Focus Dal mondo

31.05.2018
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Condizionamento e refrigerazione: le aziende USA desiderano la ratifica dell’emendamento Kigali

Il settore del condizionamento e della refrigerazione statunitense ha inviato una lettera al Presidente Trump per chiedere la ratifica da parte del Senato
Le maggiori aziende di condizionamento e refrigerazione degli Stati Uniti hanno sottoscritto ed inviato una lettera al Presidente Trump per esortarlo a far ratificare al Senato degli USA l’emendamento Kigali al Protocollo di Montreal.
 
Secondo i rappresentanti delle aziende firmatarie  l’adozione dell’emendamento Kigali, che in Europa ha ricevuto il via libera da parte del Consiglio e del Parlamento Europeo lo scorso luglio, avrebbe la possibilità di comportare numerosi vantaggi economici, ambientali e sociali per gli Stati Uniti. L’emendamento dovrà comportare un phase-down (una diminuzione graduale) del 40% dei refrigeranti HFC entro il 2024 e una crescita consistente della diffusione dei gas HFO nei successivi cinque anni.
 
Le aziende firmatarie, nella lettera inviata al Presidente Donald Trump, ritengono che la ratifica dell’emendamento da parte del Senato Statunitense potrebbe aiutare a garantire una posizione di forza per le aziende statunitensi nel mercato globale del condizionamento, la refrigerazione, l’isolamento termico, e dei prodotti che prevedono l’utilizzo dei fluorocarburi. Credono infatti che la ratifica sarebbe un modo per riportare l’America al primo posto nella corsa alla leadership del settore grazie alla forza tecnologica che la confederazione di Stati ha raggiunto negli ultimi anni.
 
Importanti , e non meno centrali, sono le conseguenze sociali ed economiche che la ratifica di questo provvedimento provocherebbe: “verrebbero creati 33 mila posti di lavoro nel settore manifatturiero, le esportazioni crescerebbero di 5 miliardi, e si andrebbe a migliorare la bilancia commerciale globale di questi beni”.
 
Per converso, una mancata ratifica dell’emendamento trasferirebbe completamente l’attuale vantaggio competitivo degli Stati Uniti ad altri paesi, come ad esempio la Cina, uno dei maggiori competitors del settore.
 
Con questa lettera, che si può leggere in lingua originale qui sotto, il settore del freddo americano sta quindi iniziando a farsi sentire dai propri rappresentanti nella speranza che l’attuale Presidente degli Stati Uniti decida di proseguire con la ratifica dell’emendamento Kigali facendo si che si verifichi la sperata evoluzione del settore della climatizzazione e refrigerazione, se non per motivi ambientali – che sappiamo non essere prioritari per Trump – quanto per tutelare la leadership americana nel settore.

Documentazione disponibile

Lettera aziende USA al Presidente Trump
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