Dal Politecnico di Milano la prima edizione dell’Energy Efficiency Report
18/11/2011 – È stato presentato a Milano il primo Energy Efficiency Report, prodotto dall’Energy&Strategy Group della School of Management del Politecnico di Milano.
Il rapporto si concentra in particolare sugli edifici, residenziali e non, cui è dovuto più del 36% dei consumi energetici totali del nostro paese.
Circa il 70% degli edifici esistenti in Italia, infatti, è stato costruito prima che venisse introdotta qualsiasi norma sull’efficienza energetica in edilizia e non ha mai subito nessun intervento di riqualificazione o di manutenzione orientato al risparmio energetico.
Nel rapporto viene evidenziato come, nonostante l’impegno preso a livello nazionale in materia legislativa, attraverso il primo Piano d’Azione Nazionale per le Energie Rinnovabili (PAEE) del 2007 eil successivo secondo PAEE del luglio 2007, gli strumenti messi in campo per raggiungere gli obbiettivi fissati per il 2020 sembrano non essere sufficienti.
Vengono individuate delle criticità sui due tipi di meccanismi di incentivazione: i titoli di efficienza energetica e le agevolazioni fiscali (soprattutto le detrazioni del 55%). Stando al rapporto, infatti, questi meccanismi incentiverebbero investimenti con un ROI molto breve, occludendo la visione più ampia, e più retributiva in termini di risparmio energetico, del lungo periodo.
Il rapporto prende poi in considerazione le diverse soluzioni per l’efficientamento energetico, ponendo il problema di renderle confrontabili, al fine di individuare eventuali reali necessità di incentivazione, mettendo a confronto costi e ritorni. Le conclusioni permettono di suddividere le tecnologie per il risparmio energetico in tre categorie:
- Le tecnologie per cui la convenienza assoluta si ha già oggi in qualsiasi contesto di adozione. Rientrano in questa categorie le tecnologie e gli impianti per il riscaldamento degli edifici e quelle per l’illuminazione.
- Le tecnologie che risultano convenienti soltanto se adottate congiuntamente alla realizzazione di un nuovo edificio. Ad esempio building automation, chiusure vetrate e gli elettrodomestici del freddo.
- Le tecnologie per cui, indipendentemente dal contesto di riferimento, non vi è “convenienza assoluta” dell’investimento. Si iscrivono in questa categoria le tecnologie di generazione energetica da fonti rinnovabili e le soluzioni di efficienza energetica per gli elettrodomestici del lavaggio.
Partendo anche da queste considerazioni e basandosi sulle stime di mercato associate alle diverse categorie tecnologiche, il potenziale teorico di risparmio derivante dall’adozione di soluzioni di efficientamento energetico in Italia, da qui al 2016, è pari complessivamente a circa 44 mln TEP (tonnellate equivalenti di petrolio), senza tener conto di quanto fatto fino al 2011.
Se si guarda alle stime di penetrazione, invece, il Report conclude che l’impatto dell’adozione di tecnologie per l’efficienza energetica potrà ragionevolmente raggiungere i 21,5 mln TEP entro il 2016, ovvero un valore superiore di oltre il 30% alla soglia stabilita dal PAEE.
In conclusione, quindi, l’Italia si congura come un paese all’avanguardia per l’efficienza energetica negli edifici, sebbene sia necessario superare le logiche di omogenea distribuzione delle risorse, a favore di una maggiore equità, ossia di una corrispondenza quanto più possibile aderente fra il peso della misura e l’effettivo contributo all’obbiettivo che si intende realizzare.
