Focus Efficienza Energetica
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Consumi energetici in aumento del 3% e +2% di rinnovabili, si alzano anche i prezzi
Secondo l’Analisi ENEA sui consumi energetici italiani nel primi tre mesi del 2018 l’idroelettrico è cresciuto dell’11% ma l’obiettivo decarbonizzazione si è decisamente allontanato
In Italia nei primi tre mesi del 2018 vi è stato un aumento consistente dei consumi energetici in tutti i settori (+3%) con una crescita provocata specialmente dal settore civile (+4,5%), lo annuncia l’Analisi trimestrale ENEA del sistema energetico italiano che ha inoltre registrato una ripresa della crescita delle rinnovabili con un +2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
L’ENEA nella sua analisi dei consumi energetici italiani tra gennaio e marzo ha registrato una crescita del 4,5% per il settore civile, del 2% per quello industriale e un trend stazionario per il settore dei trasporti nonostante gli indicatori di traffico siano saliti. Come si diceva in precedenza le rinnovabili hanno invece ripreso a crescere di un 2% complessivo, spinto dal rilancio dell’idroelettrico che in questi 3 mesi ha raggiunto uno straordinario +11%.
Francesco Gracceva, il tecnico ENEA che ha coordinato l’Analisi ha spiegato che “l’aumento dei consumi finali più che doppio rispetto alla crescita economica del periodo è stato spinto dal settore civile a causa di un inverno meno mite del precedente”.
Proprio la necessità di maggiore riscaldamento ha provocato un aumento dell’+1% dei consumi di gas naturale, tuttavia i combustibili solidi hanno fatto registrare un calo dei consumi per il decimo trimestre consecutivo arrivando a segnare un -5%.
I consumi elettrici primari invece sembrano essere definitivamente ripresi (+1,8%) dopo un lungo periodo di contrazione durato da 2011 al 2014 e dal successivo periodo di stagnazione durato fino al 2016.
Per quanto riguarda il prezzo dell’energia, per le imprese l’ENEA nella sua analisi ha registrato aumenti per il gasolio e cali invece per l’elettricità. Rispetto al primo trimestre del 2017 il prezzo medio del gasolio è aumentato del 2,5% arrivando ad avere il valore più alto d’Europa, anche se considerato al netto delle imposte.
Anche il prezzo del gas per le imprese ha subito aumenti davvero consistenti: la materia prima è infatti aumentata dell’8% rispetto ai dati dell’ultimo trimestre del 2017, provocando un innalzamento della spesa per tutti i settori che tuttavia si spera potrà essere compensata da una riduzione equivalente tra aprile e giugno del 2018. Per l’energia elettrica l’ENEA ha registrato un andamento simile, che tuttavia è stato sfalsato dalle riforme in merito agli oneri di sistema.
“Secondo una nostra stima preliminare il costo medio dell’elettricità pagato dalle imprese con consumi elevati scenderebbe del 5% a metà 2018, con un presumibile miglioramento in termini di competitività. - spiega l’esperto ENEA Gracceva - Le riforme degli oneri di sistema avrebbero invece effetti marginali sulle imprese con consumi medio-bassi. A fronte di ciò, nei primi sei mesi dell’anno si stima un leggero incremento del prezzo dell’elettricità per le utenze domestiche (+0,7% rispetto al semestre precedente), prevalentemente a causa dell’aumento della componente ‘oneri di sistema’ in bolletta per gli sgravi concessi agli energivori”.
Un punto particolarmente negativo per il settore è rappresentato dal calo del -7% dell’indice ISPRED dell’ENEA, una misura della sicurezza energetica, delle emissioni di CO2 e del prezzo dell’energia che, in questi mesi, ha subito pesantemente il peggioramento del -14% della componente decarbonizzazione.
Gracceva spiega come segue l’evoluzione dei quantitativi di emissioni di CO2 immesse in atmosfera nel primo trimestre del 2018: “Le emissioni di CO2 sono sostanzialmente invariate rispetto allo stesso periodo 2017, nonostante la crescita significativa dei consumi energetici. D’altra parte però, questa stagnazione delle emissioni consolida un trend sempre meno in linea con gli obiettivi di lungo periodo. Infatti, a una significativa diminuzione delle emissioni nella generazione elettrica negli ultimi due trimestri corrisponde un aumento delle emissioni nel civile e nell’industria e a un dato invariato nei trasporti. Anche per le fonti rinnovabili sembra consolidarsi una traiettoria sostanzialmente stazionaria, non in linea con gli obiettivi di crescita della quota di FER sui consumi finali di energia entro il 2030”.
La sicurezza energetica tra gennaio e marzo sembra invece essere invariata, e in particolare il sistema gas ha registrato miglioramenti rilevanti (+10%) mentre il sistema elettrico rimane pressoché invariato. Gracceva in quest’ambito ha sottolineato alcune problematiche in quanto “restano comunque insolute alcune delle criticità dovute alla transizione energetica, sia per il rischio di eccesso di produzione da fonti intermittenti nel sud e nelle isole maggiori nel corso dell’estate sia per un nuovo calo della redditività degli impianti a gas naturale, sintetizzata dall’indicatore spark spread tornato significativamente al di sotto dei 10€/MWh”.
La componenti dell’ISPRED relativa ai prezzi rimane invece sostanzialmente invariata, è stato infatti registrato solo un +1% risultante dal sostanziale miglioramento del prezzo per l’elettricità delle imprese e da un significativo peggioramento per il gasolio.
Per concludere, e per riassumere i risultati dell’Analisi ENEA per i primi tre mesi del 2018 Gracceva ha affermato: “Nella prima metà dell’anno, pur in una fase di prezzi di petrolio e gas in forte aumento, il sistema energetico italiano mantiene una traiettoria di crescita dei consumi, che non sembra in linea con gli obiettivi di decarbonizzazione; allo stesso tempo, si assiste a un miglioramento sul fronte dei prezzi dell’elettricità e a un allentamento di alcune criticità emerse nell’ultimo anno sulla sicurezza dei sistemi elettrico e del gas naturale”.
Per chi fosse interessato ad approfondire l’argomento l’Analisi trimestrale ENEA dei consumi energetici italiani è disponibile per il download gratuito qui di seguito.
L’ENEA nella sua analisi dei consumi energetici italiani tra gennaio e marzo ha registrato una crescita del 4,5% per il settore civile, del 2% per quello industriale e un trend stazionario per il settore dei trasporti nonostante gli indicatori di traffico siano saliti. Come si diceva in precedenza le rinnovabili hanno invece ripreso a crescere di un 2% complessivo, spinto dal rilancio dell’idroelettrico che in questi 3 mesi ha raggiunto uno straordinario +11%.
Francesco Gracceva, il tecnico ENEA che ha coordinato l’Analisi ha spiegato che “l’aumento dei consumi finali più che doppio rispetto alla crescita economica del periodo è stato spinto dal settore civile a causa di un inverno meno mite del precedente”.
Proprio la necessità di maggiore riscaldamento ha provocato un aumento dell’+1% dei consumi di gas naturale, tuttavia i combustibili solidi hanno fatto registrare un calo dei consumi per il decimo trimestre consecutivo arrivando a segnare un -5%.
I consumi elettrici primari invece sembrano essere definitivamente ripresi (+1,8%) dopo un lungo periodo di contrazione durato da 2011 al 2014 e dal successivo periodo di stagnazione durato fino al 2016.
Per quanto riguarda il prezzo dell’energia, per le imprese l’ENEA nella sua analisi ha registrato aumenti per il gasolio e cali invece per l’elettricità. Rispetto al primo trimestre del 2017 il prezzo medio del gasolio è aumentato del 2,5% arrivando ad avere il valore più alto d’Europa, anche se considerato al netto delle imposte.
Anche il prezzo del gas per le imprese ha subito aumenti davvero consistenti: la materia prima è infatti aumentata dell’8% rispetto ai dati dell’ultimo trimestre del 2017, provocando un innalzamento della spesa per tutti i settori che tuttavia si spera potrà essere compensata da una riduzione equivalente tra aprile e giugno del 2018. Per l’energia elettrica l’ENEA ha registrato un andamento simile, che tuttavia è stato sfalsato dalle riforme in merito agli oneri di sistema.
“Secondo una nostra stima preliminare il costo medio dell’elettricità pagato dalle imprese con consumi elevati scenderebbe del 5% a metà 2018, con un presumibile miglioramento in termini di competitività. - spiega l’esperto ENEA Gracceva - Le riforme degli oneri di sistema avrebbero invece effetti marginali sulle imprese con consumi medio-bassi. A fronte di ciò, nei primi sei mesi dell’anno si stima un leggero incremento del prezzo dell’elettricità per le utenze domestiche (+0,7% rispetto al semestre precedente), prevalentemente a causa dell’aumento della componente ‘oneri di sistema’ in bolletta per gli sgravi concessi agli energivori”.
Un punto particolarmente negativo per il settore è rappresentato dal calo del -7% dell’indice ISPRED dell’ENEA, una misura della sicurezza energetica, delle emissioni di CO2 e del prezzo dell’energia che, in questi mesi, ha subito pesantemente il peggioramento del -14% della componente decarbonizzazione.
Gracceva spiega come segue l’evoluzione dei quantitativi di emissioni di CO2 immesse in atmosfera nel primo trimestre del 2018: “Le emissioni di CO2 sono sostanzialmente invariate rispetto allo stesso periodo 2017, nonostante la crescita significativa dei consumi energetici. D’altra parte però, questa stagnazione delle emissioni consolida un trend sempre meno in linea con gli obiettivi di lungo periodo. Infatti, a una significativa diminuzione delle emissioni nella generazione elettrica negli ultimi due trimestri corrisponde un aumento delle emissioni nel civile e nell’industria e a un dato invariato nei trasporti. Anche per le fonti rinnovabili sembra consolidarsi una traiettoria sostanzialmente stazionaria, non in linea con gli obiettivi di crescita della quota di FER sui consumi finali di energia entro il 2030”.
La sicurezza energetica tra gennaio e marzo sembra invece essere invariata, e in particolare il sistema gas ha registrato miglioramenti rilevanti (+10%) mentre il sistema elettrico rimane pressoché invariato. Gracceva in quest’ambito ha sottolineato alcune problematiche in quanto “restano comunque insolute alcune delle criticità dovute alla transizione energetica, sia per il rischio di eccesso di produzione da fonti intermittenti nel sud e nelle isole maggiori nel corso dell’estate sia per un nuovo calo della redditività degli impianti a gas naturale, sintetizzata dall’indicatore spark spread tornato significativamente al di sotto dei 10€/MWh”.
La componenti dell’ISPRED relativa ai prezzi rimane invece sostanzialmente invariata, è stato infatti registrato solo un +1% risultante dal sostanziale miglioramento del prezzo per l’elettricità delle imprese e da un significativo peggioramento per il gasolio.
Per concludere, e per riassumere i risultati dell’Analisi ENEA per i primi tre mesi del 2018 Gracceva ha affermato: “Nella prima metà dell’anno, pur in una fase di prezzi di petrolio e gas in forte aumento, il sistema energetico italiano mantiene una traiettoria di crescita dei consumi, che non sembra in linea con gli obiettivi di decarbonizzazione; allo stesso tempo, si assiste a un miglioramento sul fronte dei prezzi dell’elettricità e a un allentamento di alcune criticità emerse nell’ultimo anno sulla sicurezza dei sistemi elettrico e del gas naturale”.
Per chi fosse interessato ad approfondire l’argomento l’Analisi trimestrale ENEA dei consumi energetici italiani è disponibile per il download gratuito qui di seguito.
