Focus Innovazioni

28.09.2022

Da ENEA lampade antibatteriche (anche a prova di covid) per la sanificazione degli ambienti

L’ENEA ha sviluppato delle lampade a LED per spazi pubblici e scuole che, oltre a illuminare gli ambienti, hanno anche un’azione antibatterica e anticovid

Con l’arrivo della pandemia l’attenzione per la sanificazione degli ambienti è cresciuta in maniera esponenziale, soprattutto per quelli pubblici che ogni giorno sono frequentati da moltissime persone. Una grande novità in questo campo è arrivata, nei giorni scorsi, dall’ENEA, che ha sviluppato delle lampade che permettono non solo l’illuminazione di grandi ambienti (come scuole, uffici e luoghi pubblici) e superfici, ma anche la loro sanificazione da batteri e virus.

Due sono le lampade create dall’ENEA: si chiamano SAVE e UV CiSANA e utilizzano una tecnologia economica, sicura e sostenibile, basata su sistemi LED di tipo UV-C sviluppata nei centri ENEA specializzati nella tecnologia elettronica applicata e nell’ottica, quello di Brasimone (BO) e quello di Frascati (RO), che vantano competenze trentennali nello studio delle sorgenti di luce ultravioletta.

Cosa cambia rispetto alle lampade sanificanti utilizzate fino ad ora?

Paragonando i sistemi di illuminazione in grado di sanificare gli ambienti utilizzati negli ultimi anni con le lampade antibatteriche dell’ENEA, è immediatamente chiaro che queste hanno diversi vantaggi. In primis non utilizzano il mercurio, un elemento chimico notoriamente nocivo per l’ambiente, e inoltre sono poco ingombranti, hanno tempi di accensione/spegnimento molto rapidi, senza dimenticare che sono molto facili da installare e da utilizzare.

La lampada sanificante SAVE

SAVE è una lampada da soffitto con sistema smart che abbina algoritmi e tecnologie radar per la gestione sicura del personale. Facile da installare, è dotata di funzionamento programmabile, sistema di segnalazione dell’ingresso indesiderato di persone o animale durante le operazioni e di certificazione virucida.

Questo modello di lampada è in grado di sanificare un ambiente di circa 20mq da virus e batteri, compreso il SARS-CoV-2, in soli 45 minuti e ha un livello di maturità tecnologica (TRL) pari a 6.

Il prototipo di SAVE è pronto per l’industrializzazione ma, come ha dichiarato Mariano Tarantino, responsabile della divisione ENEA di Sicurezza e sostenibilità nucleare del Centro Ricerche di Bologna, “Per il futuro prevediamo di implementarne le funzionalità con sistemi di assistenza per ipovedenti e di estenderne l’applicazione, ad esempio, sui mezzi pubblici o in agricoltura, per la sanificazione da patogeni, come contributo al controllo della pandemia mondiale”.

UV-CiSANA, l’altro prototipo di lampada sanificante ENEA

Si tratta di lampade a LED UV-C con capacità sterilizzante che emettono radiazione ultravioletta della banda C, la cui efficacia è data dall’ottimo assorbimento da parte del DNA/RNA dei patogeni, che va a romperne i legami eliminandoli o rendendoli inattivi.

Le lampade UV-CiSANA sono in grado di sanificare superfici, aria e acqua eliminando quasi il 100% di batteri e virus, incluso il SARS-CoV-2.

Compatte, sostenibili, con dimensioni ridotte e quindi anche facili da trasportare, impiegano una   tecnologia utile per la sterilizzazione in tempo reale di acqua con flusso tipico di un normale rubinetto e per la sanificazione dell’aria presente all’interno degli ambienti chiusi.

“La tecnologia a LED UV-C – spiega Sarah Bollanti del laboratorio ENEA di Applicazioni dei plasmi ed esperimenti interdisciplinari – è promettente e la nostra esperienza in ottica, e in particolare in sorgenti di luce ultravioletta, ci permette di progettare e realizzare dispositivi ad hoc per le diverse necessità. Siamo disponibili a nuove collaborazioni anche per valutare applicazioni in cui compattezza, trasportabilità e rapidità di utilizzo siano prioritarie, come ad esempio su treni, aerei e altri mezzi di trasporto”.