Focus Efficienza Energetica
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Efficienza termica nel settore industriale: un grande potenziale dal ruolo marginale
Martedì 7 Luglio verrà presentato al Politecnico di Milano il Sectoral Focus Report. Si parlerà dell’efficienza termica nell’industria, soprattutto per quanto riguarda l'efficientamento termico, la sostenibilità economica e il potenziale di mercato.
“L'efficienza termica in Italia: soluzioni tecnologiche ed opportunità di business nell'industria” è il titolo della prima edizione del Sectoral Focus Report, che verrà presentato Martedì 7 Luglio alle ore 9.30, presso il Politecnico di Milano.
L’efficienza termica nel settore industriale è il tema approfondito da questo studio, che evidenzia quanto sia importante prestare maggiore attenzione all’argomento e adottare, in merito, un approccio sistematico di analisi.
L’efficientamento termico dei processi industriali, infatti, troppo spesso assume un ruolo marginale considerando sia la normativa di riferimento, che la consapevolezza da parte degli utenti.
Il punto di partenza dell’analisi è costituito dalla doppia accezione che viene data al termine “efficientamento termico”: in primo luogo, si parla di “generazione efficiente del calore”, considerando anche tutte le soluzioni tecnologiche per la produzione di calore che riducono i consumi di energia primaria a parità di output (tecnologie di cogenerazione CHP e bruciatori efficienti); in secondo luogo, invece, si parla di “gestione efficiente del calore”, considerando tutte le soluzioni che riducono la dissipazione del calore ed eventualmente anche i sistemi di recupero (soluzioni di isolamento termico, cicli ORC e scambiatori di calore).
Successivamente, sono state valutate le funzionalità, i vantaggi, gli svantaggi, i costi e le prestazioni delle diverse tecnologie per l’efficienza termica, tenendo conto anche di eventuali sistemi incentivanti, per analizzare la sostenibilità economica degli investimenti nelle diverse soluzioni.
A questo proposito, sono state individuate diverse strade per favorire la diffusione di soluzioni finalizzate all’efficienza termica:
Parlando, poi, del potenziale di mercato che potrebbe derivare dall’adozione di soluzioni per l’efficienza termica, sono stati analizzati i principali settori industriali italiani (metallurgia, prodotti per l’edilizia, meccanica, agro-alimentare, carta, vetro e ceramica, chimica e petrolchimica) e i loro consumi energetici.
Da quanto emerge dal rapporto, questi sette settori cubano per complessivamente 220.000 GWh/annui di consumo termico, che corrispondono al 79% del totale del consumo di energia termica dell’industria italiana. La quota termica supera quella elettrica, di conseguenza l’efficienza termica dovrebbe essere vista come un fattore chiave per raggiungere gli obiettivi europei di riduzione dei consumi.
Da un punto di vista teorico, da qui al 2020 l’efficienza termica potrebbe valere fino a 6,5 miliardi di euro all’anno di investimenti, come mercato di sbocco. Guardando la realtà del potenziale di mercato atteso per l’efficienza termica, però, questi 6,5 miliardi scendono a un solo miliardo.
I motivi di tale distacco sono riconducibili, principalmente, a tre fattori:
In conclusione, il rapporto sottolinea l’importanza dell’efficienza termica come spinta verso un futuro più pulito ed energicamente efficiente, ma evidenzia anche come questo stesso tema dell’efficienza energetica venga trascurato e poco considerato non solo in Italia, ma anche a livello europeo.
L’efficienza termica nel settore industriale è il tema approfondito da questo studio, che evidenzia quanto sia importante prestare maggiore attenzione all’argomento e adottare, in merito, un approccio sistematico di analisi.
L’efficientamento termico dei processi industriali, infatti, troppo spesso assume un ruolo marginale considerando sia la normativa di riferimento, che la consapevolezza da parte degli utenti.
Il punto di partenza dell’analisi è costituito dalla doppia accezione che viene data al termine “efficientamento termico”: in primo luogo, si parla di “generazione efficiente del calore”, considerando anche tutte le soluzioni tecnologiche per la produzione di calore che riducono i consumi di energia primaria a parità di output (tecnologie di cogenerazione CHP e bruciatori efficienti); in secondo luogo, invece, si parla di “gestione efficiente del calore”, considerando tutte le soluzioni che riducono la dissipazione del calore ed eventualmente anche i sistemi di recupero (soluzioni di isolamento termico, cicli ORC e scambiatori di calore).
Successivamente, sono state valutate le funzionalità, i vantaggi, gli svantaggi, i costi e le prestazioni delle diverse tecnologie per l’efficienza termica, tenendo conto anche di eventuali sistemi incentivanti, per analizzare la sostenibilità economica degli investimenti nelle diverse soluzioni.
A questo proposito, sono state individuate diverse strade per favorire la diffusione di soluzioni finalizzate all’efficienza termica:
- Elaborare un sistema di incentivazione che venga messo in atto nel momento dell’investimento in modo da ridurre l’esborso di capitale;
- Intervenire sul decisore, cercando di favorire azioni rivolte agli operatori dell’efficienza energetica in modo da sensibilizzare i possibili adottatori, oppure di introdurre obblighi normativi riguardanti i livelli minimi di efficienza termica;
- Sostituire l’utility all’utente, orizzonte che diventa a lungo termine e che appare come la strada più facilmente percorribile, perché in linea con lo sviluppo di una filiera dell’efficienza energetica a tutti gli effetti.
Parlando, poi, del potenziale di mercato che potrebbe derivare dall’adozione di soluzioni per l’efficienza termica, sono stati analizzati i principali settori industriali italiani (metallurgia, prodotti per l’edilizia, meccanica, agro-alimentare, carta, vetro e ceramica, chimica e petrolchimica) e i loro consumi energetici.
Da quanto emerge dal rapporto, questi sette settori cubano per complessivamente 220.000 GWh/annui di consumo termico, che corrispondono al 79% del totale del consumo di energia termica dell’industria italiana. La quota termica supera quella elettrica, di conseguenza l’efficienza termica dovrebbe essere vista come un fattore chiave per raggiungere gli obiettivi europei di riduzione dei consumi.
Da un punto di vista teorico, da qui al 2020 l’efficienza termica potrebbe valere fino a 6,5 miliardi di euro all’anno di investimenti, come mercato di sbocco. Guardando la realtà del potenziale di mercato atteso per l’efficienza termica, però, questi 6,5 miliardi scendono a un solo miliardo.
I motivi di tale distacco sono riconducibili, principalmente, a tre fattori:
- Il meccanismo incentivante spesso è inefficiente;
- L’investitore finale fatica a trovare forme di finanziamento per questi tipi di interventi;
- Il top management fatica a rendersi conto che l’efficienza termica rappresenta, a tutti gli effetti, un vantaggio competitivo.
In conclusione, il rapporto sottolinea l’importanza dell’efficienza termica come spinta verso un futuro più pulito ed energicamente efficiente, ma evidenzia anche come questo stesso tema dell’efficienza energetica venga trascurato e poco considerato non solo in Italia, ma anche a livello europeo.
