio carbonatica con proprietà da discrete ad eccellenti, e l'intensa campagna di acquisizione dati ha evidenziato un net pay complessivo di oltre 260 metri, con intervalli caratterizzati da ottima permeabilità
Una scoperta che dimostra, ancora una volta, le ottime capacità esplorative di Eni: il gruppo infatti, presente a Cipro da ormai quasi 10 anni, nel 2018 aveva scoperto un altro pozzo di gas, Calypso-1, sempre nello stesso blocco di Cronos-1.
Ma non solo: alla fine del mese scorso Eni ha anche trovato del gas nel suo primo pozzo esplorativo denominato XF-002, nel Blocco 2 offshore di Abu Dhabi, che ha dimostrato portate eccellenti e di cui si sta valutando un eventuale procedura di sviluppo fast-track, allo scopo di semplificare l’iter.
Una serie di scoperte ad oggi decisamente importanti, se si considera l’attuale crisi energetica scatenatasi con il conflitto in Ucraina che sta mettendo in ginocchio l’Europa (e l’Italia in primis).
Fortunatamente, le stime preliminari fatte su Cronos-1 danno ottime speranze: indicano infatti circa 2,5 TCF (trilioni di piedi cubi) di gas in posto, un quantitativo ad oggi decisamente rilevante.
Proprio per questo, studi a livello ingegneristico sono già attivi, dato che l’interesse ad accelerare lo sviluppo di questa grande scoperta è indubbiamente alto.
Prezzi del gas in continuo aumento: si prospetta un inverno difficile
Se da un lato la scoperta di Cronos-1 dà un po’ di speranza al mercato energetico in quanto rappresenta un potenziale sviluppo di ulteriori volumi di gas nella regione, a supporto della fornitura di gas all'Europa, dall’altro lo scenario che si prospetta per i prossimi mesi è tutt’altro che roseo.
Proprio nei giorni scorsi Gazprom ha annunciato che i prezzi del gas potrebbero aumentare del 60% per l’inverno: se così fosse, le conseguenze per le bollette degli italiani, già stressate da costi energetici sempre più esorbitanti, sarebbero più che drammatiche.
Ecco perché si parla già di tagli dei consumi di gas: sarà effettivamente necessario, più che altro per adeguarsi alle direttive europee, ma bisognerà vedere se sarà volontario o se si arriverà a doverlo rendere obbligatorio. Molto probabilmente si dovrà ridurre l’utilizzo del riscaldamento, con la temperatura interna agli ambienti privati e pubblici che dovrà essere intorno ai 19 gradi.
Tutto dipende da quante saranno le forniture di gas proveniente dalla Russia, e da quanto i paesi europei saranno in grado di diversificare, nel medio-lungo termine, l’approvvigionamento di risorse energetiche.
