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27.03.2019
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Domanda energetica globale in aumento: la IEA annuncia una crescita del 2,3% nel 2018

L’aumento della domanda energetica ha provocato un maggiore affidamento alle materie prime fossili nonostante la crescita delle rinnovabili
Il 2018 ha fatto registrare la più elevata crescita della domanda energetica degli ultimi 10 anni. Un aumento  eccezionale del 2,3% dovuto all’intensa attività economica globale e all’aumento delle necessità di riscaldamento e raffreddamento di alcune specifiche regioni.
I combustibili più utilizzati sono stati i gas naturali, i quali hanno ottenuto incassi maggiori e sono stati la fonte per il 45% dei nuovi consumi energetici. La crescita della domanda di queste materie prime è stata particolarmente intensa negli Stati Uniti e in Cina.
 
I dati IEA annunciano che lo scorso anno si è registrata una crescita nella domanda di tutti i combustibili fossili, l’utilizzo dei quali è aumentato di circa il 70% per il secondo anno consecutivo. Anche le fonti solare ed eolica hanno ottenuto una crescita a doppia cifra, con il solare che da solo ha aumentato il proprio ruolo nell’energy mix del 31%. Le FER però, nonostante gli ottimi risultati raggiunti nel 2018, non hanno saputo stare sufficientemente al passo con la crescita della domanda energetica mondiale, causando un’inevitabile ricorso al carbone.

Il risultato di questa evoluzione è stata un’impennata nelle emissioni di CO2, le quali sono cresciute dell’1,7% cioè 33 Gigatonnellate nel 2018. La sola produzione elettrica da carbone ha causato la produzione di più di 10 Gt di emissioni, derivate in particolare dalle centrali a carbone attive nelle aree asiatiche in via di sviluppo, dove il carbone si ritiene continuerà ad essere una delle fonti principali per i decenni a venire

Questi dati, assieme a molti altri, sono stati raccolti e descritti nel nuovo Global Energy & CO2 Status Report per il 2018 elaborato dall’International Energy Agency (IEA) nel quale è possibile reperire questi interessanti dati sui consumi energetici globali e sulle emissioni di CO2 ad essi connessi.

Come negli anni precedenti, anche nel 2018 l’elettricità si è rivelata la componente energetica predominante, con un aumento della domanda che si è attestato a 23.000 TWh, cioè il 4% in più rispetto all’anno precedente. Un’intensa crescita che probabilmente porterà in breve tempo l’elettricità a rappresentare il 20% dei consumi energetici mondiali.
 
Le rinnovabili hanno contribuito per il 50% circa nella crescita della richiesta energetica e l’energia di FER è stata prodotta principalmente in Cina, leader globale sia per il solare che per l’eolico, seguita dall’Europa e dagli Stati Uniti d’America.

Risulta in continuo calo invece l’intensità energetica, aumentata solo dell’1,3% nel 2018, cioè a un ritmo che è circa la metà di quello del periodo 2014-2016. Si tratta del terzo anno consecutivo con risultati scarsi, causati probabilmente da una troppo superficiale implementazione delle politiche per l’efficienza energetica e dall’intenso incremento della domanda nelle economie energivore.
 
La situazioni meteorologiche estreme che sono state sperimentate lo scorso anno hanno contribuito per un quinto dell’aumento della richiesta energetica, stimolando il ricorso al riscaldamento durante le ondate di freddo e alla climatizzazione durante i periodi più caldi.
Considerati assieme la Cina, gli Stati Uniti e l’India hanno provocato circa il 70% dell’aumento della domanda energetica mondiale; gli USA in particolare hanno registrato il maggiore accrescimento nella domanda di petrolio e gas. Per intendersi, i nuovi consumi di gas degli Stati Uniti equivalgono ai consumi totali del Regno Unito nel 2018.