Edilizia, UE: Edifici a Energia Quasi Zero per rilanciare la crescita
01/08/2012 - Il settore delle costruzioni, nell’Unione Europea, genera quasi il 10% del PIL, occupando più di 20 milioni di lavoratori, per lo più in micro e piccole imprese. Appare evidente, quindi, come la competitività e lo sviluppo di questo settore sia un cardine dell’economia europea. A livello UE-27, la crisi economica e finanziaria, assieme allo scoppio della bolla immobiliare e alla contrazione dei mercati creditizi, hanno causato una diminuzione del volume di commesse nell’ordine del -17% nel primo quadrimestre del 2012.
Per stimolare l’edilizia, dunque, la Commissione Europea ha presentato ieri una strategia di rafforzamento del settore, che vede nelle potenzialità dell’edilizia sostenibile e degli Edifici a Energia Quasi Zero un’opportunità importante ancora da cogliere. La riqualificazione degli edifici esistenti, in particolare in vista del raggiungimento degli obiettivi del 20-20-20, è considerato dalla Commissione una priorità e potrebbe creare 1 milione di nuovi posti di lavoro.
“Nell’attuale grave crisi economica e sociale, gli edifici a basso consumo di energia sono investimenti redditizi per la società e gli investitori privati – ha dichiarato Antonio Tajani, Vicepresidente e Commissario europeo per l’industria e l’imprenditoria - Il settore delle costruzioni deve riuscire a scorgervi un’opportunità per innovare e attirare nuovi talenti. Le nuove tecnologie offrono grandi potenzialità, non solo per nuove abitazioni ma anche per ristrutturare milioni di edifici esistenti, migliorandone l’efficienza energetica e attuando gli obiettivi della strategia UE 2020. Non lasciamoci sfuggire questa opportunità. Il settore delle costruzioni può diventare un motore della crescita sostenibile”.
Gli elementi principali di questa strategia mirano a creare condizioni favorevoli agli investimenti, in particolare nel campo delle ristrutturazioni e riqualificazioni degli edifici. Vediamo nel dettaglio le proposte della Commissione Europea:
1. Stimolare gli investimenti
Migliorare l’accesso al credito incoraggiando il ricorso al pacchetto di prestiti della Banca Europea per gli investimenti (BEI) che conta 120 miliardi di euro. Il progetto pilota prevede investimenti aggiuntivi di 4.5 miliardi per infrastrutture pilota. Queste, assieme ad altre misure, costituiranno un pacchetto che dovrebbe incoraggiare le banche a fare prestiti per l’efficientamento energetico degli edifici.
Oltre a questo si incentiveranno gli stati membri a promuovere incentivi come ad esempio la riduzione dell’IVA (o le detrazioni Irpef del 55%).
2. Investire nel capitale umano
Migliorare le qualifiche della manodopera per anticipare le richieste future del mercato, promuovendo la formazione (in particolare per i giovani) e la mobilità intraeuropea.
3. Migliorare l’efficienza delle risorse
Promuovere il riconoscimento reciproco nella UE e l’armonizzazione, partendo dalla varietà di tecniche di costruzione sostenibili, rendendo questi metodi più accessibili alle imprese di costruzione.
4. Consolidare il mercato interno
Introdurre una standardizzazione, attraverso lo strumento degli Eurocodes, con dei set di standard per la progettazione, al fine di mettere le imprese edili in condizione di lavorare in tutti gli stati membri.
5. Incoraggiare la competitività al di fuori dell’Unione
Rafforzare la posizione globale delle imprese edili europee, al fine di sviluppare buoni risultati e prestazioni anche nei paesi terzi, sviluppando progetti internazionali come l’EU-Africa Partnership for Infrastructure Transport o l’iniziativa Small Business, Big World, che puntano a favorire le aziende europee nei paesi vicini.
