Focus Efficienza Energetica
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Diagnosi energetica delle imprese: Italia al top in Europa con 15mila diagnosi
15mila diagnosi energetiche sono già state svolte da grandi imprese energivore italiane, consegnando all'Italia un ottimo primo posto nella classifica delle diagnodi energetiche per le imprese in Europa.
Con ben 15mila diagnosi energetiche svolte finora da 8mila imprese, l’Italia si aggiudica il primo posto nella classifica dei Paesi più virtuosi dell’Unione Europea nell’attuazione della Direttiva sull’efficienza energetica per quanto riguarda, appunto, le aziende.
Nel nostro Paese, infatti, a fine Giugno 2016 erano state inviate 15.685 diagnosi da parte di 8.461 imprese, mentre nel resto dell’Europa sono state inviate circa 13mila diagnosi, di cui solo 7mila sono dichiarazioni di avvenuta diagnosi. Parliamo, chiaramente, di imprese energivore di grandi dimensioni, tenute a svolgere l’audit energetico.
Roberto Moneta, responsabile dell’Unità Tecnica Efficienza Energetica dell’ENEA, ha spiegato che questi risultati sono destinati a migliorare per effetto delle azioni di verifica e controllo avviate dal MiSE con il supporto di ENEA.
Ma in che modo l’Italia è riuscita a ottenere questo successo? Ci sono una serie di best practices che Bruxelles probabilmente inserirà nella prossima revisione della Direttiva sull’efficienza, come l’istituzione di tavoli tecnici permanenti per il confronto e l’analisi per individuare le procedure operative condivise con i soggetti interessati.
Altre misure che si sono rivelate efficaci sono, ad esempio:
- La realizzazione di modelli di rendicontazione standardizzati per gli operatori e per elaborare i dati delle diagnosi;
- La predisposizione di Linee Guida settoriali per dare indicazioni utili alle aziende.
Le iniziative di informazione, formazione, convegni, seminari ed elaborazione di documentazione tecnica, inoltre, proseguiranno assieme alle attività che ENEA sta portando avanti a supporto del MiSE per favorire il confronto tra i soggetti interessati.
L’Italia ha già sicuramente raggiunto un buon livello verso l’obiettivo di riduzione dei consumi energetici di 20 Mtep l’anno al 2020, pari a 15,5 Mtep di energia finale. Ad oggi, infatti, sono stati risparmiati quasi 10 Mtep l’anno, evitando l’emissione di 26 tonnellate di emissioni di anidride carbonica e 3 miliardi di euro di spese per l’importazione di fonti fossili.
Nel nostro Paese, infatti, a fine Giugno 2016 erano state inviate 15.685 diagnosi da parte di 8.461 imprese, mentre nel resto dell’Europa sono state inviate circa 13mila diagnosi, di cui solo 7mila sono dichiarazioni di avvenuta diagnosi. Parliamo, chiaramente, di imprese energivore di grandi dimensioni, tenute a svolgere l’audit energetico.
Roberto Moneta, responsabile dell’Unità Tecnica Efficienza Energetica dell’ENEA, ha spiegato che questi risultati sono destinati a migliorare per effetto delle azioni di verifica e controllo avviate dal MiSE con il supporto di ENEA.
Ma in che modo l’Italia è riuscita a ottenere questo successo? Ci sono una serie di best practices che Bruxelles probabilmente inserirà nella prossima revisione della Direttiva sull’efficienza, come l’istituzione di tavoli tecnici permanenti per il confronto e l’analisi per individuare le procedure operative condivise con i soggetti interessati.
Altre misure che si sono rivelate efficaci sono, ad esempio:
- La realizzazione di modelli di rendicontazione standardizzati per gli operatori e per elaborare i dati delle diagnosi;
- La predisposizione di Linee Guida settoriali per dare indicazioni utili alle aziende.
Le iniziative di informazione, formazione, convegni, seminari ed elaborazione di documentazione tecnica, inoltre, proseguiranno assieme alle attività che ENEA sta portando avanti a supporto del MiSE per favorire il confronto tra i soggetti interessati.
L’Italia ha già sicuramente raggiunto un buon livello verso l’obiettivo di riduzione dei consumi energetici di 20 Mtep l’anno al 2020, pari a 15,5 Mtep di energia finale. Ad oggi, infatti, sono stati risparmiati quasi 10 Mtep l’anno, evitando l’emissione di 26 tonnellate di emissioni di anidride carbonica e 3 miliardi di euro di spese per l’importazione di fonti fossili.
