Focus Leggi/Normative
Questo articolo ha più di 3 anni
Depurazione acque reflue: diverse le Regioni italiane che non hanno ancora richiesto i fondi
Solo 7 Regioni su 20 hanno presentato richiesta per ricevere fondi per la depurazione delle acque reflue. A disposizione dal MinAmb ben 90 milioni.
Sono ancora diverse le Regioni italiane che non hanno sfruttato le risorse previste dal Ministero dell’Ambiente per la bonifica delle discariche abusive e per la depurazione delle acque reflue.
Lo fa notare il deputato Salvatore Matarrese durante la Seduta n. 672 svoltasi Mercoledì 14 Settembre 2016, durante la quale è stato posto il problema dell’incremento dei residui passivi legati al mancato utilizzo delle risorse destinate al contrasto delle infrazioni europee in ambito di acque reflue e discariche abusive.
Sembrerebbe che i suddetti fondi non siano ancora stati utilizzati perché le Regioni stesse non ne hanno fatto richiesta, di conseguenza non sono stai erogati.
A detta del Ministro dell’Ambiente Gianluca Galletti, le Regioni che hanno ricevuto fondi per la depurazione delle acque reflue sono, ad oggi, Friuli-Venezia Giulia, Liguria, Lombardia, Molise, Piemonte, Valle d’Aosta e Veneto, per un totale di 28 milioni e mezzo di euro. Non hanno, invece, presentato domanda a causa della mancata aggiudicazione dei lavori, le Regioni Abruzzo, Emilia Romagna, Lazio, Marche, Umbria e la provincia autonoma di Trento.
Il Ministro, tra l’altro, specifica che per la depurazione delle acque reflue sono stati stanziati dal Ministero circa 90 milioni di euro, che fanno parte di un piano straordinario di tutela e gestione della risorsa idrica. Il fondo, però, non tiene conto delle Regioni del Mezzogiorno, che sono beneficiarie dei fondi della delibera CIPE n. 60 del 2012, che destina oltre un miliardo e sei a valere sul fondo per lo sviluppo di coesione.
Per quanto riguarda, invece, la messa in sicurezza delle discariche abusive, il Ministro afferma che è stata istituita nel 2015 una cabina di regia presso la Presidenza del Consiglio, in possesso di tutti i poteri sostitutivi nei confronti delle Regioni e degli enti locali inadempienti, visto che le risorse non sono state trasferite a causa delle Regioni, che non hanno presentato alcuna istanza di erogazione.
Il deputato Matarrese afferma di essere soddisfatto delle azioni tempestive del Governo per sopperire alle carenze delle Regioni, ma esprime anche una certa preoccupazione per il mancato utilizzo dei fondi. I piani straordinari, infatti, dovrebbero diventare ordinari per consentire di fare previsioni certe e monitorare la situazione in modo preciso.
Grossi ritardi, dunque, per le Regioni che non hanno ancora presentato richiesta per ricevere i fondi per il trattamento delle acque reflue, ritardi che si ripercuotono inevitabilmente sui cittadini e sulle problematiche che da tempo affliggono ogni Regione.
Lo fa notare il deputato Salvatore Matarrese durante la Seduta n. 672 svoltasi Mercoledì 14 Settembre 2016, durante la quale è stato posto il problema dell’incremento dei residui passivi legati al mancato utilizzo delle risorse destinate al contrasto delle infrazioni europee in ambito di acque reflue e discariche abusive.
Sembrerebbe che i suddetti fondi non siano ancora stati utilizzati perché le Regioni stesse non ne hanno fatto richiesta, di conseguenza non sono stai erogati.
Ma quali sono le Regioni inadempienti e per quale motivo non hanno ancora avanzato le domande per ottenere i fondi per il trattamento delle acque reflue?
A detta del Ministro dell’Ambiente Gianluca Galletti, le Regioni che hanno ricevuto fondi per la depurazione delle acque reflue sono, ad oggi, Friuli-Venezia Giulia, Liguria, Lombardia, Molise, Piemonte, Valle d’Aosta e Veneto, per un totale di 28 milioni e mezzo di euro. Non hanno, invece, presentato domanda a causa della mancata aggiudicazione dei lavori, le Regioni Abruzzo, Emilia Romagna, Lazio, Marche, Umbria e la provincia autonoma di Trento.
Il Ministro, tra l’altro, specifica che per la depurazione delle acque reflue sono stati stanziati dal Ministero circa 90 milioni di euro, che fanno parte di un piano straordinario di tutela e gestione della risorsa idrica. Il fondo, però, non tiene conto delle Regioni del Mezzogiorno, che sono beneficiarie dei fondi della delibera CIPE n. 60 del 2012, che destina oltre un miliardo e sei a valere sul fondo per lo sviluppo di coesione.
Per quanto riguarda, invece, la messa in sicurezza delle discariche abusive, il Ministro afferma che è stata istituita nel 2015 una cabina di regia presso la Presidenza del Consiglio, in possesso di tutti i poteri sostitutivi nei confronti delle Regioni e degli enti locali inadempienti, visto che le risorse non sono state trasferite a causa delle Regioni, che non hanno presentato alcuna istanza di erogazione.
Il deputato Matarrese afferma di essere soddisfatto delle azioni tempestive del Governo per sopperire alle carenze delle Regioni, ma esprime anche una certa preoccupazione per il mancato utilizzo dei fondi. I piani straordinari, infatti, dovrebbero diventare ordinari per consentire di fare previsioni certe e monitorare la situazione in modo preciso.
Grossi ritardi, dunque, per le Regioni che non hanno ancora presentato richiesta per ricevere i fondi per il trattamento delle acque reflue, ritardi che si ripercuotono inevitabilmente sui cittadini e sulle problematiche che da tempo affliggono ogni Regione.
