Focus Efficienza Energetica
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Efficienza Energetica: in arrivo un piano europeo dedicato al settore termico
Un nuovo piano europeo per incentivare il settore riscaldamento/condizionamento verrà presentato alla Commissione Europea a Gennaio, novità anche per la Direttiva Efficienza Energetica.
Trasformare l’efficienza energetica in un driver per la crescita, partendo dal riscaldamento e dalla climatizzazione. Questo il leitmotiv della terza edizione del Verona Energy Summit, parte di Smart Energy Expo 2015 in corso a Verona Fiere.
Il summit veronese si conferma un importante momento di confronto tra mondo della ricerca e delle aziende e istituzioni italiane ed europee, dove si tirano le somme di quello che si è fatto e di quello che si dovrà fare nei prossimi anni in materia di efficienza energetica.
Se la priorità deve essere quella di una diminuzione dei consumi e delle emissioni, quindi, la strada da seguire deve essere quella di una crescita dell’economia europea. E dunque, come coniugare le due cose?
Secondo Federico Testa, commissario ENEA, che ha aperto i lavori: “se si è più efficienti si è più competitivi, ma non solo, le famiglie hanno più soldi in tasca e soprattutto possiamo dare vita e filiere industriali che lavorino nell’efficienza, cosa che non siamo riusciti a fare con lo sviluppo delle rinnovabili negli anni scorsi”.
Ma allora cosa manca per fare dell’efficienza una leva di sviluppo nel nostro paese e dell’Unione?
Per Federico Testa i temi fondamentali sono due: “c’è un lavoro da fare sul tema della replicabilità degli interventi, dobbiamo lavorare su delle linee guida e una standardizzazione migliore. L’altro tema è quello della finanza, negli anni scorsi gli istituti finanziari hanno vissuto da conservatori, dobbiamo trovare un sistema per consentire l’accesso all’efficienza energetica a tutti”.
Sul tavolo diverse proposte, alcune delle quali avanzate anche da ENEA: ci sono circa 70 milioni in arrivo dalla Cassa Depositi e Prestiti, tramite un apposito Fondo Efficienza Energetica, la proroga degli incentivi del 65%, la ristrutturazione del meccanismo dei Certificati Bianchi e un nuovo Conto Termico.
Ma la novità più interessante è stata annunciata da Samuele Furfari, Consigliere del Direttore Generale DG ENERGY, della Commissione Europea: “dobbiamo capire come migliorare l’efficienza energetica nel mondo del calore. Ad esempio recuperando gli sprechi, in particolare nell’industria, dobbiamo spingere alla cogenerazione e alla trigenerazione, promuovere le rinnovabili termiche, sviluppare le reti di calore e le reti di raffreddamento”.
E prosegue: “stiamo preparando una nuova strategia che sarà presentata a inizio gennaio alla Commissione Europea. Vogliamo introdurre una politica seria per il settore HVAC, che fino ad ora è mancata”.
In effetti gli sforzi maggiori dell’UE, fino ad oggi, si sono concentrati sul settore elettricità, che però vale solo il 22% dei consumi energetici in Europa, e sul settore trasporti, che arriva al 28%, mentre il settore riscaldamento/condizionamento, che vale il 50% dei consumi, è stato incentivato in modo minore.
Oltre a questo Furfari annuncia grandi cambiamenti anche sul versante delle imprese: “modificheremo la direttiva efficienza energetica, in particolare sulla parte che riguarda la diagnosi energetica per le aziende. La direttiva attuale obbliga a fare l’audit energetico, ma non obbliga la messa in opera dell’audit, vogliamo spingere su questo”.
Il summit veronese si conferma un importante momento di confronto tra mondo della ricerca e delle aziende e istituzioni italiane ed europee, dove si tirano le somme di quello che si è fatto e di quello che si dovrà fare nei prossimi anni in materia di efficienza energetica.
Se la priorità deve essere quella di una diminuzione dei consumi e delle emissioni, quindi, la strada da seguire deve essere quella di una crescita dell’economia europea. E dunque, come coniugare le due cose?
Secondo Federico Testa, commissario ENEA, che ha aperto i lavori: “se si è più efficienti si è più competitivi, ma non solo, le famiglie hanno più soldi in tasca e soprattutto possiamo dare vita e filiere industriali che lavorino nell’efficienza, cosa che non siamo riusciti a fare con lo sviluppo delle rinnovabili negli anni scorsi”.
Ma allora cosa manca per fare dell’efficienza una leva di sviluppo nel nostro paese e dell’Unione?
Per Federico Testa i temi fondamentali sono due: “c’è un lavoro da fare sul tema della replicabilità degli interventi, dobbiamo lavorare su delle linee guida e una standardizzazione migliore. L’altro tema è quello della finanza, negli anni scorsi gli istituti finanziari hanno vissuto da conservatori, dobbiamo trovare un sistema per consentire l’accesso all’efficienza energetica a tutti”.
Sul tavolo diverse proposte, alcune delle quali avanzate anche da ENEA: ci sono circa 70 milioni in arrivo dalla Cassa Depositi e Prestiti, tramite un apposito Fondo Efficienza Energetica, la proroga degli incentivi del 65%, la ristrutturazione del meccanismo dei Certificati Bianchi e un nuovo Conto Termico.
Ma la novità più interessante è stata annunciata da Samuele Furfari, Consigliere del Direttore Generale DG ENERGY, della Commissione Europea: “dobbiamo capire come migliorare l’efficienza energetica nel mondo del calore. Ad esempio recuperando gli sprechi, in particolare nell’industria, dobbiamo spingere alla cogenerazione e alla trigenerazione, promuovere le rinnovabili termiche, sviluppare le reti di calore e le reti di raffreddamento”.
E prosegue: “stiamo preparando una nuova strategia che sarà presentata a inizio gennaio alla Commissione Europea. Vogliamo introdurre una politica seria per il settore HVAC, che fino ad ora è mancata”.
In effetti gli sforzi maggiori dell’UE, fino ad oggi, si sono concentrati sul settore elettricità, che però vale solo il 22% dei consumi energetici in Europa, e sul settore trasporti, che arriva al 28%, mentre il settore riscaldamento/condizionamento, che vale il 50% dei consumi, è stato incentivato in modo minore.
Oltre a questo Furfari annuncia grandi cambiamenti anche sul versante delle imprese: “modificheremo la direttiva efficienza energetica, in particolare sulla parte che riguarda la diagnosi energetica per le aziende. La direttiva attuale obbliga a fare l’audit energetico, ma non obbliga la messa in opera dell’audit, vogliamo spingere su questo”.
