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16.10.2012
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Energia, riforma del Titolo V. La gestione torna allo Stato

A undici anni di distanza il Consiglio dei Ministri interviene sul testo del Titolo V della Costituzione con un disegno di legge costituzionale che inserisce energia, porti ed aeroporti nella legislazione esclusiva del Potere dello Stato.

Il ddl costituzionale, approvato martedì notte, è incentrato sul principio di unità giuridica ed economica della Repubblica come valore fondamentale dell’ordinamento attraverso la cosiddetta “clausola di supremazia”: sarà quindi la legge statale a garantire anche i diritti costituzionali, a prescindere dal riparto delle materie fra legge regionale e legge statale. Un obiettivo che mira alla complementarietà e non alla conflittualità tra Stato e Regione.

Secondo quanto approvato dal CdM, dunque, rientreranno "nel campo della legislazione esclusiva dello Stato alcune materie che erano precedentemente considerazione della legislazione concorrente” tra cui appunto la produzione, trasporto e distribuzione nazionale dell’energia che viene di fatto tolta alle Regioni. La clausola inserita dal Governo punta ad eliminare la conflittualità esistente ad oggi tra le due istituzioni ma con il rischio di togliere alle Regioni la possibilità di intervenire in maniera concreta sul loro territorio soprattutto in merito ad una materia (quella dell’energia) che condiziona buona parte dell’economia nazionale.

“Il ddl costituzionale – si legge nel comunicato stampa diramato da Palazzo Chigi – attribuisce alla legge statale un ruolo più duttile ed ampio nell’area della legislazione concorrente, prevedendo che spetta alla legge dello Stato non più di stabilire i problematici “principi fondamentali”, bensì di porre la disciplina funzionale a garantire l’unità giuridica ed economica della Repubblica”.