La UNI 11554:2014, certificazione delle figure professionali operanti sugli impianti a Gas
In Questo Dossier Tecnico riporteremo quanto emerso durante il convegno del 27 Marzo 2015 presso la sede dell’UNI, a Milano, riguardante “la certificazione delle figure professionali operanti sugli impianti a Gas - UNI 11554:2014 e UNI PdR 11:2014”.
Il Comitato Italiano Gas (CIG), uno dei sette enti federati UNI, ha emesso infatti una norma, in collaborazione con Accredia (l’Ente Italiano di Accreditamento), che regola la certificazione delle figure professionali operanti sugli impianti a gas, attorno alla quale si è creato un certo polverone. Vedremo quindi nel dettaglio quali sono le implicazioni di questa nuova normativa.
A scanso di equivoci chiariamo subito che non vi sono obblighi, né patentini, ma si tratta di una certificazione volontaria. “Una questione di ruolo - come sottolinea B. Panieri, vice presidente Accredia - nelle intenzioni del CIG e in coerenza con il ruolo del Comitato, lo schema normativo è stato elaborato per dare uno strumento univoco e oggettivo al quale, tutti coloro che sono interessati a percorsi di qualificazione degli operatori post-contatore gas, possono riferirsi”.
Il contesto di riferimento per gli operatori post-contatore gas:
- Legge 1083/71 “Norme per la sicurezza dell’impiego del gas combustibile”;
- DM 37/08 “Regolamento concernente l’attuazione dell’articolo 11-quaterdiecies, comma 13, lettera a) della legge n. 248 del 2 dicembre 2005, recante riordino delle disposizioni in materia di attività di installazione degli impianti all’interno degli edifici”;
- Delibera AEEGSI 6 Febbraio 2014 40/2014/R/gas “Disposizioni in materia di accertamenti della sicurezza degli impianti di utenza a gas”;
- Diligenza qualificata: il grado di diligenza richiesto ad un professionista quando ha un contratto con un altro soggetto ed è disciplinata dall’articolo 1176, comma 2 del Codice Civile, secondo cui “nell’adempimento delle obbligazioni inerenti all’esercizio di un’attività professionale, la diligenza deve valutarsi con riguardo alla natura dell’attività esercitata”. Ovviamente quando si parla di responsabile tecnico, installatore e manutentore del settore gas, si tratta di figure professionali che hanno un ruolo determinante nel garantire la sicurezza
Norme e altri materiali UNI/CIG/ACCREDIA fino ad ora pubblicati:
- UNI 11554 (2013);
- Prassi di riferimento UNI-CIG-ACCREDIA associata alla norma (UNI PdR n. 11);
- FAQ ACCREDIA elaborate con il CIG;
- Pubblicazione da parte del CIG del programma "generale" di formazione consigliato;
- Comunicazione ACCREDIA-CIG
La UNI 11554:2014, Attività professionali non regolamentate - Figure professionali operanti sugli impianti a gas di tipo civile alimentati da reti di distribuzione - Requisiti di conoscenza, abilità e competenza
La norma definisce i requisiti relativi all’attività dei professionisti che operano sugli impianti a gas combustibili della prima, seconda e terza famiglia (secondo la UNI EN 437) di tipo civile, alimentati da rete di distribuzione, ed è applicabile solo agli operatori e alle imprese già abilitate ai sensi del DM 37/08.
Riguarda quindi tutti i professionisti che:
- Progettano, installano, rimuovono, ispezionano, sottopongono a collaudo, prova o verifica, mettono in servizio e mantengono in stato di sicuro funzionamento gli impianti alimentati a gas;
- Scelgono, installano, rimuovono, sottopongono a prova o verifica, mettono in servizio e effettuano manutenzione agli apparecchi a gas e loro componenti.
La UNI 1154:2014 individua inoltre tre differenti profili specialistici:
- Il responsabile tecnico (profilo A)
Persona addetta alla pianificazione dei lavori, al coordinamento delle attività di installazione e/o manutenzione, delle operazioni di collaudo e verifica degli impianti a gas.
- L’installatore (profilo B)
Tecnico in possesso dei requisiti previsti dalla legislazione vigente che effettua operazioni di installazione, ampliamento o modifica (UNI 7128:2011, punto 11.2).
- Il manutentore (profilo C)
Tecnico in possesso dei requisiti previsti dalla legislazione vigente, che effettua operazioni di controllo e manutenzione (UNI 7128:2011, punto 11.2).
Profilo A, responsabile tecnico. Compiti e attività specifici
- Ideare un impianto a gas di uso civile, pianificarne la realizzazione e gestirne la manutenzione, anche tramite l’organizzazione e il coordinamento del lavoro di altri operatori;
- Riconoscere condizioni pericolose (anche occulte), attraverso l’utilizzo degli strumenti appropriati;
- Effettuare in completa autonomia una diagnosi completa su un impianto a gas, per verificarne la rispondenza alle normative tecniche ed alla legislazione vigente, di attestarne l’idoneità al funzionamento in condizioni di completa sicurezza, tramite verifiche visive e strumentali;
- Predisporre in completa autonomia la documentazione richiesta dalla legislazione vigente in materia di impianti a gas;
- Gestire l'emergenza in caso di pericolo imminente
Profilo B, installatore. Compiti e attività specifici
- Gestire in autonomia tutte le operazioni legate all’installazione degli impianti e degli apparecchi, sulla base delle indicazioni contenute in un progetto o elaborato tecnico;
- Riconoscere condizioni potenzialmente pericolose legate a difetti di installazione o dovute a condizioni di degrado degli impianti a gas;
- Effettuare tutte le operazioni necessarie per la messa in servizio degli impianti e degli apparecchi;
- Predisporre la documentazione richiesta dalla legislazione vigente, riportando anche le informazioni tecniche dettagliate del lavoro eseguito;
- Gestire l’emergenza in caso di pericolo imminente.
Profilo C, manutentore. Compiti e attività specifici
- Condurre in autonomia le attività di manutenzione (anche mediante il ricorso alla manutenzione) di impianti e apparecchi funzionanti a gas combustibile, in conformità a quanto previsto dalla legge, dalle norme tecniche pertinenti o dalle procedure rilasciate dai fabbricanti di apparecchi e componenti;
- Riconoscere, attraverso l’utilizzo degli strumenti di normale dotazione, condizioni potenzialmente pericolose legate a difetti di manutenzione sugli apparecchi, sugli impianti a gas o sui sistemi di evacuazione;
- Predisporre la documentazione richiesta dalla legislazione vigente, riportando le informazioni tecniche dettagliate del lavoro eseguito;
- Gestire l’emergenza in caso di pericolo imminente, in relazione alle specificità dell’ambiente di installazione.
Per ognuno dei profili specialistici sono stati inoltre individuati due livelli, in funzione della portata termica degli apparecchi e della pressione di alimentazione:
- 2° livello: impianti domestici e similari, con portata termica nominale singola non maggiore di 35 kW, che utilizzano gas combustibili appartenenti alla 1a, 2a e 3a famiglia, a valle del punto di inizio;
- 1° livello: impianti adibiti al servizio di edifici ad uso civile, con portata termica nominale singola maggiore di 35 kW (o complessiva maggiore di 35 kW se installati in batteria), che utilizzino gas combustibili appartenenti alla 1a, 2a, 3a famiglia a valle del punto di inizio. Il 1° livello include anche il 2° livello.
Gli impianti sopra descritti possono essere funzionali a:
A. Climatizzazione di edifici ed ambienti;
B. Produzione centralizzata di acqua calda sanitaria;
C. Climatizzazione di edifici ed ambienti e produzione centralizzata di acqua calda sanitaria;
D. Ospitalità professionale, di comunità e ambiti similari;
E. Cottura domestica.
Requisiti di accesso alla certificazione:
Per il responsabile tecnico è necessario dimostrare un’esperienza di compilazione e firma della documentazione prevista dalla legislazione vigente per le attività di installazione, manutenzione e verifica/collaudo. Oppure la produzione di documentazione (visura camerale) che attesti il ruolo di “responsabile tecnico” di un’impresa abilitata ai sensi dell’art. 1, comma 2, lettera e del DM 37/08.
Per l’installatore e il manutentore è necessario invece dimostrare un’esperienza alle dirette dipendenze di un’impresa abilitata ai sensi dell’art. 1 comma 2, lettera e del DM 37/08, per un periodo non inferiore a quattro anni, di cui almeno uno come qualificato, con effettivo svolgimento delle mansioni individuate nella norma UNI 11554. L’effettivo svolgimento di queste mansioni può essere correttamente documentato ad esempio presentando una dichiarazione del titolare dell’impresa. Nel caso invece di impresa individuale i requisiti di accesso sono quelli relativi alla figura professionale del responsabile tecnico.
Per quanto riguarda la valutazione dei candidati sono previste tre prove: una prova scritta, una orale e tre simulazioni di situazioni reali operative, ogni prova dovrà dare esito positivo per poter ottenere la certificazione.
Una volta ottenuta la certificazione si dovrà partecipare a specifici corsi di aggiornamento, per almeno 8 ore ogni 4 anni, oltre a dimostrare con periodicità annuale che si sta ancora svolgendo la professione per la quale si ha ottenuto la certificazione.
La certificazione avrà una durata di 8 anni.
Solo per il responsabile tecnico, l’organismo di certificazione dovrà effettuare almeno un controllo su un impianto realizzato, scelto tra uno dei 5 proposti dal candidato.
Conclusioni
Ricordiamo ancora una volta che la UNI 11554 è una norma volontaria e si applica esclusivamente agli operatori di imprese abilitate ai sensi della legislazione vigente (DM 37/08). Detto questo, i vantaggi di una certificazione ottenuta correttamente, acquisendo o confermando il possesso dei requisiti di abilità, conoscenza e competenze, sono molteplici.
Come già accennato, la certificazione sarà valida in tutti i paesi dell’UE e potrebbe quindi aprire diverse porte alle imprese che vorrebbero operare all’estero.
Inoltre costituirà sicuramente un punteggio maggiore per accedere a tutti gli appalti pubblici e ai lavori per la pubblica amministrazione.
Il percorso di qualificazione pensato dal CIG, assieme a anche a tanti installatori che lavorano quotidianamente sul campo, dovrà quindi servire ad assicurare una crescita reale di coloro che decidano di percorrerlo.
Per concludere: accertatevi, quando vi rivolgerete ad un ente per ottenere la certificazione, che sia accreditato.
L’accreditamento è una forma indipendente e autorevole di attestazione delle competenze, quindi del valore della credibilità delle corrispondenti attestazioni. Il valore di terzietà di ACCREDIA e la volontarietà della certificazione, garantiscono l’effettiva qualità dell’ente che la richiede.

