Focus Dal mondo

26.06.2013
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Dazi sul Fotovoltaico: le aziende cinesi sposteranno la produzione

Continuano gli incontri diplomatici UE-Cina per i dazi sui pannelli fotovoltaici cinesi. Nel frattempo diverse aziende cinesi hanno deciso di spostare la produzione in altri paesi, per aggirare il problema.
Mentre continuano gli incontri diplomatici tra Unione Europea e Cina per raggiungere un accordo sui dazi provvisori sulle importazioni di pannelli fotovoltaici, le aziende cinesi iniziano a programmare le strategie migliori per aggirare le tasse doganali.

Secondo l’agenzia Bloomberg, infatti, alcuni dei colossi cinesi del fotovoltaico starebbero pensando di trasferire i propri reparti produttivi in Paesi limitrofi alla Cina per aggirare così i dazi doganali sul prodotto finito. JinkoSolar potrebbe essere una di queste realtà, visto che sta costruendo nuovi stabilimenti in Sudafrica e in Portogallo, mentre un altro colosso come Canadian Solar potrebbe migrare la propria produzione in Thailandia, Malesia o Taiwan: a dichiararlo è stato il Chief Commercial Officer Yan Zhuang dell’azienda in occasione della fiera InterSolar Europe di Monaco di Baviera, confermando ufficialmente che "la produzione all'estero è di fatto una tendenza". L’azienda Suntech Power Holdings, come dichiarato nei giorni scorsi, sta invece valutando di esportare all’estero la produzione dei componenti fotovoltaici proprio per evitare l’imposizione delle misure anti-dumping.

I dazi imposti sui pannelli fotovoltaici sono stati ufficializzati lo scorso 4 giugno dall’Unione Europea: fino ad agosto le imposte saranno pari all‘11,8% mentre a partire da agosto, per altri quattro mesi, arriveranno anche al 47,6%. Le misure protezionistiche decise dall’UE hanno sollevato reazioni differenti all’interno della stessa Europa, con ben 18 Paesi dichiaratisi contrari alle misure, probabilmente per paura di innescare una “guerra commerciale” con la Cina, che nei giorni scorsi ha lanciato avvisaglie non proprio bene auguranti: sembrerebbe infatti che la contromossa orientale sia quella di imporre dazi sull’import di vino e altri beni europei.