Focus Efficienza Energetica

03.07.2018
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Efficienza energetica italiana, un punto di riferimento internazionale

Le policy nazionali e i risultati raggiunti rendono l’Italia la nazione di riferimento per quanto riguarda l’efficienza energetica, solo la Germania è allo stesso livello
L’Italia è il paese energivoro che più di tutti, assieme alla Germania, si sta impegnando e sta ottenendo risultati sul fronte dell’efficienza energetica ed è considerabile come esempio virtuoso dalle altre nazioni che registrano elevati consumi, l’ACEEE ha analizzato l’impegno di 25 nazioni ed ha decretato che l’Italia sta raggiungendo risultati invidiabili con picchi positivi nel settore edile e in quello industriale
 
L’efficienza energetica ad oggi è lo strumento meno costoso per venire incontro alla nuova domanda energetica. I governi che incoraggiano gli investimenti nell’efficienza energetica e promuovono politiche che la sostengono riescono ad ottenere numerosi effetti positivi: consentono ai cittadini di risparmiare, riducono la dipendenza dalle importazioni energetiche e limitano l’inquinamento.
 
Nonostante questi numerosi aspetti positivi la diffusione della cultura dell’efficienza energetica è ancora poco diffusa a livello globale, un vero peccato, se non addirittura un problema, dal momento che essa potrebbe essere l’unica soluzione al problema della crescita della domanda energetica globale.
 
La quarta edizione dell’International Energy Efficiency Scorecard dell’ACEEE, il Consiglio Americano per un’Economia Energicamente Efficiente, analizza le politiche di efficienza e le performance di 25 tra gli Stati più energivori al mondo: in totale queste 25 nazioni consumano il 78% dell’energia mondiale e rappresentano più del 80% del PIL mondiale.
 
I ricercatori dell’ACEEE hanno esaminato e valutato con 36 indicatori le politiche di efficienza energetica implementate in ciascun Paese suddividendoli in quattro categorie specifiche: edilizia, industria, trasporto e progresso complessivo dello Stato nella transizione verso l’efficienza energetica. Per ciascuna di queste categorie sono stati allocati 25 punti e ad almeno una nazione è stato sempre assegnato il punteggio massimo.
 
La valutazione e l’allocazione dei punteggi si è basata sulle politiche messe in atto e sui risultati raggiunti, tuttavia peso maggiore è stato dato alle politiche realizzate. Naturalmente per politiche si intendono le buone pratiche implementate da una nazione come ad esempio: i target di risparmio energetico, gli standard di efficienza energetica per gli elettrodomestici ed altre applicazioni e gli obiettivi di risparmio di carburante per i veicoli. Gli indicatori di performance sono invece stati ottenuti valutando la quantità di energia utilizzata per una singola attività o servizio, ad esempio la quantità di energia elettrica consumata per metro quadro di pavimento negli edifici residenziali.
 
I risultati emersi da questo report vedono l’Italia piazzarsi al primo posto a pari merito con la Germania per livello di efficienza raggiungendo un punteggio di 75,5 punti su 100, seguono poi la Francia, il Regno Unito, e il Giappone.
 
L’Italia ha ottenuto risultati particolarmente positivi nei settori edile ed industriale, con risultati generalmente migliori rispetto a quelli delle nazioni analizzate, solo la Germania ha fatto registrare un punteggio visibilmente maggiore nella categoria degli impegni nazionali  ottenendo 22 mentre l’Italia è ferma a 18.
 

 
La Francia ha ottenuto il punteggio più alto nella categoria dedicata ai trasporti, il Giappone ha dominato invece nella categoria dedicata al settore  industriale e nelle sezioni riservate all’edilizia e agli impegni nazionali sono invece state la Germania e la Spagna a ottenere i risultati migliori.
I risultati peggiori sono stati ottenuti dagli Emirati Arabi Uniti (18 punti) e dall’Arabia Saudita (16,5), al terzultimo posto si è piazzato il Sudafrica con solo 23,5 punti.
 
Rispetto ai dati del report precedente, pubblicato nel 2016, il Messico è stata la nazione con il miglioramento più eclatante con un punteggio che è passato da 17 a 54. Altri paesi i cui risultati sono migliorati visibilmente sono stati l’Indonesia (+7,5 punti) e l’Olanda (+,5 punti).
 
Dai risultati del report si evince che le 25 economie considerate hanno ancora un ampio margine di miglioramento, un gap che sarebbe importante colmare dal momento che l’efficienza energetica può permettere di risparmiare denaro e al contempo ridurre le emissioni dei gas serra. Il report ACEEE sull’efficienza energetica non solo analizza i risultati delle nazioni più energivore ma contiene anche una serie di raccomandazioni che potrebbero aiutare gli Stati, e in particolare gli USA, a innalzare il proprio ranking.